Berlusconi, sentenza Mediaset in arrivo.
La lettura del verdetto entro le 20
A breve la decisione della sezione feriale sulla vicenda dei diritti tv, per i quali il Cavaliere è stato condannato in appello per frode fiscale a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione. La difesa: "Il fatto non costituisce realto, non è penalmente rilevante". Il Pg ha chiesto la conferma della condanna e la riduzione della pena accessoria a 3 anni
ROMA - Dovrebbe arrivare entro mezz'ora la sentenza della Cassazione sul processo Mediaset, che vede tra gli imputati Silvio Berlusconi. I giudici della sezione feriale sono stati in camera di consiglio dalle 12.30 a poco dopo le 19. La lettura in aula è attesa entro le 20.
L'ex premier è stato condannato in appello per frode fiscale a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici.
Ieri si è concluso il dibattimento in aula, con le arringhe degli avvocati difensori. Oltre a quello del Cavaliere la Corte dovrà decidere anche sui ricorsi degli altri imputati: Frank Agrama, Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano.
La difesa di Berlusconi ha chiesto l'annullamento della sentenza. Queste le parole dell'avvocato Franco Coppi: "Il fatto così come prospettato in mancanza di una violazione di una specifica norma antielusiva non è reato, è penalmente irrilevante". "Nessuna prova è stata…
L'ex premier è stato condannato in appello per frode fiscale a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici.
Ieri si è concluso il dibattimento in aula, con le arringhe degli avvocati difensori. Oltre a quello del Cavaliere la Corte dovrà decidere anche sui ricorsi degli altri imputati: Frank Agrama, Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano.
La difesa di Berlusconi ha chiesto l'annullamento della sentenza. Queste le parole dell'avvocato Franco Coppi: "Il fatto così come prospettato in mancanza di una violazione di una specifica norma antielusiva non è reato, è penalmente irrilevante". "Nessuna prova è stata…
ROMA - Dovrebbe arrivare entro mezz'ora la sentenza della Cassazione sul processo Mediaset, che vede tra gli imputati Silvio Berlusconi. I giudici della sezione feriale sono stati in camera di consiglio dalle 12.30 a poco dopo le 19. La lettura in aula è attesa entro le 20.
L'ex premier è stato condannato in appello per frode fiscale a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici.
Ieri si è concluso il dibattimento in aula, con le arringhe degli avvocati difensori. Oltre a quello del Cavaliere la Corte dovrà decidere anche sui ricorsi degli altri imputati: Frank Agrama, Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano.
La difesa di Berlusconi ha chiesto l'annullamento della sentenza. Queste le parole dell'avvocato Franco Coppi: "Il fatto così come prospettato in mancanza di una violazione di una specifica norma antielusiva non è reato, è penalmente irrilevante". "Nessuna prova è stata raccolta - ha aggiunto l'avvocato - su ingerenze di Berlusconi nella gestione di Mediaset dal '95 ad oggi". "Tutta la sentenza d'appello - ha sottolineato Coppi - muove da un pregiudizio". "Il pregiudizio - ha spiegato il legale - è che ci sia un meccanismo truffaldino ideato negli anni '80; che sia stato ideato da Berlusconi". In subordine il difensore del Cavaliere ha invocato la rimodulazione del reato di frode fiscale in "dichiarazione fraudolenta per uso di fatture" o in uno ancora meno grave: "dichiarazione infedele dei redditi".
Sulla stessa linea Niccolò Ghedini, intervenuto prima di Coppi: "Manca nel tessuto della sentenza - ha evidenziato il difensore storico dell'ex premier - un elemento probatorio che Berlusconi possa aver partecipato al reato proprio".
La procura generale dopo aver definito Berlusconi "l'ideatore del meccanismo delle frode fiscali", aveva chiesto il rigetto dei ricorsi delle difese degli imputati (e quindi la conferma delle condanne). Da ricalcolare invece l'interdizione dai pubblici uffici, che secondo il sostituto procuratore Antonello Mura deve essere ridotta da 5 a 3 anni.
IL LIVEBLOG
L'ex premier è stato condannato in appello per frode fiscale a 4 anni di reclusione e a 5 di interdizione dai pubblici uffici.
Ieri si è concluso il dibattimento in aula, con le arringhe degli avvocati difensori. Oltre a quello del Cavaliere la Corte dovrà decidere anche sui ricorsi degli altri imputati: Frank Agrama, Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano.
La difesa di Berlusconi ha chiesto l'annullamento della sentenza. Queste le parole dell'avvocato Franco Coppi: "Il fatto così come prospettato in mancanza di una violazione di una specifica norma antielusiva non è reato, è penalmente irrilevante". "Nessuna prova è stata raccolta - ha aggiunto l'avvocato - su ingerenze di Berlusconi nella gestione di Mediaset dal '95 ad oggi". "Tutta la sentenza d'appello - ha sottolineato Coppi - muove da un pregiudizio". "Il pregiudizio - ha spiegato il legale - è che ci sia un meccanismo truffaldino ideato negli anni '80; che sia stato ideato da Berlusconi". In subordine il difensore del Cavaliere ha invocato la rimodulazione del reato di frode fiscale in "dichiarazione fraudolenta per uso di fatture" o in uno ancora meno grave: "dichiarazione infedele dei redditi".
Sulla stessa linea Niccolò Ghedini, intervenuto prima di Coppi: "Manca nel tessuto della sentenza - ha evidenziato il difensore storico dell'ex premier - un elemento probatorio che Berlusconi possa aver partecipato al reato proprio".
La procura generale dopo aver definito Berlusconi "l'ideatore del meccanismo delle frode fiscali", aveva chiesto il rigetto dei ricorsi delle difese degli imputati (e quindi la conferma delle condanne). Da ricalcolare invece l'interdizione dai pubblici uffici, che secondo il sostituto procuratore Antonello Mura deve essere ridotta da 5 a 3 anni.
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