Politica

F35 in Senato, fronda pacifista nel Pd.
Mauro in pressing per nuova mozione unitaria

Domani a Palazzo Madama il voto sul cacciabombardiere Usa, dopo il pronunciamento di Napolitano e del Consiglio supremo di Difesa sulla titolarità del governo in tema di ammodernamento delle forze armate. Nel Pd, Casson deposita mozione contraria con 22 firme.  Il ministro preme per una mozione che salvi le prerogative del Parlamento e tuteli il capo dello Stato

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ROMA - Governo e maggioranza di nuovo alle prese con lo spinoso tema degli F35. E questa volta a scendere in campo, in prima persona, è il ministro alla difesa, Mario Mauro, in pressing su Pdl, Pd e Scelta Civica affinché anche in Senato si approvi una mozione unitaria come avvenuto nei giorni scorsi alla Camera.

La questione torna di attualità perché da domani in aula al Senato sono già calendarizzate le mozioni di Sel e Movimento 5 Stelle sulla partecipazione dell'Italia al progetto del cacciabombardiere di fabbricazione Usa e il Pd rischia di nuovo di spaccarsi per la posizione dell'ala pacifista che chiede la sospensione immediata della partecipazione italiana al programma di realizzazione dell'aereo.

Il gruppo Pd si è riunito a Palazzo Madama. Il senatore Felice Casson ha depositato una sua mozione anti-F35, firmata da altri 22 colleghi, tra cui Laura Puppato e Corradino Mineo, ma pare, a quanto si apprende, che molti stiano già ritirando le firme su pressing della presidenza del gruppo che mira a ritrovare l'intesa su una mozione unitaria con Pdl e Sc.

La riunione è stata sospesa. La linea della stragrande maggioranza del gruppo, viene riferito, è quella di riapprovare la versione della mozione passata alla Camera portando in aula una nuovo testo unitario con Pdl e Scelta Civica. Resta da capire se la 'fronda' pacifista guidata da Casson rientrerà. Il Pd si ritroverà domani in una nuova riunione per prendere una decisione che si concluderà, in ogni caso, con un voto. Se Casson opterà per mantenere la sua mozione il Pd, come gruppo, in ogni caso, sottoscriverà la mozione di maggioranza che verrà concordata nel vertice di domani con il ministro alla Difesa.

Gli altri due gruppi di maggioranza sono in attesa di capire cosa deciderà il Pd. Anche qui, l'orientamento sarebbe di confermare la versione licenziata da Montecitorio. Ma non è escluso che tra Casson e i colleghi che decideranno di seguirlo si crei alla fine un asse con Sel e Movimento 5 Stelle.

Rispetto al discusso voto della Camera, c'è la novità del pronunciamento del Consiglio supremo di Difesa presieduto da Giorgio Napolitano che ha ribadito che la titolarità delle scelte sull'ammodernamento delle forze armate, quindi anche sugli F35, spetta al governo. Per questo, il ministro alla Difesa Mario Mauro ha deciso di occuparsene direttamente e oggi ha incontrato preliminarmente i rappresentanti dei gruppi mentre domani dovrebbe vedere i capigruppo in una riunione di maggioranza.

Il voto in aula al Senato è atteso tra domani sera o al massimo giovedì. Il tentativo che Mauro sta cercando di portare a termine è di far approvare una mozione di maggioranza che da un lato salvaguardi le prerogative del Parlamento dall'altro tuteli la posizione assunta, tramite il Consiglio supremo di Difesa, dal presidente della Repubblica. Per il Pdl, è la versione che circola tra i senatori del gruppo, il testo della mozione della Camera dovrebbe andare ancora bene.
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