ROMA - La questione dell'agibilità politica di Silvio Berlusconi mantiene alta la tensione all'interno della maggioranza. La linea del partito democratico è ferma sull'escludere interventi ad personam per il Cavaliere. Un atteggiamento che non piace al Pdl: "Rispetto per gli alleati o il governo rischia", replicano i berlusconiani. Ma Enrico Letta tira dritto e prova a mettere l'esecutivo al sicuro. "Polemiche? Governo va avanti determinatissimo - spiega il premier in mattinata dopo il Consiglio dei ministri -. Lo è anche Alfano, saremo qui a rotazione anche la prossima settimana. L'esecutivo non va in vacanza". E annuncia per il 23 agosto una riunione dell'esecutivo.
"PD UNITO O CROLLA TUTTO" - In serata, poi, intervendo alla direzione del Partito democratico rivolge un appello direttamente al suo partito: "Alternativa vorrebbe dire elezioni subito - ha spiegato Letta - e con questa legge elettorale necessità di nuove larghe intese". Ecco perché secondo il presidente del Consiglio l'azione del governo deve continuare. "I segnali" di ripresa dell'Economia" ci sono in Ue e in Italia", ma sono segnali "timidi" che "hanno bisogno di politiche determinate", ha sottolineato Letta. Sento una "responsabilità forte sulle mie spalle. Non mi farò distrarre", dobbiamo "tornare all'agibilità politica", ma "se viene meno l'unità del Pd in questo momento di sfilacciamento, il sistema rischia di venir giù. L'Italia può farcela. Dipende da noi".
"GOVERNO DEVE CONTINUARE" - Prima di lui era intervenuto il segretario Guglielmo Epifani: "Abbiamo aspettato la sentenza della Cassazione senza speculazioni di parte. Abbiamo detto poi con onestà tutte le cose che andavano dette: le sentenze si rispettano e si applicano". Nessuna eccezione per Berlusconi, è il messaggio. "Non si può contrapporre la legittimazione data dalla rappresentanza politica al principio di legalità, e così superare il rispetto che si deve alla divisione dei poteri". Non è comunque in discussione il sostegno democratico all'esecutivo: "Il Governo può e deve continuare la sua opera - ha aggiunto Epifani - senza fibrillazioni né logoramenti, con quello spirito di servizio al paese che è la sua cifra più vera".
Sulla stessa linea si era espresso anche Stefano Fassina, dai microfoni di SkyTg24: "Il Pdl non può aspettarsi dal Pd un sostegno per interventi ad personam", che sono "fuori dal perimetro costituzionale e sarebbero fuori dal perimetro delle nostre leggi". Non sono certo i democratici, secondo il viceministro all'Economia, a mettere a rischio la tenuta dell'esecutivo. "È il Pdl - rilancia - che deve dire se ha cambiato idea rispetto al programma del governo Letta".
Contrario a qualsiasi ritardo sulla procedura di decadenza per il Cavaliere Pippo Civati. "Troppe cose sono già state rinviate e non è il caso riviare anche la presa d'atto delle conseguenze legate alla sentenza della Cassazione", scrive il deputato sul suo blog". Come lui anche Laura Puppato che, ai microfoni di Radio1Rai, sottolinea: "Berlusconi non è solo ineleggibile, ma anche incandidabile e lo è in base a una legge".
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Non si spegne però il malumore del Pdl, ancora critico con Epifani. "Sta innescando - rileva Fabrizio Cicchitto - una serie di azioni e reazioni che possono facilmente portare la situazione in un vicolo cieco. Ci auguriamo che dalla riunione della direzione di oggi del Pd, venga un messaggio di responsabilità e di tenuta del governo, il che implica anche il rispetto per le altre forze politiche che fanno parte della maggioranza". Il rischio, continua Cicchitto, è che "come un grappolo di ciliegie, tutto si sgrani: dall'attacco a Berlusconi, alla tenuta del governo, a quella della stessa legislatura, con il conseguente blocco sia della politica economica sia delle riforme istituzionali, con l'unica eccezione di modifiche alla legge elettorale che vanno comunque fatte".
Cicchitto non è l'unico a prevedere complicazioni per il governo. "Ho l'impressione che la discesa sia inarrestabile. Credo sia impossibile ormai procedere e mi dispiace perché il Paese vorrebbe da noi un ennesimo atto di responsabilità per entrare in una fase di ripresa. Ma se le interviste sono quelle che vediamo, se le battute sono quelle che sentiamo, l'unico esito possibile è quello di andare a votare", ha detto Paolo Romani, senatore Pdl, ospite di 'Agorà estate' su Raitre.
Interviene contro i democratici anche il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani: "Se il Pd ha deciso di staccare la spina al governo, cessi le provocazioni e lo dica chiaramente, se ne assumerà le responsabilità davanti agli italiani", ha detto parlando al Tg2 .
Mentre il capogruppo azzurro Renato Brunetta replica direttamente a Fassina: "Gli insulti non si addicono al ruolo che ricopre. Se vuole lasciarsi andare a prese di posizione di parte - sottolinea il presidente dei deputati del Pdl -, abbia il buon senso e il buon gusto di tornare a fare il responsabile economico del Partito democratico, o, se preferisce, il candidato alla segreteria del Pd".
