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I "falchi" del Pdl contro Grasso:
"Sbaglia a svolgere ruolo politico"

L'intervista al presidente del Senato di Repubblica non è piaciuta al duri del centrodestra. Santanché: "Deve fare aritro, non giocatore. Fino a pochi mesi fa faceva parte di casta dei magistrati". Bondi: "Non sa distinguere le specifiche responsabilità istituzionali da quelle di ordine politico". Finocchiaro: "Percorso corretto"
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ROMA - I "falchi" del Pdl non hanno perso tempo. Dopo aver letto la lunga intervista a Repubblica del presidente del Senato Pietro Grasso, in cui afferma la necessità di fare la riforma elettorale il più presto possibile, partono via agenzia i primi strali. Comincia Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl: "L'intervista rilasciata oggi dal Presidente del Senato Pietro Grasso dimostra essenzialmente che l'assemblea del Senato è presieduta da un esponente politico che non sa distinguere l'ambito delle proprie specifiche responsabilità istituzionali da quelle di ordine politico", dice l'esponente del Popolo delle Libertà, sottolineando che "lasciare intravedere o addirittura minacciare, da parte del Presidente del Senato, l'insediamento di una maggioranza diversa da quella che sostiene oggi il governo Letta, testimonia della volontà di svolgere un esplicito e forte ruolo politico che è incompatibile con la fun…
ROMA - I "falchi" del Pdl non hanno perso tempo. Dopo aver letto la lunga intervista a Repubblica del presidente del Senato Pietro Grasso, in cui afferma la necessità di fare la riforma elettorale il più presto possibile, partono via agenzia i primi strali. Comincia Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl: "L'intervista rilasciata oggi dal Presidente del Senato Pietro Grasso dimostra essenzialmente che l'assemblea del Senato è presieduta da un esponente politico che non sa distinguere l'ambito delle proprie specifiche responsabilità istituzionali da quelle di ordine politico", dice l'esponente del Popolo delle Libertà, sottolineando che "lasciare intravedere o addirittura minacciare, da parte del Presidente del Senato, l'insediamento di una maggioranza diversa da quella che sostiene oggi il governo Letta, testimonia della volontà di svolgere un esplicito e forte ruolo politico che è incompatibile con la funzione istituzionale di presidente di un ramo del Parlamento".

Gli fa eco, con una nota, Fabrizio Cicchitto (Pdl): "Il senatore Pietro Grasso ha rilasciato una lunga intervista che è più da dirigente di partito che non da Presidente del Senato. Così parla addirittura di una legge elettorale da fare subito anche indipendentemente dalle riforme istituzionali il che è esattamente il contrario di ciò che in materia hanno detto il ministro Quagliariello e il governo". "E in più - prosegue Cicchitto - il senatore Grasso preannuncia già quelle che sono le intenzioni di Napolitano nel caso in cui cada l'attuale governo, bacchetta il Pdl per eccesso di prese di posizione polemiche, insomma più che un presidente del Senato al di sopra delle parti sembra un misto fra un arcigno 'tutor' e un capo tifoso nettamente schierato in una parte del campo. Francamente di questo eccesso di scelte politiche di parte fatte dalla seconda carica dello Stato non si sentiva affatto il bisogno".

Grasso sbaglia anche per Maurizio Gasparri. "Occuparsi prima e solo di legge elettorale potrebbe portare a un deprecabile nuovo fallimento della riforma delle Istituzioni e dello Stato. Per mettere in sicurezza la legge elettorale vigente bastano piccoli ritocchi. Ma la vera nuova legge elettorale è conseguenza, non premessa della riforma dello Stato. Lo diremo con chiarezza martedì nel convegno di Italia Protagonista sul presidenzialismo", dichiara il vicepresidente del Senato (Pdl). Per Gasparri la priorità è all'elezione popolare del capo dello Stato, dotato di adeguati poteri. Poi si vedrà il resto. "E' tempo di superare il bicameralismo perfetto e di innovare profondamente lo stato a tutti i livelli. Poi si sceglierà una nuova legge elettorale", dice ancora. "Rispetto le opinioni di Grasso, ma invertire le cose mette in crisi le riforme vere e rischia di cancellarle. E' un errore che non faremo", conclude.

Durissima anche Daniela Santanché, ospite di In mezz'ora. "Il presidente del Senato è un arbitro e non dovrebbe essere un giocatore", dice. Fino a qualche mese fa era una magistrato, faceva parte di quella casta e la difende. Io non ci sto". E poi: "Non capisco perchè nel nostro Paese si possa dire che ci sono politici ladri, idraulici ladri, ma non che ci sono dei magistrati incapaci".

Dalla senatrice Pd Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, arriva invece un appoggio a Grasso: "Reputo corrette le considerazioni fatte dal Presidente del Senato sul cammino delle riforme. E' necessario, e bene ha fatto Grasso a ricordarlo, che il Parlamento, senza intaccare il percorso avviato con il Ddl costituzionale, si impegni con urgenza a votare una legge elettorale transitoria che, nel malaugurato caso di voto anticipato rispetto alla scadenza naturale e alla fine del percorso delle riforme, garantisca ai cittadini che non voteranno più con il Porcellum".


Dopo le polemiche, Grasso fa una precisazione. "Ieri ho rilasciato una lunga intervista a Repubblica in cui, dopo un periodo di silenzio, ho avuto modo di parlare di molti argomenti della nostra vita politica e istituzionale, cercando di esprimere le mie opinioni ma stando attento a non oltrepassare i limiti imposti dal mio ruolo. Purtroppo l'abitudine ai titoli 'urlati' può far nascere polemiche politiche in cui certamente non sono intenzionato ad entrare", scrive il presidente del Senato su Facebook.

"Spero che i lettori non si fermino alla lettura dei titoli. Per questo inserisco qui solo il testo delle domande e delle risposte", aggiunge Grasso, riportando l'integrale dell'intervista, esclusa la titolazione.