Cesare Damiano
"Epifani ha ragione sulle regole
Il congresso è degli iscritti al Pd"
Goffredo De Marchis
L'ex ministro, presidente della commissione Lavoro della Camera, condivide la linea del segretario e non sembra preoccupato dalla rivolta della base: "Nessuno scandalo, finalmente tra di noi potremo discutere delle idee. E Basta chiedere sempre: "Tu con chi stai?""di GOFFREDO DE MARCHIS
ROMA - "Non vedo lo scandalo. Un congresso dove hanno la parola solo gli iscritti può avere un grande vantaggio: finalmente si discute delle idee. Sono stanco di sentirmi chiedere sempre "con chi stai"". Cesare Damiano, ex ministro, presidente della commissione Lavoro della Camera, difende l'impostazione del congresso disegnata da Guglielmo Epifani e sottoscritta da Dario Franceschini. Non lo preoccupa nemmeno una rivolta della base: "Mai elevato inni alle primarie. Sono uno strumento, non dobbiamo trasformarle in un fine".
Ma il Partito democratico è nato con una vocazione all'apertura verso l'esterno. Così sembra chiudersi su se stesso.
"Gli statuti e le regole vanno osservati ma vanno anche cambiatiquando mostrano la corda e non sono adatti al contesto. Epifani ha fatto un discorso di grande saggezza. Abbiamo un premier che è stato il vicesegretario del partito. Adesso il Pd è chiamato a e…
Ma il Partito democratico è nato con una vocazione all'apertura verso l'esterno. Così sembra chiudersi su se stesso.
"Gli statuti e le regole vanno osservati ma vanno anche cambiatiquando mostrano la corda e non sono adatti al contesto. Epifani ha fatto un discorso di grande saggezza. Abbiamo un premier che è stato il vicesegretario del partito. Adesso il Pd è chiamato a e…
ROMA - "Non vedo lo scandalo. Un congresso dove hanno la parola solo gli iscritti può avere un grande vantaggio: finalmente si discute delle idee. Sono stanco di sentirmi chiedere sempre "con chi stai"". Cesare Damiano, ex ministro, presidente della commissione Lavoro della Camera, difende l'impostazione del congresso disegnata da Guglielmo Epifani e sottoscritta da Dario Franceschini. Non lo preoccupa nemmeno una rivolta della base: "Mai elevato inni alle primarie. Sono uno strumento, non dobbiamo trasformarle in un fine".
Ma il Partito democratico è nato con una vocazione all'apertura verso l'esterno. Così sembra chiudersi su se stesso.
"Gli statuti e le regole vanno osservati ma vanno anche cambiatiquando mostrano la corda e non sono adatti al contesto. Epifani ha fatto un discorso di grande saggezza. Abbiamo un premier che è stato il vicesegretario del partito. Adesso il Pd è chiamato a eleggere il segretario. Per me sganciare il congresso da questo o quel candidato a Palazzo Chigi ha dei vantaggi. Certo, può esserci lo svantaggio di favorire alcune cordate locali. Ma affrontare i contenuti, evitando alcune distorsioni, e smetterla di parlare delle persone, per me non ha prezzo".
E le primarie? E il pericolo di vedere nei gazebo una percentuale mai tanto bassa di partecipanti?
"La proposta di Epifani è molto ragionevole. Trovo congruo che quando dovremo individuare il premier di una coalizione delcentrosinistra, questo processo sia frutto di una consultazione aperta".
L'impressione è che si voglia soltanto bloccare Matteo Renzi. Nel 2009 avete eletto un segretario, non un candidato, eppure le primarie non erano riservate agli iscritti.
