Politica

Da Alfano arriva un nuovo diktat al governo:
"Niente aumento Iva e detassare assunzioni"

Il vicepremier parla al festival del lavoro a Fiuggi e detta la linea dell'esecutivo, mentre il ministero dell'Economia cerca le risorse. Il premier Letta pensa a un rinvio dell'imposta. La replica del Pd con Franceschini: "Un ultimatum a se stesso"

3 minuti di lettura
ROMA - Alta tensione nel governo e nella maggioranza delle larghe intese con l'approssimarsi delle inevitabili scelte di politica fiscale, a iniziare dall possibile rinvio del previsto aumento dell'Iva.

"Il destino del governo è legato al programma e se non è realizzato il governo non va avanti. Dobbiamo intervenire sulle tasse e detassare le nuove assunzioni. Sono questioni fondamentali e, a partire dall'Iva, la nostra linea è evitare l'aumento della tassazione". Il nuovo ultimatum al governo arriva dal vicepremier Angelino Alfano. Presa di posizione che riaccende lo scontro all'interno della coalizione, con il Pd che per bocca del ministro Franceschini replica usando l'arma del sarcasmo: "Dal vicepremier un diktat a se stesso".

Se aumenta l'Iva, fa sapere insomma Alfano, il governo va a casa. Enrico Letta prova a mediare un rinvio di tre mesi. Tra le altre cose, però, si rischia un vero e proprio "ingorgo fiscale" tra fine agosto e i primi di settembre, mentre la Ue, secondo quanto sostiene il ministero del Tesoro, respinge le ipotesi di nuovi interventi correttivi e confermerebbe che l'Italia dovrà lasciare i saldi invariati. Sul piatto del governo c'è anche la patata bollente dell'Imu, per ora solo rinviata. Entro la fine di agosto, anche per questa tassa, dovrà essere trovata una soluzione.

Dal canto suo, Bruxelles promuove ufficialmente l'Italia uscita dal deficit e questo rafforza il premier, che così può affermare che il nostro paese è entrato di diritto nella ristretta cerchia delle undici nazioni europee "virtuose". Guadagnando forza nella trattativa con gli alleati della maggioranza "larghe intese".

E' il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, a parlare del 'pacchetto' del governo in collegamento telefonico al 'Festival del Lavoro' a Fiuggi."E' un primo passo, il secondo potrà essere fatto quando il Consiglio europeo assumerà una decisione importante sui fondi strutturali. E' un primo pacchetto che si basa su risorse limitate ma che ha l'obiettivo di aumentare l'intensità sul piano occupazionale della ripresa economica". Sarebbe quindi "sciocco pensare che il capitale umano possa tranquillamente attendere l'entrata sul mercato del lavoro per anni senza che questo abbia riflessi proprio sul capitale umano. Qualsiasi iniziativa che riesca a evitare l'inattività, e quindi la perdita del capitale umano, è positiva", ha continuato Giovannini. "L'intervento che stiamo immaginando non guarda solo ai giovani ma a tutte le persone che hanno difficoltà a ricollocarsi sul mercato. Pensiamo di occuparci non solo di una categoria" ha ribadito aggiungendo che però "se si pensa che il lavoro venga creato solo attraverso incentivi pubblici, ci stiamo sbagliando".

"La crescita dell'imprenditoria giovanile è importante come il lavoro subordinato. Ci sono segnali confortanti e abbiamo bisogno di sostenere  la nuova imprenditoria", ha poi affermato il ministro del Lavoro.  "Abbiamo - ha aggiunto il ministro- una grande opportunità dal 2014 con la nuova tornata dei fondi strutturali e per l'Italia c'è anche la possibilità dell'utilizzo di quanto rimasto della tornata precedente".

A dare manforte ad Alfano, il capogruppo del Pdl a Montecitorio Renato Brunetta. "Ormai stanno arrivando a scadenza l'aumento di un punto percentuale dell'aliquota ordinaria Iva e il termine fissato dal governo Letta per la riforma della tassazione degli immobili in Italia - avverte Brunetta - A che punto siamo con le coperture? A che punto siamo con le riforme? Al momento, dal Ministero dell'Economia nessuna risposta precisa. Non basta. Il Paese ha bisogno di risposte certe".

Al segretario del Pdl replicano per il Pd Stefano Fassina, viceministro pd dell'Economia e Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento. "Alfano è vice presidente del Consiglio. Nessuno nel governo vuole aumentare le tasse. Oltre a ricordare gli obiettivi condivisi contribuisca a trovare le soluzioni. O cerca di scaricare sul piano programmatico del governo le tensioni accumulate da Silvio Berlusconi sul versante giudiziario?", dice Fassina. E Franceschini rincara: "Ogni giorno ci sono esponenti politici di maggioranza che minacciano la caduta dell'esecutivo se non vengono adottate determinate misure economiche, ovviamente senza che vengano indicate le necessarie coperture o la compatibilità con i vincoli europei. Adesso siamo arrivati alla perfezione di 'diktat' al governo pronunciati da esponenti che del governo fanno parte. Evidentemente lanciano ultimatum a se stessi".

"Noi - rincara poi il ministro degliAffari regionali Domenico Delrio - stiamo lavorando tutti insieme per avere un mancato aumento dell'Iva e non c'è quindi bisogno di dare ultimatum".

Critico verso l'uscita di Alfano anche Bruno Tabacci. "Il gioco della forza di lotta e di governo già utilizzato dal Pdl quando a Palazzo Chigi c'era Mario Monti non ha portato molta fortuna al centrodestra nelle ultime elezioni e quindi sconsiglio i vari Brunetta e Alfano di proseguire lungo questa rotta anche con il governo Letta", afferma il leader del Centro Democratico.

 
I commenti dei lettori