ROMA - "Si deve andare oltre i fatti personali. In questo momento preferisco non dare giudizi sulle persone. Io vorrei che l'Italia andasse avanti. Quando il ministro Calderoli mi ha chiamato per farmi le sue scuse, io le ho accettate". Il ministro per l'Integrazione, ospite al videoforum di Repubblica.it, ha detto così, semplicemente. Ha accettato le scuse. Così come i fiori promessi, che "sono arrivati e IO li ho portati alla Madonna del buon consiglio" (VIDEO).
"Sono ministra. Richiedo rispetto come istituzione. Qualsiasi tipo di offesa razzista non tocca me, diventa un concetto. Una ferita all'Italia".
Kyenge è stata offesa, ripetutamente, è diventata bersaglio di commenti che non dovrebbero esistere, che indignano e si tirano dietro polemiche e richieste di dimissioni. O sentenze. E' di oggi la notizia della condanna a 13 mesi, con l'obbligo di risarcimento per 13mila euro, della consigliera leghista di Padova Dolores Valandro. "Mai nessuno che se la stupri", aveva scritto sul suo profilo Facebbok.
Cécile Kyenge non si è soffermata su ciò che le è stato lanciato contro. "Non sono io ad avere problemi, perché devo perdere tempo con i disagi di qualcun altro? L'ho detto sempre anche ai miei figli, 'cercate di non farvi deviare dai vostri obiettivi. E' una perdita di tempo. L'emergenza del nostro Paese è culturale ed è una lotta importante. Non ho tempo da perdere dietro problemi, offese e definizioni razziste, che non sono un mio problema", ha continuato parlando con calma, sorridendo ogni tanto, vestita di rosa scuro, minuta.
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Sono dieci anni che è in politica. Racconta i suoi inizi senza perdersi in particolari. La famiglia, il lavoro come oculista. L'università, l'educazione dei figli. "Quando studiavo in Congo, l'ho fatto per un anno, c'era una sola aula. La chiamavamo il bunker. Era stretta ma c'entravamo in settecento, stipati, però io mi svegliavo alle cinque di mattina per riuscire a sedermi in prima fila. Volevo seguire le lezioni a tutti i costi. Avevo chiaro il mio obiettivo e ho sempre combattuto. Poi sono arrivata in Italia. Era qui il mio futuro. E questo è il Paese che amo e che voglio difendere". Il Paese che le ha dato l'opportunità di lottare.
"Letta è stato lungimirante. Ma starà ai fatti dimostrare se sono o meno solo una figurina". L'hanno definita anche così. Una figurina piccola, una facciata. Kyenge ha sorriso: "Se lo sono verrà fuori" (VIDEO).
VIDEO La figlia del ministro: "Razzisti, viaggiate"
Per l'ex segretario federale della Lega nord "Kyenge è una persona tirata fuori dal nulla. Un progetto della sinistra per avere i voti degli stranieri. E' razzista chi l'ha eletta perché nera" (VIDEO), ha detto Bossi. Le accuse razziste continuano a caderle addosso. Eppure piovono polpette. Kyenge è ancora seduta in prima fila, e non si sposta. "Sono determinata. Le parole di Bossi, quelle di Calderoli, restano solo parole. E sono le loro", ha detto.
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Parla veloce ma la voce accelera quando le domande degli utenti cominciano a toccare e a voler parlare di leggi. Di cittadinanza. Di stranieri. La battaglia principale della ministra e quella che la Lega combatte a male e basse parole.
"Lo 'Ius soli temperato' tiene conto del progetto di integrazione delle famiglie sul territorio. Si tiene conto degli anni passati in Italia dei genitori. Ora ci vogliono dieci anni, bisogna accorciare i tempi. I figli che arrivano in Italia che non sono nati qui, possono diventare cittadini alla fine del primo ciclo di istruzione. Ma le proposte che stiamo valutando sono diverse". Il percorso è complesso ha accennato Kyenge. E' un "processo di integrazione quello che bisogna considerare alla base della cittadinanza. Lo ius soli temperato non darà origine a un'immigrazione senza controllo, ma rinforzerà la posizione degli immigrati che già sono sul territorio. L'Italia deve capire che è già un Paese misto, dove già sono presenti diverse etnie, bisogna regolarizzare una situazione che di fatto è già una realtà".
Sembra non avere fretta. La ministra ha voglia di lavorare, di continuare un cammino cominciato in Africa, e proseguito qui per la maggior parte della sua vita. Sono trent'anni che questa è la "sua" Italia, e questo il Paese che vuole aiutare a crescere. Per farlo ha scelto dei compagni di lavoro, e un governo che ha definito 'lungimirante' più di una volta durante l'ora del videoforum. Ha detto di non aspettarsi un giudizio sui propri obiettivi, non ancora, non adesso. Ha spiegato di non voler dare giudizi a chi cerca di buttare polvere razzista per rallentarne il cammino. Ha parlato per un'ora, ha risposto alle domande degli utenti, ha accennato ai primi difficili passi di un progetto di integrazione che è il suo grande progetto. Ha raccontato di aver già accettato scuse e fiori leghisti. Infine ha chiesto soprattutto una sola cosa. Di poter lavorare, senza perdere altro tempo.
