Politica

Napolitano: "Elezioni anticipate frequenti.
una delle più dannose patologie italiane"

Il presidente della Repubblica risponde sul Corriere della Sera a Fausto Bertinotti: "Non c'è nessun congelamento del governo Letta. Il Parlamento in qualsiasi momento può votare la sfiducia. Ma la nostra democrazia ha già vissuto troppi azzardi: dovetti sciogliere io le Camere nel 2008, così come ho dovuto penare per il governo Monti e per l'attuale esecutivo"

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ROMA - "Una delle più dannose patologie italiane". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, giudica il ricorso "frequente e facile" a elezioni politiche anticipate. L'occasione in cui il capo dello Stato esplicita il suo pensiero è una lettera al Corriere della Sera, in risposta a un intervento dell'ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti.

"GOVERNO NON E' CONGELATO NE' BLINDATO" - L'ex segretario di Rifondazione Comunista si era rivolto a Napolitano dicendo che: "Lei non può congelare d'autorità una delle possibili soluzioni al problema del governo del Paese, quella in atto (il governo Letta, ndr), come se fosse l'unica possibile, come se fosse prescritta da una volontà superiore o come se fosse oggettivata dalla realtà storica". Parole alle quali il presidente della Repubblica replica scrivendo di non poter certo "congelare né blindare un Governo ancora fresco di nomina". Due termini, sottolinea il capo dello Stato, "di fantasia o di polemica a effetto".

"PARLAMENTO LIBERO DI VOTARE SFIDUCIA" -
Nel suo discorso Napolitano elenca i passaggi che hanno portato all'attuale esecutivo. "C'è bisogno di ricordare l'insuccesso del tentativo di Bersani - scrive il capo dello Stato, che ebbe da me, dopo le elezioni di febbraio, l'incarico, senza alcun vincolo o limite, di esplorare la possibilità di una maggioranza parlamentare diversa da quella che è stata poi posta a base del Governo Letta?". In ogni caso evidenzia il presidente della Repubblica non sussiste "nessun congelamento ovvero impedimento  'alla libera dialettica democratica'. Il Parlamento è libero, in ogni momento, di votare la sfiducia al Governo Letta".

"GIA' VISSUTI TROPPI AZZARDI" -
Cosa diversa, spiega Napolitano, sono le prerogative del capo dello Stato. "Il Presidente della Repubblica ha il dovere di mettere in guardia il Paese e le forze politiche rispetto ai rischi e contraccolpi assai gravi - continua la lettera -, in primo luogo sotto il profilo economico e sociale, che un'ulteriore destabilizzazione e incertezza del quadro politico-istituzionale comporterebbe per l'Italia". Anche se ciò non significa negare il ritorno alle urne. "So bene - sottolinea Napolitano - che in caso di crisi, resta il ricorso al voto popolare e che da qualche parte si confida nella possibilità 'di dare vita così a un'alternativa di Governo. Ma di azzardi la democrazia italiana ne ha vissuti già troppi".

"DOVETTI PENARE PER IL GOVERNO MONTI" -
Due i passaggi traumatici vissuti direttamente dal capo dello Stato nel suo settennato. "Dovetti io stesso sciogliere le Camere nel febbraio 2008 - ricorda Napolitano -, prendendo atto dello sfaldamento di una maggioranza che si presumeva omogeneà e dell'inesistenza, allo stato, di una diversa maggioranza di Governo". Una maggioranza di cui faceva parte anche Bertinotti. "E dovetti penare - aggiunge il presidente della Repubblica - per evitare lo scioglimento delle Camere nel novembre 2011 e all'indomani dell'insediamento del nuovo Parlamento nella primavera del 2013".
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