ROMA - Sulla tanto dibattuta questione della cittadinanza Guglielmo Epifani lancia la sua proposta. E lo fa al Forum Immigrazione del suo partito. Perché quello della società multirazziale "è un tema che deve essere presente nel dibattito nel dibattito congressuale del Pd". Anche per questo il segretario democratico insiste per un congresso che parta dal basso: "Prima di dividerci su chi sarà il segretario - spiega - dobbiamo discutere dei problemi delle persone in carne ed ossa".
Epifani risponde poi implicitamente a una battuta di Matteo Renzi, secondo cui questo esecutivo dovrebbe fare di più, pur ribadendo il suo sostegno: "In un governo di servizio con forze al suo interno che si sono da sempre contrastate il compromesso è inevitabile", ha detto Epifani che ha continuato: "Quando sento dire 'faccia di più' dico certo, lo potrebbe fare se fosse più omogeneo". E conclude: "Sono contento che anche Matteo sostenga Letta, perché non c'è alternativa a questo Governo del fare".
Ritorna quindi sul tema dello ius soli e propone la sua ricetta: "I figli di chi sta in Italia sono cittadini dalla nascita, ma questo diritto diventa effettivo in prima elementare". Un'idea che punta alla definizione di una norma più possibile condivisa sulla cittadinanza. "E' un mio ragionamento personale, ma mantenere solo lo ius soli presenta dei problemi -ha spiegato il segretario del Pd-. E' l'educazione che deve originare l'effettività del diritto. Sarebbe non tanto una mediazione, ma un modo per affermare la nostra idea di cittadinanza".
Epifani risponde poi implicitamente a una battuta di Matteo Renzi, secondo cui questo esecutivo dovrebbe fare di più, pur ribadendo il suo sostegno: "In un governo di servizio con forze al suo interno che si sono da sempre contrastate il compromesso è inevitabile", ha detto Epifani che ha continuato: "Quando sento dire 'faccia di più' dico certo, lo potrebbe fare se fosse più omogeneo". E conclude: "Sono contento che anche Matteo sostenga Letta, perché non c'è alternativa a questo Governo del fare".
Ritorna quindi sul tema dello ius soli e propone la sua ricetta: "I figli di chi sta in Italia sono cittadini dalla nascita, ma questo diritto diventa effettivo in prima elementare". Un'idea che punta alla definizione di una norma più possibile condivisa sulla cittadinanza. "E' un mio ragionamento personale, ma mantenere solo lo ius soli presenta dei problemi -ha spiegato il segretario del Pd-. E' l'educazione che deve originare l'effettività del diritto. Sarebbe non tanto una mediazione, ma un modo per affermare la nostra idea di cittadinanza".