Fico: "La Rai non si svende, tagliamo gli F35"
Il presidente della Vigilanza replica con fermezza alle notizie apparse su alcuni quotidiani: "Non si può vendere qualche canale se prima non facciamo una legge seria su conflitto d'interessi e antitrust". Secca smentita anche da Catricalà: "Mai parlato di cessione"
ROMA - Di vendere la Rai non se ne parla. Il presidente della Vigilanza Roberto Fico (M5S) e il vice ministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà smentiscono nettamente le notizie di stampa delle ultime ore. "In questo momento vendere la Rai significherebbe svenderla: e la Rai non si svende - dice Fico - Non si può vendere qualche canale Rai se prima non facciamo una legge seria su conflitto d'interessi e antitrust. Faremmo peggio anziché meglio". "Ho letto di stime secondo cui la vendita della Rai garantirebbe due miliardi allo Stato, ma non è neanche la metà dei soldi che abbiamo programmato di spendere per gli F35: un'assurdità. Andrei piuttosto a tagliare gli F35 e a finanziare la Rai", aggiunge.
Per il presidente della Vigilanza, ora è importante aprire "un dibattito pubblico su cosa sia la Rai e come il Paese e i cittadini intendano il servizio pubblico", perché crede che "anche i v…
Per il presidente della Vigilanza, ora è importante aprire "un dibattito pubblico su cosa sia la Rai e come il Paese e i cittadini intendano il servizio pubblico", perché crede che "anche i v…
ROMA - Di vendere la Rai non se ne parla. Il presidente della Vigilanza Roberto Fico (M5S) e il vice ministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà smentiscono nettamente le notizie di stampa delle ultime ore. "In questo momento vendere la Rai significherebbe svenderla: e la Rai non si svende - dice Fico - Non si può vendere qualche canale Rai se prima non facciamo una legge seria su conflitto d'interessi e antitrust. Faremmo peggio anziché meglio". "Ho letto di stime secondo cui la vendita della Rai garantirebbe due miliardi allo Stato, ma non è neanche la metà dei soldi che abbiamo programmato di spendere per gli F35: un'assurdità. Andrei piuttosto a tagliare gli F35 e a finanziare la Rai", aggiunge.
Per il presidente della Vigilanza, ora è importante aprire "un dibattito pubblico su cosa sia la Rai e come il Paese e i cittadini intendano il servizio pubblico", perché crede che "anche i vertici Rai siano d'accordo a discutere su cosa dovrà essere la Rai per esempio nel 2016", quando scadrà la concessione. Fico non esclude comunque che il dibattito sul futuro della tv pubblica possa sfociare nella privatizzazione di una o più reti: "Dobbiamo compiere un percorso. Nel momento in cui una o due reti sono totalmente pubbliche, il canone può essere più basso, ma finanziare totalmente la tv pubblica. Poi possiamo pensare al resto, con la tv commerciale. La Bbc, per esempio, in Inghilterra è finanziata dal canone, nel resto del mondo anche dalla pubblicità. Insomma le idee sono tante, ma passano attraverso una riforma che il Paese deve dibattere in modo aperto". "Se vogliamo mantenere la pubblicità - prosegue - è in contrapposizione con il canone. Ma se vogliamo mantenere il canone, e penso che sia giusto che siano i cittadini a finanziare la propria tv, allora la tv deve essere di qualità".
Secco Catricalà nello smentire le notizie apparse su alcuni giornali: "Non ho mai parlato di vendita della
Rai o cessione della concessione del servizio pubblico. La legge attuale prevede che la concessione scada a maggio 2016. Quello che potrà accadere appartiene al domani, noi però dobbiamo preparare ogni eventualità. Dobbiamo pensare allo scenario immediatamente successivo". "Il canone Rai? E' all'esito del
contratto di servizio. La nostra idea è di recuperare l'evasione - continua il vice ministro per lo Sviluppo economico Antonio Catricalà - Il contratto di servizio è già scaduto, siamo in ritardo faremo mini consultazioni, sentiremo forse anche le parti sociali".
Per il presidente della Vigilanza, ora è importante aprire "un dibattito pubblico su cosa sia la Rai e come il Paese e i cittadini intendano il servizio pubblico", perché crede che "anche i vertici Rai siano d'accordo a discutere su cosa dovrà essere la Rai per esempio nel 2016", quando scadrà la concessione. Fico non esclude comunque che il dibattito sul futuro della tv pubblica possa sfociare nella privatizzazione di una o più reti: "Dobbiamo compiere un percorso. Nel momento in cui una o due reti sono totalmente pubbliche, il canone può essere più basso, ma finanziare totalmente la tv pubblica. Poi possiamo pensare al resto, con la tv commerciale. La Bbc, per esempio, in Inghilterra è finanziata dal canone, nel resto del mondo anche dalla pubblicità. Insomma le idee sono tante, ma passano attraverso una riforma che il Paese deve dibattere in modo aperto". "Se vogliamo mantenere la pubblicità - prosegue - è in contrapposizione con il canone. Ma se vogliamo mantenere il canone, e penso che sia giusto che siano i cittadini a finanziare la propria tv, allora la tv deve essere di qualità".
Secco Catricalà nello smentire le notizie apparse su alcuni giornali: "Non ho mai parlato di vendita della
Rai o cessione della concessione del servizio pubblico. La legge attuale prevede che la concessione scada a maggio 2016. Quello che potrà accadere appartiene al domani, noi però dobbiamo preparare ogni eventualità. Dobbiamo pensare allo scenario immediatamente successivo". "Il canone Rai? E' all'esito del
contratto di servizio. La nostra idea è di recuperare l'evasione - continua il vice ministro per lo Sviluppo economico Antonio Catricalà - Il contratto di servizio è già scaduto, siamo in ritardo faremo mini consultazioni, sentiremo forse anche le parti sociali".