ROMA - Seconda seduta fiume alla Camera per il voto di fiducia al dl fare, a causa dell'ostruzionismo del M5S che però è pronto a interrompere se il governo Letta rinvierà a settembre il disegno di legge costituzionale. Lo ha annunciato il capogruppo del Movimento alla Camera Riccardo Nuti. Il M5S nel corso di un incontro a palazzo Chigi con il ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanese ha fatto formale richiesta all'esecutivo. E il premier ha fissato un appuntamento per domani: l'incontro avverrà a Palazzo Chigi, dopo il consiglio dei ministri. Ed è corsa contro il tempo per evitare la decadenza di alcuni decreti, primo fra tutti quello sull'ecobonus, che scade il 4 agosto e deve anche passare al vaglio del Senato.
La votazione degli ordini del giorno si era conclusa soltanto nel pomeriggio dopo che i deputati grillini avevano chiesto di mettere ai voti anche i testi su cui il governo aveva espresso parere favorevole. Con questi tempi, il voto finale non arriverà entro oggi. "Prima delle 10 di domani mattina non si può votare il provvedimento", ha detto Laura Boldrini. La presidente della Camera ha spiegato che ci sono "oltre 100" iscritti a parlare per le dichiarazioni di voto: "Sono circa 16 ore", ha calcolato la presidente prima delle 20.
Spaccatura nel M5S. Non solo ostruzionismo però. Il Movimento Cinque Stelle infatti si è dissociato dalla presentazione fatta da un suo stesso esponente, Mimmo Pisano, noto come DURT, Documento Unico di Regolarità Tributaria. La decisione viene annunciata sul blog di Beppe Grillo dove si spiega che " l'emendamento è contrario allo spirito di aiuto alle Pmi del M5S" e si precisa che il provvedimento "verrà corretto al Senato".
Tensione in aula. Momenti di tensione questa mattina in aula. Renato Brunetta è stato protagonista di una polemica con la deputata grillina, Carla Ruocco, che, ieri sera, lo aveva definito "alfiere del partito unico del malaffare". Il capogruppo del Pdl ha chiesto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, una censura nei confronti della parlamentare. Una richiesta espressa con insistenza, tanto che Boldrini ha deplorato i toni usati dalla Ruocco, ma rivolgendosi a Brunetta ha affermato: "Neanche questo tono mi piace, lasci a me decidere di fare cosa mi concerne".
Brunetta annuncia querela. Un intervento che non ha soddisfatto il presidente dei deputati del Pdl. "Annuncio querela per diffamazione nei confronti di Carla Ruocco - ha replicato l'esponente del Pdl - e auspico che in quest'Aula non si utilizzino più frasi come quelle sentite ieri sera, che lei giustamente ha censurato, perché non fanno parte delle legittime prerogative del dibattito parlamentare".
La presidente della Camera ha rivolto anche un appello all'Aula: "Evitiamo il linguaggio offensivo, che non aiuta, né qui né fuori di qui". Scintille anche con il deputato D'Ambrosio, che nel suo intervento aveva criticato il ruolo del Parlamento. "Il Parlamento è il cuore della democrazia - ha sottolineato Boldrini -, in alternativa c'è la dittatura".
Sfottò a deputato malato. Un altro episodio, durante la seduta di ieri sera, ha coinvolto il deputato M5S Matteo Dall'Osso, affetto da sclerosi multipla. Una vicenda denunciata dalla collega Giulia Di Vita, in un post sul blog di Beppe Grillo: "Ha appena fatto il suo intervento in Aula, è l'una di notte, è stata una giornata pesante per tutti, figuriamoci per lui, mentre leggeva il suo discorso ha perso il filo, può capitare a chiunque. Gli umani colleghi dagli scranni di Pd e Scelta Civica hanno cominciato a fare battutine sulla sua difficoltà 'dategli il foglio giusto!', ripetevano le sue parole balbettando a sfottò, mormoravano, ridevano, lo guardavano divertiti - spiega la deputata Di Vita -. Avvisati poi dello stato di Matteo qualcuno ha chiesto scusa per la palese, vergognosa, indecente, schifosa, indecorosa gaffe. L'arte dell'ipocrisia".
Respingono le accuse i deputati di Sc: "Nessun deputato del gruppo si è permesso di offendere o anche solo irridere il deputato Matteo Dall'Osso - si legge in una nota -. L'uso denigratorio degli handicap o anche solo delle caratteristiche fisiche di una persona non appartiene - e mai apparterrà - alla cultura di Scelta Civica".
"Colpo di Stato di agosto" - E mentre l'ostruzionismo dei grillini ha già causato lo slittamento di diversi provvedimenti nel calendario dei lavori parlamentari, torna a farsi sentire anche Beppe Grillo. Nel mirino del leader del M5S il ddl costituzionale. " Per cambiare la Costituzione senza impedimenti da parte dell'opposizione in Parlamento e senza il consenso dei cittadini - scrive il leader del M5S sul suo blog -, che ne sono i veri custodi, i partiti vogliono cambiare l'articolo 138, l'architrave".
