Politica

Grazia a Berlusconi, fonti del Quirinale:
"Analfabetismo e sguaiatezza istituzionale"

Irritazione dal Colle per l'ipotesi di clemenza ventilata da Libero: "Speculazioni che danno il senso di una assoluta irresponsabilità politica". Il Cavaliere ad "Agorà" dopo l'ufficio di presidenza del Pdl: "Sarò assolto". E assicura: governo continua. Maroni prende le distanze: "Non si blocchi Parlamento"

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ROMA - "Queste speculazioni su provvedimenti di competenza del Capo dello Stato in un futuro indeterminato sono un segno di analfabetismo e sguaiatezza istituzionale". E' la reazione irritata che filtra da fonti del Quirinale su una possibile grazia a Silvio Berlusconi da parte del presidente della Repubblica, di cui dava notizia oggi Libero. Ipotesi che secondo il Colle, "danno il senso di una assoluta irresponsabilità politica che può soltanto avvelenare il clima della vita pubblica".

Nell'edizione odierna il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro titola: "Grazia a Silvio, ci sta anche Letta". Nell'articolo si scrive che la proposta sarebbe venuta direttamente dal Capo dello Stato che ne avrebbe parlato con il premier Enrico Letta. Titolo dello stesso tenore anche ieri: "Giorgio facci la grazia".

"Si smentisce nel modo piu' assoluto che ci siano sulla scrivania del Presidente pratiche immaginarie come quella descritta", dicono secccamente dal Quirinale.

BERLUSCONI: "SARO' ASSOLTO" -
Ottimismo, nelle ultime ore, da parte di Silvio Berlusconi in vista delle decisioni della Cassazione e sul sostegno del suo partito al governo Letta. "Ci mancherebbe altro che data l'attuale situazione del Paese non avessimo un governo che lavora. Quindi sostegno leale a questo governo e stimolo a che faccia ciò che serve e che viene richiesto dai protagonisti dell'economia e che possa incentivare i consumi e la produzione", ha detto ad Agora, nella notte, al termine di una cena nel centro di Roma, dopo la riunione dell'ufficio di presidenza del Pdl. "Io sono sereno perché credo che leggendo le carte non ci possa essere che una mia assoluzione piena", ha aggiunto rispondendo a una domanda sulla sentenza che la Cassazione pronuncerà il 30 luglio sul processo Mediaset, in cui il Cavaliere è stato condannato in appello a quattro anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici. E sull'ipotesi che tale condanna possa essere confermata ha tagliato corto: "Non sono solito esercitare la mia mente su fatti che ritengo non probabili".

L'ex premier usa toni rassicuranti anche sulla relazione tra i suoi guai giudiziari e il quadro politico: "Sono cose diverse e anche gravi, ma in questo momento non credo si debba fare qualche cosa che derivi da quelle vicende che possa influire sul governo. Capisco che ci siano preoccupazioni che possano agitare qualcuno, ma l'input che ho dato in maniera molto chiara è di concentrarsi sull'interesse del Paese e rendere questa alleanza, che io continuo a chiamare pacificazione con la sinistra, qualcosa di storico e addirittura epocale dopo tanti anni di guerra fredda".

MARONI PRENDE LE DISTANZE - Marca la distanza dalle ultime vicende del Pdl il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni. Non è piaciuta al leader del Carroccio la sospensione dei lavori del Parlamento, votata mercoledì. "Siamo pronti a sollecitare e chiedere questo incontro con il presidente Napolitano, - ha detto Maroni - con il quale ho un ottimo rapporto. Vigileremo perché vicende personali e private di un partito non blocchino l'attività del Parlamento". Parole che non sono piaciute al senatore del Pdl, Sandro Bondi: "Sono sbalordito dopo aver letto le parole di Roberto Maroni che ho sempre stimato. Non riesco a comprenderne il significato". In serata il chiarimento con una telefonata tra il segretario della Lega Nord e Silvio Berlusconi. Fonti leghiste hanno fatto sapere che non c'è "alcuna distanza né attacco" sul piano politico nei confronti del leader del Pdl.



 
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