CASO ESPOSITO IL 5 SETTEMBRE AL CSM - Intanto il Csm accelera sul caso di Antonio Esposito, il presidente del collegio della Cassazione che ha emesso la sentenza Mediaset. Dopo la contestata intervista al "Mattino" e l'apertura di un fascicolo sul magistrato, è stata convocata per il 5 settembre, una seduta straordinaria della Prima Commissione, che dovrà trattare la pratica.
"PD UNITO O CROLLA TUTTO" - In serata, poi, intervendo alla direzione del Partito democratico rivolge un appello direttamente al suo partito: "Alternativa vorrebbe dire elezioni subito - ha spiegato Letta - e con questa legge elettorale necessità di nuove larghe intese". Ecco perché secondo il presidente del Consiglio l'azione del governo deve continuare. "I segnali" di ripresa dell'Economia" ci sono in Ue e in Italia", ma sono segnali "timidi" che "hanno bisogno di politiche determinate", ha sottolineato Letta. Sento una "responsabilità forte sulle mie spalle. Non mi farò distrarre", dobbiamo "tornare all'agibilità politica", ma "se viene meno l'unità del Pd in questo momento di sfilacciamento, il sistema rischia di venir giù. L'Italia può farcela. Dipende da noi".
"GOVERNO DEVE CONTINUARE" - Prima di lui era intervenuto il segretario Guglielmo Epifani: "Abbiamo aspettato la sentenza della Cassazione senza speculazioni di parte. Abbiamo detto poi con onestà tutte le cose che andavano dette: le sentenze si rispettano e si applicano". Nessuna eccezione per Berlusconi, è il messaggio. "Non si può contrapporre la legittimazione data dalla rappresentanza politica al principio di legalità, e così superare il rispetto che si deve alla divisione dei poteri". Non è comunque in discussione il sostegno democratico all'esecutivo: "Il Governo può e deve continuare la sua opera - ha aggiunto Epifani - senza fibrillazioni né logoramenti, con quello spirito di servizio al paese che è la sua cifra più vera".
Sulla stessa linea si era espresso anche Stefano Fassina, dai microfoni di SkyTg24: "Il Pdl non può aspettarsi dal Pd un sostegno per interventi ad personam", che sono "fuori dal perimetro costituzionale e sarebbero fuori dal perimetro delle nostre leggi". Non sono certo i democratici, secondo il viceministro all'Economia, a mettere a rischio la tenuta dell'esecutivo. "È il Pdl - rilancia - che deve dire se ha cambiato idea rispetto al programma del governo Letta".
Contrario a qualsiasi ritardo sulla procedura di decadenza per il Cavaliere Pippo Civati. "Troppe cose sono già state rinviate e non è il caso riviare anche la presa d'atto delle conseguenze legate alla sentenza della Cassazione", scrive il deputato sul suo blog". Come lui anche Laura Puppato che, ai microfoni di Radio1Rai, sottolinea: "Berlusconi non è solo ineleggibile, ma anche incandidabile e lo è in base a una legge".
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Non si spegne però il malumore del Pdl, ancora critico con Epifani. "Sta innescando - rileva Fabrizio Cicchitto - una serie di azioni e reazioni che possono facilmente portare la situazione in un vicolo cieco. Ci auguriamo che dalla riunione della direzione di oggi del Pd, venga un messaggio di responsabilità e di tenuta del governo, il che implica anche il rispetto per le altre forze politiche che fanno parte della maggioranza". Il rischio, continua Cicchitto, è che "come un grappolo di ciliegie, tutto si sgrani: dall'attacco a Berlusconi, alla tenuta del governo, a quella della stessa legislatura, con il conseguente blocco sia della politica economica sia delle riforme istituzionali, con l'unica eccezione di modifiche alla legge elettorale che vanno comunque fatte".
Cicchitto non è l'unico a prevedere complicazioni per il governo. "Ho l'impressione che la discesa sia inarrestabile. Credo sia impossibile ormai procedere e mi dispiace perché il Paese vorrebbe da noi un ennesimo atto di responsabilità per entrare in una fase di ripresa. Ma se le interviste sono quelle che vediamo, se le battute sono quelle che sentiamo, l'unico esito possibile è quello di andare a votare", ha detto Paolo Romani, senatore Pdl, ospite di 'Agorà estate' su Raitre.
Interviene contro i democratici anche il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani: "Se il Pd ha deciso di staccare la spina al governo, cessi le provocazioni e lo dica chiaramente, se ne assumerà le responsabilità davanti agli italiani", ha detto parlando al Tg2 .
Mentre il capogruppo azzurro Renato Brunetta replica direttamente a Fassina: "Gli insulti non si addicono al ruolo che ricopre. Se vuole lasciarsi andare a prese di posizione di parte - sottolinea il presidente dei deputati del Pdl -, abbia il buon senso e il buon gusto di tornare a fare il responsabile economico del Partito democratico, o, se preferisce, il candidato alla segreteria del Pd".
CASO ESPOSITO IL 5 SETTEMBRE AL CSM - Intanto il Csm accelera sul caso di Antonio Esposito, il presidente del collegio della Cassazione che ha emesso la sentenza Mediaset. Dopo la contestata intervista al "Mattino" e l'apertura di un fascicolo sul magistrato, è stata convocata per il 5 settembre, una seduta straordinaria della Prima Commissione, che dovrà trattare la pratica.