"Il cambiamento della Costituzione discusso ieri in commissione Affari Costituzionali in soli 55 minuti per poter essere votato in Aula, in tutta fretta - continua Grillo -, il primo di agosto, senza neppure la possibilità di emendarlo, con gli italiani in ferie e con la stampa e le televisioni di Stato asservite e mute, è un colpo di Stato annunciato". "E i colpi di Stato vanno combattuti, in nome della democrazia".
La votazione degli ordini del giorno si era conclusa soltanto nel pomeriggio dopo che i deputati grillini avevano chiesto di mettere ai voti anche i testi su cui il governo aveva espresso parere favorevole. Con questi tempi, il voto finale non arriverà entro oggi. "Prima delle 10 di domani mattina non si può votare il provvedimento", ha detto Laura Boldrini. La presidente della Camera ha spiegato che ci sono "oltre 100" iscritti a parlare per le dichiarazioni di voto: "Sono circa 16 ore", ha calcolato la presidente prima delle 20.
Spaccatura nel M5S. Non solo ostruzionismo però. Il Movimento Cinque Stelle infatti si è dissociato dalla presentazione fatta da un suo stesso esponente, Mimmo Pisano, noto come DURT, Documento Unico di Regolarità Tributaria. La decisione viene annunciata sul blog di Beppe Grillo dove si spiega che " l'emendamento è contrario allo spirito di aiuto alle Pmi del M5S" e si precisa che il provvedimento "verrà corretto al Senato".
Tensione in aula. Momenti di tensione questa mattina in aula. Renato Brunetta è stato protagonista di una polemica con la deputata grillina, Carla Ruocco, che, ieri sera, lo aveva definito "alfiere del partito unico del malaffare". Il capogruppo del Pdl ha chiesto alla presidente della Camera, Laura Boldrini, una censura nei confronti della parlamentare. Una richiesta espressa con insistenza, tanto che Boldrini ha deplorato i toni usati dalla Ruocco, ma rivolgendosi a Brunetta ha affermato: "Neanche questo tono mi piace, lasci a me decidere di fare cosa mi concerne".
Brunetta annuncia querela. Un intervento che non ha soddisfatto il presidente dei deputati del Pdl. "Annuncio querela per diffamazione nei confronti di Carla Ruocco - ha replicato l'esponente del Pdl - e auspico che in quest'Aula non si utilizzino più frasi come quelle sentite ieri sera, che lei giustamente ha censurato, perché non fanno parte delle legittime prerogative del dibattito parlamentare".
La presidente della Camera ha rivolto anche un appello all'Aula: "Evitiamo il linguaggio offensivo, che non aiuta, né qui né fuori di qui". Scintille anche con il deputato D'Ambrosio, che nel suo intervento aveva criticato il ruolo del Parlamento. "Il Parlamento è il cuore della democrazia - ha sottolineato Boldrini -, in alternativa c'è la dittatura".
Sfottò a deputato malato. Un altro episodio, durante la seduta di ieri sera, ha coinvolto il deputato M5S Matteo Dall'Osso, affetto da sclerosi multipla. Una vicenda denunciata dalla collega Giulia Di Vita, in un post sul blog di Beppe Grillo: "Ha appena fatto il suo intervento in Aula, è l'una di notte, è stata una giornata pesante per tutti, figuriamoci per lui, mentre leggeva il suo discorso ha perso il filo, può capitare a chiunque. Gli umani colleghi dagli scranni di Pd e Scelta Civica hanno cominciato a fare battutine sulla sua difficoltà 'dategli il foglio giusto!', ripetevano le sue parole balbettando a sfottò, mormoravano, ridevano, lo guardavano divertiti - spiega la deputata Di Vita -. Avvisati poi dello stato di Matteo qualcuno ha chiesto scusa per la palese, vergognosa, indecente, schifosa, indecorosa gaffe. L'arte dell'ipocrisia".
Respingono le accuse i deputati di Sc: "Nessun deputato del gruppo si è permesso di offendere o anche solo irridere il deputato Matteo Dall'Osso - si legge in una nota -. L'uso denigratorio degli handicap o anche solo delle caratteristiche fisiche di una persona non appartiene - e mai apparterrà - alla cultura di Scelta Civica".
"Colpo di Stato di agosto" - E mentre l'ostruzionismo dei grillini ha già causato lo slittamento di diversi provvedimenti nel calendario dei lavori parlamentari, torna a farsi sentire anche Beppe Grillo. Nel mirino del leader del M5S il ddl costituzionale. " Per cambiare la Costituzione senza impedimenti da parte dell'opposizione in Parlamento e senza il consenso dei cittadini - scrive il leader del M5S sul suo blog -, che ne sono i veri custodi, i partiti vogliono cambiare l'articolo 138, l'architrave".
"Il cambiamento della Costituzione discusso ieri in commissione Affari Costituzionali in soli 55 minuti per poter essere votato in Aula, in tutta fretta - continua Grillo -, il primo di agosto, senza neppure la possibilità di emendarlo, con gli italiani in ferie e con la stampa e le televisioni di Stato asservite e mute, è un colpo di Stato annunciato". "E i colpi di Stato vanno combattuti, in nome della democrazia".