Politica

Brunetta all'Agcom contro Fazio e Annunziata.
"Hanno violato pluralismo e par condicio"

Sotto accusa il divario nei passaggi tv di esponenti del centrosinistra rispetto a quelli del centrodestra tra 2012 e 2013: 14 a 2 a In mezz'ora, 20 a 4 a Che tempo che fa, entrambe su Raitre. "Rai garantisca rispetto deontologia dei giornalisti. Pluralismo non significa lottizzazione numerica degli spazi e degli operatori tra i partiti" 

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ROMA - Il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta, continua a palesare una discreta inquietudine, trovando giorno dopo giorno nuovi bersagli su cui scagliare i suoi strali.

Dopo aver reagito con un certo fastidio all'idea di una successione dinastica alla leadership del Pdl con Marina Berlusconi, e dopo aver attaccato il ministro Saccomanni sull'opacità del dicastero dell'Economia sui conti pubblici, il capogruppo Pdl alla Camera ha presentato due esposti all'Agcom, l'authority per le garanzie nelle comunicazioni, per denunciare "la violazione della par condicio" nella trasmissione In mezz'ora, condotta da Lucia Annunziata su Raitre, e "la violazione del pluralismo dell'informazione" nella trasmissione Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio, sempre su Raitre.

Per quanto riguarda la trasmissione di Lucia Annunziata, Brunetta fa presente nell'esposto che nel periodo compreso tra il 7 ottobre 2012 e il 9 giugno 2013, su 29 puntate trasmesse, "ben 14 hanno ospitato interlocutori appartenenti al Partito democratico o comunque riconducibili all'area del centrosinistra, mentre in sole due puntate è stato ospitato il segretario del Pdl, Angelino Alfano". "In questo contesto - scrive il capogruppo Pdl alla Camera - non solo si può tranquillamente opinare sull'applicazione delle regole minime di equilibro rispetto alla deontologie professionale, ma si deve certamente osservare che la già bistrattata deontologia della professione giornalistica, da parte della Annunziata, si evidenzia e materializza plasticamente proprio quando si va ad applicare concretamente la par condicio".

"La Rai - sottolinea ancora l'ex ministro - deve sempre garantire il rispetto da parte dei suoi giornalisti delle regole deontologiche del proprio ordine professionale, tanto più in un ambito così delicato quale è quello dell'informazione dei cittadini, o quantomeno deve pretendere che i propri dipendenti sappiano almeno tener conto del numero di presenze di esponenti e relative formazioni politiche, se non altro per il rispetto che si deve alla pluralità del pubblico televisivo e, nel caso specifico, dei telespettatori che contribuiscono al mantenimento della Rai attraverso il pagamento del canone".

Nella trasmissione Che tempo che fa, invece, "nel periodo compreso tra il 30 settembre 2012 e il 26 maggio 2013, su 60 puntate trasmesse, sono stati ospitati ben 20 esponenti appartenenti al Partito democratico o comunque riconducibili alla coalizione di centrosinistra, mentre soltanto quattro sono stati gli ospiti presenti in trasmissione appartenenti alla coalizione di centrodestra".

"La tutela del principio del pluralismo - conclude Brunetta - non significa lottizzazione numerica degli spazi e degli operatori tra i partiti, ma corretta rappresentazione della pluralità delle posizioni in cui si articola il dibattito politico-istituzionale e delle diverse ispirazioni culturali. Tutte le diverse matrici culturali del Paese hanno dignità e diritto ad esprimere la propria visione progettuale e la propria interpretazione della realtà".

A Lucia Annunziata, Brunetta riserva un ulteriore affondo dopo aver scoperto che sull'Huffington Post viene definito "killer dei mercati" dopo le insinuazioni sulla poca trasparenza dei conti pubblici.  "Errore, cara Lucia Annunziata, direttrice della testata: matita blu. È killer chi produce e difende l'opacità. Chi, invece, chiede, con decisione, trasparenza al ministero dell'Economia e delle finanze è dalla parte dei mercati, dalla parte della gente, dalla parte della libera concorrenza. Perché Brunetta killer? francamente è incomprensibile. Bocciata in economia. Bocciata in giornalismo".
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