ROMA - Il provvedimento di espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov sarà revocato e la donna potrà "rientrare in Italia, dove potrà chiarire la propria posizione". E' l'esito dell'indagine di Palazzo Chigi, che era stata promessa dal premier, Enrico Letta, nel question time del 9 luglio alla Camera.
Dagli accertamenti del Governo è emerso tuttavia che l'esistenza e l'andamento delle procedure di espulsione non erano state comunicate ai vertici del Governo: né al presidente del Consiglio, né al ministro dell'Interno e neanche al ministro degli Esteri o al ministro della Giustizia. Una mancata comunicazione sulla quale indagherà il capo della Polizia.
Dal punto di vista formale - sottolinea Palazzo Chigi - la regolarità del procedimento e la sua base legale sono state accertate e convalidate da quattro distinti provvedimenti di autorità giudiziarie di Roma (Procura della repubblica del tribunale dei minorenni il 30 maggio, giudice di pace il 31 maggio, Procura della repubblica presso il tribunale e procura della repubblica per i minorenni il 31 maggio). Tuttavia, resta grave la mancata informativa al governo sull'intera vicenda, che comunque presentava sin dall'inizio elementi e caratteri non ordinari. Spetterà ai vertici della polizia verificare le responsabilità connesse alla mancata informativa.
A seguito della revoca del provvedimento di espulsione, che verrà immediatamente resa nota alle autorità kazake attraverso i canali diplomatici, la signora Alma Shalabayeva "potrà rientrare in Italia, dove potrà chiarire la propria posizione".
Il Governo, colti i profili di protezione internazionale che il caso ha sollevato, si è immediatamente attivato "per verificare le condizioni di soggiorno in Kazakistan della signora e della figlia". E' quanto sottolinea una nota di palazzo Chigi.
Andrian Yelemessov, ambasciatore del Kazakistan in Italia, ha commentato a caldo difendendo la "correttezza delle procedure che hanno portato all'espulsione" dall'Italia di Alma Salabayeva. "Ogni giorno - conclude - ci sono sciocchezze sui giornali su questo caso. L'espulsione è stata corretta. La signora Alma e la figlia sono ad Almaty dai genitori della donna e stanno benissimo. Si può verificare".
L'avvocato della Shalabayeva: "Ora torni in Italia". "E' una notizia fantastica, ritengo che sia l'inizio di un doveroso ripristino dei diritti violati della signora Alma Shalabayeva e della figlia, che adesso a questo punto dovremmo tutti sforzarci di far rientrare nel nostro paese". E' quanto ha detto l'avvocato Riccardo Olivo, uno dei legali della signora Shalabayeva.
M5S contro Alfano: "Gravissime responsabilità". In mattinata era stato il Movimento 5 Stelle ad attaccare Angelino Alfano in merito alla vicenda, chiedendo le dimissioni del ministro e vicepremier "per le sue gravissime responsabilità sul caso".
Il senatore Mario Giarrusso spiega: "A noi è parso subito evidente che non poteva non esserci una gravissima responsabilità del governo. Perché queste azioni non possono essere compiute senza copertura politica". Una responsabilità politica "tanto più forte che nei giorni dell'allontanamento di Alma e di sua figlia, il vertice della polizia era acefalo, e la responsabilità non poteva che ricadere sul capo del ministero degli Interni onorevole Alfano".
Delegazione M5S in visita da Alma Shalabayeva. Una delegazione di parlamentari del Movimento cinque Stelle andrà in Kazakistan per verificare il rispetto dei diritti individuali e politici e visitare Alma Shalabayeva.
Sel annuncia mozione di sfiducia contro Alfano. Il gruppo parlamentare di Sel ha annunciato una mozione di sfiducia contro il ministro Alfano. Lo stesso Nichi Vendola aveva chiesto chiarimenti ad Alfano e, con due post su Twitter, ha invitato il vicepremier a dare spiegazioni: "Il ministro Alfano deve rispondere subito delle forzature di polizia su vicenda familiari dissidente Kazakistan". E ancora: "Una vicenda opaca, con ancora troppi misteri. Inaccettabile aver fatto un favore al dittatore kazako: vogliamo la verità". In serata ha esplicitato la richiesta di dimissioni.
