ROMA- Pippo Civati, siete diventati tutti renziani nel Pd?
"Non mi pare, ci sono altre forme di vita nel partito, come Bersani e i bersaniani, D'Alema ha addirittura due candidati, un po' Cuperlo e un po'Renzi...".
Ma sono molti i leader democratici che riconoscono ormai la leadership di Matteo Renzi.
"Riconoscimenti ce n'erano già stati, solo un matto avrebbe potuto ignorare il cambiamento in atto. E può pensare oggi che si cambiano le regole del partito per tentare di penalizzare Matteo o addirittura di scoraggiarlo a candidarsi alla segreteria".
Anche lei alla fine voterebbe per il sindaco di Firenze?
"Non è molto elegante, ma voterò per me e consiglierò di votare per me. Vorrei che il Pd dei prossimi quattro anni fosse quello delle tante battaglie fatte in questi anni passati: un partito aperto alla società e ai suoi movimenti. Un Pd che studia, come dice Fabrizio Barca. Infatti ho proposto che Barca guidi la Fondazione democratica, non di questo o di quello ma proprio dei Democratici".
Lei un tempo era molto vicino a Renzi, ora che critica gli muove?
"Più che una critica, una differenza: non si mai voluto occupare del partito. Ma ora, guarda caso, è su questo che ci troviamo a confrontarci".
Barca traccheggia, ma dovrebbe entrare in gara?
"Non lo so, lo deciderà. Insieme condividiamo l'idea di Pd: un partito che mobilita, partecipa e ospita le cose nuove che nella società accadono".
Ci sarà un fronte di rinnovatori che alla fine si salderà attorno al sindaco fiorentino?
"Non credo. Avrebbe potuto esserci quando il confronto è stato tra il vecchio e il nuovo, ma adesso è tra diverse idee di rinnovamento. Nel congresso del Pd del 2009, facemmo una battaglia con Ignazio Marino per raccontare una storia diversa, rispetto alla continuità con il partito "solido" prospettato da Bersani. Partito che non abbiamo neppure visto. Si tratta di immaginare un Pd nuovo, al passo con i tempi".
Nascono molti movimenti "RiprendiamociilPd", #OpenPd, OccupyPd, buon segno?
"Mentre l'apparato discute di regole, corrente per corrente, che nemmeno le classificazioni di Linneo... per fortuna in tanti, più giovani di Renzi e di Civati, fanno proposte, si interrogano su cosa accadrà dopo il governo Letta che abbiamo fatto nascere per l'urgenza ed è l'esecutivo dei rinvii. Tra il 5 e il 7 di luglio, a Reggio Emilia ci sarà la nostra kermesse, che si intitola "Viva la libertà", come il film di Andò. Il congresso non deve essere una guerra, ma un confronto sul paese e sul partito tra Renzi, Civati e Epifani. Perché secondo me Epifani si candiderà".
"Non mi pare, ci sono altre forme di vita nel partito, come Bersani e i bersaniani, D'Alema ha addirittura due candidati, un po' Cuperlo e un po'Renzi...".
Ma sono molti i leader democratici che riconoscono ormai la leadership di Matteo Renzi.
"Riconoscimenti ce n'erano già stati, solo un matto avrebbe potuto ignorare il cambiamento in atto. E può pensare oggi che si cambiano le regole del partito per tentare di penalizzare Matteo o addirittura di scoraggiarlo a candidarsi alla segreteria".
Anche lei alla fine voterebbe per il sindaco di Firenze?
"Non è molto elegante, ma voterò per me e consiglierò di votare per me. Vorrei che il Pd dei prossimi quattro anni fosse quello delle tante battaglie fatte in questi anni passati: un partito aperto alla società e ai suoi movimenti. Un Pd che studia, come dice Fabrizio Barca. Infatti ho proposto che Barca guidi la Fondazione democratica, non di questo o di quello ma proprio dei Democratici".
Lei un tempo era molto vicino a Renzi, ora che critica gli muove?
"Più che una critica, una differenza: non si mai voluto occupare del partito. Ma ora, guarda caso, è su questo che ci troviamo a confrontarci".
Barca traccheggia, ma dovrebbe entrare in gara?
"Non lo so, lo deciderà. Insieme condividiamo l'idea di Pd: un partito che mobilita, partecipa e ospita le cose nuove che nella società accadono".
Ci sarà un fronte di rinnovatori che alla fine si salderà attorno al sindaco fiorentino?
"Non credo. Avrebbe potuto esserci quando il confronto è stato tra il vecchio e il nuovo, ma adesso è tra diverse idee di rinnovamento. Nel congresso del Pd del 2009, facemmo una battaglia con Ignazio Marino per raccontare una storia diversa, rispetto alla continuità con il partito "solido" prospettato da Bersani. Partito che non abbiamo neppure visto. Si tratta di immaginare un Pd nuovo, al passo con i tempi".
Nascono molti movimenti "RiprendiamociilPd", #OpenPd, OccupyPd, buon segno?
"Mentre l'apparato discute di regole, corrente per corrente, che nemmeno le classificazioni di Linneo... per fortuna in tanti, più giovani di Renzi e di Civati, fanno proposte, si interrogano su cosa accadrà dopo il governo Letta che abbiamo fatto nascere per l'urgenza ed è l'esecutivo dei rinvii. Tra il 5 e il 7 di luglio, a Reggio Emilia ci sarà la nostra kermesse, che si intitola "Viva la libertà", come il film di Andò. Il congresso non deve essere una guerra, ma un confronto sul paese e sul partito tra Renzi, Civati e Epifani. Perché secondo me Epifani si candiderà".