"Sono ministra. Richiedo rispetto come istituzione. Qualsiasi tipo di offesa razzista non tocca me, diventa un concetto. Una ferita all'Italia".
Kyenge è stata offesa, ripetutamente, è diventata bersaglio di commenti che non dovrebbero esistere, che indignano e si tirano dietro polemiche e richieste di dimissioni. O sentenze. E' di oggi la notizia della condanna a 13 mesi, con l'obbligo di risarcimento per 13mila euro, della consigliera leghista di Padova Dolores Valandro. "Mai nessuno che se la stupri", aveva scritto sul suo profilo Facebbok.
Cécile Kyenge non si è soffermata su ciò che le è stato lanciato contro. "Non sono io ad avere problemi, perché devo perdere tempo con i disagi di qualcun altro? L'ho detto sempre anche ai miei figli, 'cercate di non farvi deviare dai vostri obiettivi. E' una perdita di tempo. L'emergenza del nostro Paese è culturale ed è una lotta importante. Non ho tempo da perdere dietro problemi, offese e definizioni razziste, che non sono un mio problema", ha continuato parlando con calma, sorridendo ogni tanto, vestita di rosa scuro, minuta.
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Sono dieci anni che è in politica. Racconta i suoi inizi senza perdersi in particolari. La famiglia, il lavoro come oculista. L'università, l'educazione dei figli. "Quando studiavo in Congo, l'ho fatto per un anno, c'era una sola aula. La chiamavamo il bunker. Era stretta ma c'entravamo in settecento, stipati, però io mi svegliavo alle cinque di mattina per riuscire a sedermi in prima fila. Volevo seguire le lezioni a tutti i costi. Avevo chiaro il mio obiettivo e ho sempre combattuto. Poi sono arrivata in Italia. Era qui il mio futuro. E questo è il Paese che amo e che voglio difendere". Il Paese che le ha dato l'opportunità di lottare.
"Letta è stato lungimirante. Ma starà ai fatti dimostrare se sono o meno solo una figurina". L'hanno definita anche così. Una figurina piccola, una facciata. Kyenge ha sorriso: "Se lo sono verrà fuori" (VIDEO).
VIDEO La figlia del ministro: "Razzisti, viaggiate"
Per l'ex segretario federale della Lega nord "Kyenge è una persona tirata fuori dal nulla. Un progetto della sinistra per avere i voti degli stranieri. E' razzista chi l'ha eletta perché nera" (VIDEO), ha detto Bossi. Le accuse razziste continuano a caderle addosso. Eppure piovono polpette. Kyenge è ancora seduta in prima fila, e non si sposta. "Sono determinata. Le parole di Bossi, quelle di Calderoli, restano solo parole. E sono le loro", ha detto.
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Parla veloce ma la voce accelera quando le domande degli utenti cominciano a toccare e a voler parlare di leggi. Di cittadinanza. Di stranieri. La battaglia principale della ministra e quella che la Lega combatte a male e basse parole.
"Lo 'Ius soli temperato' tiene conto del progetto di integrazione delle famiglie sul territorio. Si tiene conto degli anni passati in Italia dei genitori. Ora ci vogliono dieci anni, bisogna accorciare i tempi. I figli che arrivano in Italia che non sono nati qui, possono diventare cittadini alla fine del primo ciclo di istruzione. Ma le proposte che stiamo valutando sono diverse". Il percorso è complesso ha accennato Kyenge. E' un "processo di integrazione quello che bisogna considerare alla base della cittadinanza. Lo ius soli temperato non darà origine a un'immigrazione senza controllo, ma rinforzerà la posizione degli immigrati che già sono sul territorio. L'Italia deve capire che è già un Paese misto, dove già sono presenti diverse etnie, bisogna regolarizzare una situazione che di fatto è già una realtà".
Sembra non avere fretta. La ministra ha voglia di lavorare, di continuare un cammino cominciato in Africa, e proseguito qui per la maggior parte della sua vita. Sono trent'anni che questa è la "sua" Italia, e questo il Paese che vuole aiutare a crescere. Per farlo ha scelto dei compagni di lavoro, e un governo che ha definito 'lungimirante' più di una volta durante l'ora del videoforum. Ha detto di non aspettarsi un giudizio sui propri obiettivi, non ancora, non adesso. Ha spiegato di non voler dare giudizi a chi cerca di buttare polvere razzista per rallentarne il cammino. Ha parlato per un'ora, ha risposto alle domande degli utenti, ha accennato ai primi difficili passi di un progetto di integrazione che è il suo grande progetto. Ha raccontato di aver già accettato scuse e fiori leghisti. Infine ha chiesto soprattutto una sola cosa. Di poter lavorare, senza perdere altro tempo.