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Beppe Pisanu: "Scelta civica è fallita
i moderati guardino altrove"

L'ex ministro: il voto centrusta sarò il vero terreno di scontro, ai due schieramenti conviene tenere le porte aperte

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ROMA - Presidente Pisanu, è la sua prima legislatura da osservatore esterno. Come valuta il governo Letta-Alfano? Può durare?
"Il governo ha buone possibilità di andare avanti, anche oltre i diciotto mesi che si è assegnato per le riforme. Peraltro, i due schieramenti che lo sostengono hanno bisogno di tempo per risolvere complicati problemi interni anche in vista delle prossime competizioni elettorali: europee e regionali in Sardegna".

Lei fa riferimento alle riforme. Crede davvero possa essere la volta buona? Quella più urgente, per cancellare il Porcellum, è stata già rinviata alle calende greche.

"Credo di sì, non solo perché la crisi generale spinge in direzione delle riforme, ma anche perché c'è il vincolo di quel patto politico-istituzionale idealmente sottoscritto in occasione del reinsediamento di Napolitano. Quanto alla nuova legge elettorale, è opportuno metterla in coda alle riforme costituzionali perché deve essere coerente alla forma di governo. Il Porcellum, comunque, resta inaccettabile".

Pensa che il semipresidenzialismo possa essere davvero una soluzione per l'italia?

"Sì, penso che risponda alla stringente necessità di dare all'Italia una vera "democrazia governante". Per di più, il semipresidenzialismo richiede una legge elettorale maggioritaria a doppio turno. E questo potrebbe essere il cuore del compromesso politico fra Letta e Alfano e, allo stesso tempo, il fondamento di un bipolarismo virtuoso".

Non ritiene però che l'elezione diretta esponga a rischi di derive autoritarie, tanto più se resta il conflitto di interessi berlusconiano ?

"E le pare che si debba subordinare una scelta così impegnativa, storica, ad una situazione personale seppure rilevante? Comunque, all'interno di questa scelta si possono prevedere contromisure adeguate".

Lei conosce bene il Cavaliere da vent'anni. Crede che resisterà alla tentazione di far saltare il governo se pioveranno altre condanne?
"Credo che denuncerebbe la persecuzione giudiziaria, ma non farebbe saltare il governo. E poi è nel suo interesse preservare il governo che per primo ha voluto e rinnovare il partito sulla linea della responsabilità nazionale. Non regalerà alla sinistra né la crisi di questo governo, né l'ipotesi, seppure remota, di una alternativa con Sel e frazioni grilline".

Che ne è stata della vostra esperienza Monti?
"Al di là del discreto risultato elettorale, quell'esperienza è sostanzialmente fallita. Molti liberali, cattolici e laici, ne hanno già preso atto e guardano altrove, convinti che il sistema non abbia bisogno di altri partiti e che i moderati debbano trovare nuovi sentieri verso il Pdl, il Pd e le loro famiglie europee. Vedremo come gli uni e gli altri apriranno le porte. In ogni caso il voto moderato sarà il vero, decisivo, terreno di contesa". 
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