Le teste degli altri
Non potendo difendere il ministro Alfano né nel merito né nel metodo seguito nel caso Ablyazov, il Pdl ieri è sceso in campo massicciamente, dai generali agli opliti, per attaccare "Repubblica". Il risultato è desolante culturalmente, perché tutti ripetono come all'asilo le stesse frasi predisposte appositamente dalla "Struttura Delta" che interviene nei momenti di massimo pericolo. Ma è anche illuminante politicamente: perché nessun dato di fatto rivelato dall'inchiesta di "Repubblica" sullo scandalo kazako è stato smentito, o anche solo confutato. Tutto è vero, come sapevamo e come il Pdl ammette, e dunque tutto porta alla responsabilità politica e personale di un ministro dell'Interno, per di più vicepresidente del Consiglio, che ha trascinato il Paese in un'operazione vergognosa e umiliante, a favore di un satrapo ex sovietico che gode di complicità inconfessabili e sp…
Non potendo difendere il ministro Alfano né nel merito né nel metodo seguito nel caso Ablyazov, il Pdl ieri è sceso in campo massicciamente, dai generali agli opliti, per attaccare "Repubblica". Il risultato è desolante culturalmente, perché tutti ripetono come all'asilo le stesse frasi predisposte appositamente dalla "Struttura Delta" che interviene nei momenti di massimo pericolo. Ma è anche illuminante politicamente: perché nessun dato di fatto rivelato dall'inchiesta di "Repubblica" sullo scandalo kazako è stato smentito, o anche solo confutato. Tutto è vero, come sapevamo e come il Pdl ammette, e dunque tutto porta alla responsabilità politica e personale di un ministro dell'Interno, per di più vicepresidente del Consiglio, che ha trascinato il Paese in un'operazione vergognosa e umiliante, a favore di un satrapo ex sovietico che gode di complicità inconfessabili e spregiudicate anche nel nostro Paese. La sola linea di difesa del Pdl è l'accusa di "manovra politica" al nostro giornale. Quale manovra? Abbiamo citato fatti, una concatenazione di fatti. Che conducono direttamente al Viminale, dove il Capo di gabinetto di Alfano riceve l'ambasciatore kazako con le sue richieste e innesca l'operazione di polizia che consegnerà Alma Shalabayeva e la figlia a Nazarbaev. Ora, i casi sono due: se il ministro sapeva, deve dimettersi perché responsabile di tutto. Se non sapeva, deve dimettersi perché irresponsabile del tutto. Non c'è una terza via davanti all'indecenza di quel che è successo. Persino nel Paese dove saltano sempre le teste degli altri.