ROMA - Istruttoria avviata e prossima convocazione per il 9 settembre. E' quanto ha deciso, nella riunione di questa sera, la Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, in merito alla procedura di incadidabilità per Silvio Berlusconi, dopo la sentenza Mediaset. All'ex premier sono stati concessi venti giorni per esercitare il diritto di difesa e potrebbe essere ascoltato nella prossima seduta, dopo la pausa estiva. Nella stessa occasione il relatore Andrea Augello presenterà la sua relazione e due proposte alla Giunta: una sull'intervenuta incandidabilità e un'altra sulla questione dell'ineleggibilità che era stata già avviata.
Prevale quindi la linea del presidente Dario Stefano: "Tutti hanno condiviso la mia scelta di dare immediato avvio alla procedura di incandidabilità - ha spiegato -, dando seguito alla norma" contenuta nella legge Severino del 2012 "che impone di intervenire immediatamente" in caso di sentenza di condanna definitiva a carico di un parlamentare (nel caso di Berlusconi, la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale).
"La legge anti corruzione è chiara - ha detto il senatore del Pd Felice Casson - e c'è una sentenza bisogna rispettare sia la legge che la sentenza".
Sulla stessa linea anche il collega M5S, Mario Giarrusso: "L'articolo tre del decreto Severino prevede che la questione della decadenza deve essere discussa immediatamente", ha detto l'esponente grillino.
"Il verdetto, comunque, mi pare scontato - ha detto Benedetto Della Vedova - perché i termini della legge sono chiari: serve solo una presa d'atto".
Prevale quindi la linea del presidente Dario Stefano: "Tutti hanno condiviso la mia scelta di dare immediato avvio alla procedura di incandidabilità - ha spiegato -, dando seguito alla norma" contenuta nella legge Severino del 2012 "che impone di intervenire immediatamente" in caso di sentenza di condanna definitiva a carico di un parlamentare (nel caso di Berlusconi, la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale).
"La legge anti corruzione è chiara - ha detto il senatore del Pd Felice Casson - e c'è una sentenza bisogna rispettare sia la legge che la sentenza".
Sulla stessa linea anche il collega M5S, Mario Giarrusso: "L'articolo tre del decreto Severino prevede che la questione della decadenza deve essere discussa immediatamente", ha detto l'esponente grillino.
"Il verdetto, comunque, mi pare scontato - ha detto Benedetto Della Vedova - perché i termini della legge sono chiari: serve solo una presa d'atto".