Politica

Grillo attacca Napolitano sul blog:
"Al Capone non entrava alla Casa Bianca"

In un post 'Miccoli al Quirinale' il leader dei 5Stelle si scaglia contro il capo dello Stato e il Cavaliere. A scatenarlo il colloquio al Colle di ieri, e il caso dell'attaccante del Palermo: "Perché Berlusconi sì e lui no?". Sul sito ancora critiche ai giornalisti: "Rasentano il pietoso"
 

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ROMA -Silvio Berlusconi al Quirinale "invitato a colloquio e ricevuto" dal Presidente Napolitano. "E' come se Herbert Hoover, presidente degli Stati Uniti negli anni '30, avesse invitato Al Capone per discutere del mercato degli alcolici. Anche Miccoli, al Quirinale, a palleggiare tra due corrazzieri! Perché Berlusconi sì e lui no?". Beppe Grillo dal suo blog attacca di nuovo il Cavaliere e il Capo di Stato passando dal caso Miccoli.

La questione è il colloquio al Colle di ieri del leader Pdl. Grillo parte dal caso dell'attaccante del Palermo che "avrebbe fatto pesanti commenti scoperti attraverso le intercettazioni su Giovanni Falcone definito 'quel fango di Falcone'" e osserva che "l'indignazione popolare, correttamente, si è levata contro il giocatore che ha chiesto scusa, in lacrime (FOTO).

Persino Buffon lo ha stigmatizzato in conferenza stampa dal Brasile. Ovunque è tutto un giusto dissociarsi da Miccoli al quale, c'è da giurarlo, nessuno passerà più il pallone in campo".

Poi l'affondo al Cavaliere. "Nel frattempo - riprende il leader M5S - un signore che ha come amico il fondatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, condannato in secondo grado a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, il quale definì 'eroe' Vittorio Mangano, il mafioso condannato in primo grado all'ergastolo per duplice omicidio, assunto ad Arcore con la qualifica di stalliere, un signore ex iscritto alla P2 con la tessera 1816, con un numero impressionante di procedimenti giudiziari, condannato in secondo grado a quattro anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per frode fiscale, condannato - prosegue - in primo grado a sette anni di carcere e interdizione perpetua dai pubblici uffici per concussione e prostituzione minorile, indagato con l'accusa di aver corrotto nel 2006, con tre milioni di euro, il senatore Sergio De Gregorio per il suo passaggio nel Pdl, questo signore che altrove sarebbe in fuga da tempo verso Paesi senza l'estradizione è stato 'invitato a colloquio e ricevuto' dal presidente della Repubblica Napolitano".

"Dal Quirinale - scrive ancora Grillo - sottolineano che è stato Napolitano a prendere l'iniziativa dell'incontro e che Berlusconi ha assicurato 'il netto orientamento di confermare il sostegno suo e del Pdl al governo e all'azione che è impegnato a svolgere". Di qui la conclusione che mescola varie metafore e torna al caso Miccoli: "E' come se Herbert Hoover, presidente degli Stati Uniti negli anni '30, avesse invitato Al Capone per discutere del mercato degli alcolici. Anche Miccoli, al Quirinale, a palleggiare tra due corrazzieri! Perché Berlusconi si e lui no?". 

Ma non si ferma qui. Grillo attacca ancora la stampa, in questo caso i giornalisti accreditati presso la Stampa parlamentare, e ne affida all'anonima "una persona informata sui fatti" questa descrizione: "Il tempo trascorre tra un caffè e uno spumantino, a prendere il fresco in cortile 'intervistando', leggi fumando insieme una sigaretta, il deputato di passaggio. Si ride e si scherza, coi deputati, specialmente quelli giovani e simpatici. Si salutano invece con deferenza gli alti papaveri, quasi mai inseguiti urlando come accade invece con gli ultimi arrivati, quelli che non contano nulla. A mezzogiorno si pranza solo al bar della buvette, per carità, perché i panini del bar dei dipendenti, dove mangiano anche i 5S, 'fanno schifo'; poi si fa un po' di gossip postprandiale. Quando non c'è nulla da fare - dice Grillo - si assiste a scene che rasentano il pietoso".
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