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Dagli accertamenti del Governo è emerso tuttavia che l'esistenza e l'andamento delle procedure di espulsione non erano state comunicate ai vertici del Governo: né al presidente del Consiglio, né al ministro dell'Interno e neanche al ministro degli Esteri o al ministro della Giustizia. Una mancata comunicazione sulla quale indagherà il capo della Polizia.
Dal punto di vista formale - sottolinea Palazzo Chigi - la regolarità del procedimento e la sua base legale sono state accertate e convalidate da quattro distinti provvedimenti di autorità giudiziarie di Roma (Procura della repubblica del tribunale dei minorenni il 30 maggio, giudice di pace il 31 maggio, Procura della repubblica presso il tribunale e procura della repubblica per i minorenni il 31 maggio). Tuttavia, resta grave la mancata informativa al governo sull'intera vicenda, che comunque presentava sin dall'inizio elementi e caratteri non ordinari. Spetterà ai vertici della polizia verificare le responsabilità connesse alla mancata informativa.
A seguito della revoca del provvedimento di espulsione, che verrà immediatamente resa nota alle autorità kazake attraverso i canali diplomatici, la signora Alma Shalabayeva "potrà rientrare in Italia, dove potrà chiarire la propria posizione".
Il Governo, colti i profili di protezione internazionale che il caso ha sollevato, si è immediatamente attivato "per verificare le condizioni di soggiorno in Kazakistan della signora e della figlia". E' quanto sottolinea una nota di palazzo Chigi.
Andrian Yelemessov, ambasciatore del Kazakistan in Italia, ha commentato a caldo difendendo la "correttezza delle procedure che hanno portato all'espulsione" dall'Italia di Alma Salabayeva. "Ogni giorno - conclude - ci sono sciocchezze sui giornali su questo caso. L'espulsione è stata corretta. La signora Alma e la figlia sono ad Almaty dai genitori della donna e stanno benissimo. Si può verificare".
L'avvocato della Shalabayeva: "Ora torni in Italia". "E' una notizia fantastica, ritengo che sia l'inizio di un doveroso ripristino dei diritti violati della signora Alma Shalabayeva e della figlia, che adesso a questo punto dovremmo tutti sforzarci di far rientrare nel nostro paese". E' quanto ha detto l'avvocato Riccardo Olivo, uno dei legali della signora Shalabayeva.
M5S contro Alfano: "Gravissime responsabilità". In mattinata era stato il Movimento 5 Stelle ad attaccare Angelino Alfano in merito alla vicenda, chiedendo le dimissioni del ministro e vicepremier "per le sue gravissime responsabilità sul caso".
Il senatore Mario Giarrusso spiega: "A noi è parso subito evidente che non poteva non esserci una gravissima responsabilità del governo. Perché queste azioni non possono essere compiute senza copertura politica". Una responsabilità politica "tanto più forte che nei giorni dell'allontanamento di Alma e di sua figlia, il vertice della polizia era acefalo, e la responsabilità non poteva che ricadere sul capo del ministero degli Interni onorevole Alfano".
Delegazione M5S in visita da Alma Shalabayeva. Una delegazione di parlamentari del Movimento cinque Stelle andrà in Kazakistan per verificare il rispetto dei diritti individuali e politici e visitare Alma Shalabayeva.
Sel annuncia mozione di sfiducia contro Alfano. Il gruppo parlamentare di Sel ha annunciato una mozione di sfiducia contro il ministro Alfano. Lo stesso Nichi Vendola aveva chiesto chiarimenti ad Alfano e, con due post su Twitter, ha invitato il vicepremier a dare spiegazioni: "Il ministro Alfano deve rispondere subito delle forzature di polizia su vicenda familiari dissidente Kazakistan". E ancora: "Una vicenda opaca, con ancora troppi misteri. Inaccettabile aver fatto un favore al dittatore kazako: vogliamo la verità". In serata ha esplicitato la richiesta di dimissioni.
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