Politica

Lupi: "Dimetterci? Lo decideremo con Silvio"

Il ministro delle Infrastrutture ed esponente del Pdl sottolinea la battaglia ventennale contro Berlusconi da parte di una piccola fetta della magistratura e dice "l'ipotesi di una condanna non la prendo in considerazione e nel caso il Pdl deciderà con il suo leader"
di Tommaso Ciriaco

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ROMA - Il giorno del giudizio si avvicina. "Ma io l'ipotesi di una condanna di Berlusconi neanche la prendo in considerazione", giura il ministro delle Infrastrutture e colomba del Pdl Maurizio Lupi. Certo, una sentenza avversa al Cavaliere "sarebbe un fatto gravissimo", ma non comporterebbe automaticamente le dimissioni dei ministri berlusconiani dall'esecutivo Letta: "Decideremo insieme. Deciderà il Pdl insieme al suo leader".
Ministro, che succede il 30 luglio in Cassazione?
"La condanna di Berlusconi è un'ipotesi che non prendiamo neanche in considerazione. Ho avuto la fortuna di conoscere bene gli atti, mi sono informato e conosco bene Silvio Berlusconi. Per questo sono certo della sua assoluta estraneità. La Cassazione non potrà che assolverlo".
È in gioco la tenuta del governo?
"Innanzitutto è in gioco un fatto mai accaduto in nessuna democrazia: la condanna del leader che guida da vent'anni lo schieramento dei moderati. Nessuno può dubitare della stabilità dell'esecutivo perché chi più di tutti ha voluto farlo nascere è stato proprio Silvio Berlusconi. E l'ha fatto perché consapevole della crisi economica. La situazione non mi sembra cambiata. La nave è partita, ma deve essere condotta in porto. E la navigazione è perigliosa".
Una navigazione che però la condanna potrebbe ostacolare...
"Sarebbe un fatto gravissimo che neanche prendo in considerazione".
Proviamo a farlo, invece. Lei e gli altri ministri siete pronti a "rimettere" immediatamente il mandato di governo nella mani del vostro leader?
"Abbiamo voluto un esecutivo politico e non tecnico perché vogliamo dare al Paese il segnale che la politica si impegna per il bene comune. Essendo un governo politico, se si arrivasse a una condanna è chiaro che la decisione spetterebbe ai partiti. Al Pdl, così come al Pd. E non potrebbe che essere una decisione assunta nella collegialità del Pdl con il suo leader".
Anche il Pd avrebbe i suoi problemi.
"Il Partito democratico discute. E non tanto dell'ipotesi di condanna di Berlusconi. Basta con gli alibi. Piuttosto, fra loro c'è una legittima discussione sullo scopo di sostenere il governo".
Non pensa che legare la tenuta dell'esecutivo alla sentenza su un singolo sia scorretto nei confronti della magistratura?
"Nessuno scarica sugli altri responsabilità che appartengono a noi. C'è un tema oggettivo che riguarda il ruolo della magistratura e delle istituzioni. Ognuno si assume le proprie responsabilità. Il Pdl sta dimostrando unità attorno al suo leader. E sta sottolineando alcune anomalie, come la battaglia che da vent'anni c'è contro Berlusconi da parte di una piccola fetta della magistratura".
In caso di condanna Berlusconi paventa anche un clamoroso ingresso in carcere.
"È un'ipotesi che neanche prendo in considerazione".
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