Politica

Sicilia verso i ballottaggi, Grillo in tour
Renzi: "H
a strappato biglietto della lotteria"

In attesa di tornare ai seggi domenica e lunedì, il leader dei 5 Stelle è arrivato ieri per stare "a contatto con i rappresentanti delle categorie produttive" e sostenere Piccitto, candidato del Movimento al Comune: "Letta, il più insignificante premier del dopoguerra". Il sindaco di Firenze: "M5s scomparirà"

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LA SICILIA si prepara a tornare ai seggi per il ballottaggio delle comunali di domenica e lunedì prossimi e i leader politici si sono spostati sull'isola per un tour a tappe a sostegno dei propri candidati. Beppe Grillo è arrivato ieri a Ragusa per stare "due giorni a contatto con cittadini, agricoltori, allevatori e rappresentanti delle categorie produttive", ma sopratutto per sostenere Federico Piccitto, candidato sindaco del Movimento cinque stelle al Comune. Alle 21 parteciperà al comizio di Piccitto e degli assessori in pectore.

In Sicilia è arrivato anche Matteo Renzi che da Modica (Ragusa) ha attaccato il leader del moVimento 5 Stelle accusandolo di aver sprecato il grande consenso elettorale ricevuto. "Grillo ha strappato il biglietto della lotteria". Per il sindaco di Firenze Grillo "ha dilapidato il suo patrimonio di voti, e deve essere il Pd a intercettarli". Poi ha rivendicato: "I veri anticasta siamo noi. Tant'è che il ddl per abolire il finanziamento dei partiti è stato firmato da Davide Faraone", deputato siciliano alla Camera e renziano della prima ora.

"Sono qui per il cappotto, anche se col caldo che c'è potrebbe essere pericoloso", ha scherzato Renzi alla prima tappa del suo viaggio siciliano. "Nei ballottaggi in Sicilia sono i sindaci ad aiutare il Pd e non il Pd ad aiutare i sindaci", ha aggiunto il sindaco di Firenze. "Da Messina a Ragusa - ha aggiunto - da Siracusa a Modica e Comiso, siamo in corsa per vincere il secondo turno, e c'è la consapevolezza che in Sicilia si possa ottenere un buon risultato".

Grillo ha parlato a lungo a margine dei suoi comizi in Sicilia. "Al Parlamento c'è materia per neuropsichiatri: non puoi tenere deputati e senatori fermi tutto il tempo e poi in un'ora devi votare, e dentro ci metti tutto e il contrario di tutto", ha detto a Ragusa. "Ma siamo agli sgoccioli questo Paese finirà entro cinque mesi. Chiude un'impresa al minuto. E quando nessuno ha più niente da perdere si crea l'odio. Per questo noi abbiamo proposto il reddito di cittadinanza. Ma al governo c'è gente fallita, che fa cose pazzesche".

"Possiamo andare alle elezioni di nuovo, e ci andremo a breve, le vinciamo e allora andiamo a rinegoziare tutto quello che ci ammazza", ha detto ancora guardando all'Ue e agli obblighi comunitari al centro delle critiche dei suoi interlocutori.

Ieri alle sette del pomeriggio aveva arringato una piccola folla ("Non siete tanti, come mai?") in piedi su una sedia nel giardino pubblico di Villa Margherita. C'erano giovani, donne e pensionati ad ascoltarlo e in tanti gli hanno chiesto di "uscire dal blog e andare in televisione". Lui prima ha protestato poi li ha esortati ad entrare loro sul web, infine ha accettato la sfida: "Io sono disposto anche ad andare in tv, anche su Rai 3, ma in diretta, alle mie condizioni. Adesso persone del Movimento 5 stelle preparate andranno in televisione, ma per non sentire più menzogne sul nostro conto, non per ampliare la platea". Ai ragusani poi ha promesso: "I partiti non esistono più, Berlusconi e Letta sono un ologramma. Tra cinque mesi avremo il 40 per cento".

Su Letta il parere del leader dei 5Stelle è duro. E affidato al suo blog. "Il peggior premier" dal dopoguerra ad oggi, ma gli italiani, al più tardi la prossima primavera, lo "licenzieranno in tronco". Prima, però, Enrico Letta "bacerà il culo di Berlusconi", ha tuonato in un post. Dopo la fase 'dire, fare, baciare' - ha scritto - al premier resterà solo il testamento. Un po' di autocritica, la fa sull'uso dello streaming: "Soltanto noi potevamo fare passare Letta come uno statista e il povero Bersani 'Gargamella' ha fatto la figura di quello che veniva preso in giro".

In contemporanea da Modica, Matteo Renzi rilancia: "Grillo alle prossime elezioni praticamente scomparirà. Non sono particolarmente stupito dall'involuzione dei Cinque stelle. Si riassorbiranno, il Pd alle elezioni tornerà a conquistare gli elettori che ha dato in prestito a Grillo, e se il centrosinistra che ho in mente riuscirà ad affermarsi sono convinto che daremo vita a un Pd che valga più del 40 per cento", ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi in un'intervista al Foglio. "Oggi dovrebbe essere chiaro che è stato il Pd, con le sue carenze e con i suoi balbettii, a far andare così forte i Cinque stelle, e che quello delle ultime elezioni è stato un nostro infortunio, non altro", ha detto Renzi. "Per questo mi piacerebbe che il mio partito si concentrasse sulla conquista degli elettori di Grillo e la smettesse di pensare a certi giochini con loro in Parlamento".

L'augurio che "il risultato del voto confermi come è accaduto nel resto d'Italia anche qui in Sicilia ciò che è avvenuto al primo turno", è anche quello del segretario del Pd, Guglielmo Epifani. "Abbiamo i ballottaggi nelle tre grandi città, ma anche in altri piccoli centri di questa e di altre province", ha detto ieri in una conferenza stampa a Catania, a fianco del neo sindaco Enzo Bianco. "Sono qui - ha spiegato Epifani- per augurargli buon lavoro. Le città e la Sicilia hanno bisogno di sindaci che sappiano fare il loro mestiere".
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