ROMA - L'Imu è stato il tema cruciale della campagna elettorale e rimane il sottofondo costante dei rapporti di maggioranza e dentro il governo tra Pd e Pdl. Così è bastato l'appello del Fondo monetario internazionale a favore del mantenimento dell'imposta sulle prime case per far ripartire le polemiche, soprattutto dopo che il ministro Saccomanni aveva osato dire che i rilievi del Fmi sarebbero stati presi in considerazione. Dopo la prima levata di scudi di ieri, il Pdl ha proseguito oggi con dichiarazioni dei massimi rappresentanti istituzionali e della squadra di governo, che hanno provocato un intervento 'chiarificatore' del premier Enrico Letta.
"Nel discorso che io ho fatto alle Camere - ha detto il premier - c'è chiaramente detto che noi faremo una riforma che supererà l'Imu così com'è: confermo che quella è l'indicazione e ci muoveremo nei giorni prossimi in questa direzione. Sarà una discussione collegiale, che impegnerà il governo e coinvolgerà il Parlamento".
Dichiarazione scontata, che ruota intorno al nodo irrisolto e alla mediazione trovata in maggioranza per consentire la nascita dell'esecutivo: il Pdl continua a parlare di abolizione; il Pd (e il programma di governo), invece, utilizza i termini di 'superamento del sistema' attuale. Davanti a questo insuperabile ostacolo 'linguistico', tutti i messaggi inviati ancora oggi dal Pdl al Fondo monetario sono chiaramente diretti al presidente del consiglio ed agli alleati di maggioranza. Il rilievo del Fmi, del resto, al posto dell'abolizione dell'Imu 'suggeriva' la riforma del sistema catastale, che alla vigila delle larghe intese era di fatto la proposta del Pd per ottenere maggiore equità nella distribuzione del carico fiscale.
Angelino Alfano attacca su Twitter: "Il Fmi come di consueto ha dato molti consigli all'Italia. Alcuni li accetteremo e altri no. Sull'Imu non accetteremo consiglio Fmi". Seguono a ruota i due capigruppo, Renato Schifani e Renato Brunetta. Il presidente dei senatori pdl ricorda come "l'abolizione dell'Imu e il non innalzamento dell'Iva siano due punti irrinunciabili per il Pdl"; poi auspica che il Pd "non colga l'estemporanea opinione dei funzionari del Fmi per mettere in crisi il governo". Il capogruppo della Camera, Brunetta, se la prende (senza citarlo) con il ministro dell'Economia: "Magari qualcuno ha chiesto un aiutino al Fondo Monetario: dicci questo, piuttosto che quest'altro... per ragioni di politica interna".
La risposta del Pd non si fa attendere e va dalla diplomazia di Epifani al più deciso intervento di Luigi Zanda, capogruppo al Senato. "C'è un programma esposto da Letta che il Pd condivide - dice il segretario del partito - si deve trovare una soluzione coerente con il programma illustrato dal premier in Parlamento".
''L'Italia - dice invece Zanda - farebbe molto male a sottovalutare le indicazioni del Fondo monetario internazionale sull'Imu. Indicazioni che, tra l'altro, corrispondono ad analoghe osservazioni di altri organismi internazionali come Commissione Europea e Ocse".
La resa dei conti sull'Imu è dunque solo in costante rinvio, ma qualcosa andrà deciso entro il 16 settembre, giorno a cui è slittato il pagamento della rata Inu sulla prima casa sospesa a giugno. Letta, senza entrare nei particolari, ha annunciato che il provvedimento sarà pronto per la fine di agosto.
"Nel discorso che io ho fatto alle Camere - ha detto il premier - c'è chiaramente detto che noi faremo una riforma che supererà l'Imu così com'è: confermo che quella è l'indicazione e ci muoveremo nei giorni prossimi in questa direzione. Sarà una discussione collegiale, che impegnerà il governo e coinvolgerà il Parlamento".
Dichiarazione scontata, che ruota intorno al nodo irrisolto e alla mediazione trovata in maggioranza per consentire la nascita dell'esecutivo: il Pdl continua a parlare di abolizione; il Pd (e il programma di governo), invece, utilizza i termini di 'superamento del sistema' attuale. Davanti a questo insuperabile ostacolo 'linguistico', tutti i messaggi inviati ancora oggi dal Pdl al Fondo monetario sono chiaramente diretti al presidente del consiglio ed agli alleati di maggioranza. Il rilievo del Fmi, del resto, al posto dell'abolizione dell'Imu 'suggeriva' la riforma del sistema catastale, che alla vigila delle larghe intese era di fatto la proposta del Pd per ottenere maggiore equità nella distribuzione del carico fiscale.
Angelino Alfano attacca su Twitter: "Il Fmi come di consueto ha dato molti consigli all'Italia. Alcuni li accetteremo e altri no. Sull'Imu non accetteremo consiglio Fmi". Seguono a ruota i due capigruppo, Renato Schifani e Renato Brunetta. Il presidente dei senatori pdl ricorda come "l'abolizione dell'Imu e il non innalzamento dell'Iva siano due punti irrinunciabili per il Pdl"; poi auspica che il Pd "non colga l'estemporanea opinione dei funzionari del Fmi per mettere in crisi il governo". Il capogruppo della Camera, Brunetta, se la prende (senza citarlo) con il ministro dell'Economia: "Magari qualcuno ha chiesto un aiutino al Fondo Monetario: dicci questo, piuttosto che quest'altro... per ragioni di politica interna".
La risposta del Pd non si fa attendere e va dalla diplomazia di Epifani al più deciso intervento di Luigi Zanda, capogruppo al Senato. "C'è un programma esposto da Letta che il Pd condivide - dice il segretario del partito - si deve trovare una soluzione coerente con il programma illustrato dal premier in Parlamento".
''L'Italia - dice invece Zanda - farebbe molto male a sottovalutare le indicazioni del Fondo monetario internazionale sull'Imu. Indicazioni che, tra l'altro, corrispondono ad analoghe osservazioni di altri organismi internazionali come Commissione Europea e Ocse".
La resa dei conti sull'Imu è dunque solo in costante rinvio, ma qualcosa andrà deciso entro il 16 settembre, giorno a cui è slittato il pagamento della rata Inu sulla prima casa sospesa a giugno. Letta, senza entrare nei particolari, ha annunciato che il provvedimento sarà pronto per la fine di agosto.