"Quella volta eleggemmo il segretario con uno statuto che individuava in lui il candidato premier. Non eravamo al governo ma ci preparavamo a correre per quella sfida. Oggi siamo nell'esecutivo, abbiamo il premier: sono due casi distinti. Non vedo difficoltà a primarie aperte di coalizione, ma ora consentiamo agli iscritti di scegliersi il loro segretario. Sono pochi? Bene, questo dovrebbe spingerci a fare le tessere. Troviamo delle formule, come ha detto Fioroni giustamente, per portare la gente nei nostri circoli".
Sicuro che non volete soffocare Renzi?
"Nessuno soffoca nessuno. Per la premiership Epifani non ha parlato nemmeno degli albi degli elettori. Si faranno primarie aperte a tutti. Oggi invece abbiamo l'esigenza di dare razionalità a unostatuto in cui non compare nemmeno la parola congresso".
Non state mettendo Renzi alla porta provocando una scissione?
"Epifani ha una grande dote di mediazione, terrà conto del dibattito. Non a caso il voto della direzione avverrà successivamente. Come ha detto Letta, siamo un partito, non un gruppo misto. Non voglio che se ne vada nessuno e ci mancherebbe che se ne andasse Renzi. È giusto che corra se vuole correre, quando sarà. Non è questo il problema ma che idea di partito abbiamo, come lo vogliamo costruire. Con la foga con cui si parla di regole mi piacerebbe si parlasse di idee e del nostro tessuto comune".
Ma il Partito democratico è nato con una vocazione all'apertura verso l'esterno. Così sembra chiudersi su se stesso.
"Gli statuti e le regole vanno osservati ma vanno anche cambiatiquando mostrano la corda e non sono adatti al contesto. Epifani ha fatto un discorso di grande saggezza. Abbiamo un premier che è stato il vicesegretario del partito. Adesso il Pd è chiamato a eleggere il segretario. Per me sganciare il congresso da questo o quel candidato a Palazzo Chigi ha dei vantaggi. Certo, può esserci lo svantaggio di favorire alcune cordate locali. Ma affrontare i contenuti, evitando alcune distorsioni, e smetterla di parlare delle persone, per me non ha prezzo".
E le primarie? E il pericolo di vedere nei gazebo una percentuale mai tanto bassa di partecipanti?
"La proposta di Epifani è molto ragionevole. Trovo congruo che quando dovremo individuare il premier di una coalizione delcentrosinistra, questo processo sia frutto di una consultazione aperta".
L'impressione è che si voglia soltanto bloccare Matteo Renzi. Nel 2009 avete eletto un segretario, non un candidato, eppure le primarie non erano riservate agli iscritti.
"Quella volta eleggemmo il segretario con uno statuto che individuava in lui il candidato premier. Non eravamo al governo ma ci preparavamo a correre per quella sfida. Oggi siamo nell'esecutivo, abbiamo il premier: sono due casi distinti. Non vedo difficoltà a primarie aperte di coalizione, ma ora consentiamo agli iscritti di scegliersi il loro segretario. Sono pochi? Bene, questo dovrebbe spingerci a fare le tessere. Troviamo delle formule, come ha detto Fioroni giustamente, per portare la gente nei nostri circoli".
Sicuro che non volete soffocare Renzi?
"Nessuno soffoca nessuno. Per la premiership Epifani non ha parlato nemmeno degli albi degli elettori. Si faranno primarie aperte a tutti. Oggi invece abbiamo l'esigenza di dare razionalità a unostatuto in cui non compare nemmeno la parola congresso".
Non state mettendo Renzi alla porta provocando una scissione?
"Epifani ha una grande dote di mediazione, terrà conto del dibattito. Non a caso il voto della direzione avverrà successivamente. Come ha detto Letta, siamo un partito, non un gruppo misto. Non voglio che se ne vada nessuno e ci mancherebbe che se ne andasse Renzi. È giusto che corra se vuole correre, quando sarà. Non è questo il problema ma che idea di partito abbiamo, come lo vogliamo costruire. Con la foga con cui si parla di regole mi piacerebbe si parlasse di idee e del nostro tessuto comune".