Politica

Letta alla stampa estera: "Cose vanno bene.
Mediaset? Nessuna conseguenza su governo"

Il premier risponde alle domande a tutto campo dei giornalisti stranieri. "Energie positive, ci saranno occasioni per sorridere". E rassicura: "L'esecutivo è solido". "Cambieremo il Porcellum, ma non vedo rischio di elezioni anticipate". E loda l'Europa: "È una storia di successo, errore allontanare Ankara"

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ROMA - "Dopo 50 giorni di governo, sento che le cose vanno bene. Avverto energie positive che si stanno liberando. Certo, ci sono tante difficoltà ma il sentimento che provo è positivo: ci sono tutte le condizioni per applicare il programma che ha avuto la fiducia del Parlamento'": esordisce così Enrico Letta incontrando la stampa estera, con un primo bilancio della sua esperienza a Palazzo Chigi.

"Non sento sofferenza in quello che sto facendo, sento molta attesa e impegno", spiega il premier, introdotto da una giornalista tedesca che scherzosamente lo ha definito il Werther italiano, sempre serio. "Vivo questa esperienza giorno per giorno con grande determinazione. Se ogni tanto non sorrido è perché caratterialmente sono così ma in privato sorrido molto. Ci saranno occasioni - assicura - per sorridere".

Vicende Berlusconi non avranno conseguenze. Molte le domande, su temi diversi, dall'Europa, ai rapporti con i singoli Paesi, dal Medio Oriente alla tenuta del governo. Che, assicura il premier, non è a rischio. "Vedo il governo stabile e concentrato sui suoi obiettivi. Non credo ci saranno conseguenze da vicende esterne, anche di natura giudiziaria", dice Enrico Letta, rispondendo ad una giornalista della tv spagnola sulle possibili ricadute sull'esecutivo dopo la sentenza della Consulta sul caso Mediaset.

Io più 'palloso' di Berlusconi, ma è il mio lavoro.
"Lo so che tutto ciò che riguarda Berlusconi per voi è fantastico, mentre le cose che vi racconto io sui provvedimenti sono pallose e molto meno vendibili alla pubblica opinione. Ma questo è il mio lavoro",, dice ancora Letta.

Ineleggibilità? Governo non c'entra. Un accenno, poi, al tema dell'ineleggibilità dell'ex premier. "E' una scelta parlamentare e dei partiti e il governo non c'entra", taglia corto. "Non darei grande importanza alla cosa".

Riforme in 18 mesi, Porcellum incluso. Il premier conferma che nell'arco di 18 mesi verranno realizzate le riforme per il rilancio del Paese, a cominciare dalla legge elettorale. Perché "votare con questa legge elettorale ci riporterebbe, come nel gioco dell'oca, alla casella di partenza", dice, confermando che il Porcellum verrà cambiato. L'attuale legge, continua Letta, consente solo maggioranze di larghe intese. Il premier, però, non vede nell'immediato un ritorno alle urne. "Non vedo elezioni anticipate a breve, non mi sembra ci sia questa situazione".

No fuochi d'artificio, ma fatti concreti.
"Se mi vedete che non faccio continuamente fuochi d'artificio è perché vorrei che le cose si annunciassero e poi si facessero", dice poi il premier. L'orientamento, per Letta, è meno esibizionista: "Pochi fuochi d'artificio ma la sequenza annuncio-decisione-applicazione deve essere applicata con la massima determinazione. Le riforme non vanno solo annunciate ma devono diventare un fatto concreto".

Europa storia di successo, Gb rimanga a bordo. L'Europa non è un problema, ma rappresenta una storia di successo, ci tiene a sottolineare il premier, e bisogna imparare a raccontarla nel modo giusto. "Continuiamo tutti, sbagliando, a usare la logica del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Anzi, oggi si parla sempre male dell'Europa", dice il presidente del Consiglio. "Ci sono difficoltà che dobbiamo superare", ricorda il premier, "ma in questi giorni sta succedendo che la Lettonia entra nell'euro, la Croazia entra nell'Ue e l'Italia supporterà l'accelerazione dell'inizio del processo di adesione della Serbia". "Questo, aggiunge, dimostra il successo dell'euro e dell'Ue".

Ed è fondamentale, dice ancora, che la Gran Bretagna rimanga a bordo. "Farò di tutto per dare messaggi che riescano a dimostrare alla business community britannica e alla pubblica opinione come è un interesse britannico, europeo e italiano che la Gb rimanga nella Ue". Il ruolo che sogna per l'Italia è un ruolo d'avanguardia, in prima linea: "Vorrei che l'Italia fosse il Paese più europeista d'Europa".

Per stabilità applicare unione bancaria. "Io farò di tutto e il governo chiederà il rispetto dei tempi sull'unione bancaria, perché è fondamentale per i risparmiatori, per le imprese e per la solidità del sistema bancario europeo", dice ancora Letta. A questo riguardo è la Germania ad essere in ritardo, sottolinea il premier: "Già sul primo aspetto della supervisione unica non saremo in grado di rispettare la scadenza che ci siamo dati. Come sapete è in ritardo il Bundesrat tedesco nella ratifica".

Scorporare fondi strutturali da bilanci.
L'Europa deve affrontare e risolvere il tema del conteggio nei bilanci nazionali dei co-finanziamenti dei fondi strutturali, spiega Letta, sottolineando che si tratta di un "tema complesso, ma che sono fiducioso affronteremo e risolveremo nei prossimi mesi".

Disoccupazione giovanile.
La disoccupazione giovanile è una priorità del governo: "Stiamo negoziando con Bruxelles e con gli altri paesi", ricorda il premier. E aggiunge: "uscire dal prossimo vertice europeo con solo impegni generici e frasi di circostanza sarebbe un clamoroso autogol che l'Europa non può permettersi in questo momento". 

Esodati. La riforma delle pensioni ha messo "in sicurezza" i conti della previdenza pubblica, ma il governo intende risolvere il "problema degli esodati", ha detto ancora il presidente del Consiglio: "confermo che affronteremo e risolveremo la situazione".

A luglio viaggio in Israele e Palestina. Il primo viaggio fuori dall'Europa del premier si svolgerà il primo e il 2 luglio in Israele e in Palestina: si tratta di "un messaggio molto forte già da questo segnale", dice lo stesso Letta.

Turchia, grave errore allontanamento da Europa. "Spero che questa vicenda non metta in crisi l'avvicinamento della Turchia all'Ue e penso che sarebbe un enorme errore se questa vicenda portasse ad un allontanamento senza ritorno definitivo" dall'Europa, dice Letta. "L'Italia ha rapporti molto antichi, forti e positivi con la Turchia, sono due destini che si devono avvicinare, è interesse della Ue, della Turchia e anche dell'Italia. Spero che anche in Europa ci sia la stesso atteggiamento".

Iran, Italia sarà ponte con Occidente e Ue. Per il premier le elezioni in Iran testimoniano "una grande voglia di partecipazione di un popolo di antica civiltà". "L'Italia ha intenzione di collaborare con il nuovo presidente con fattiva e molto impegnata partecipazione. Io sono assolutamente consapevole dell'importanza di relazioni positive tra l'Iran e il resto del mondo occidentale e l'Unione europea e lavorerò perché l'Italia possa essere un ponte positivo. Lavorerò perché il risultato delle elezioni sia un primo passo".
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