Politica

LA STABILITA' DEL GOVERNO

Paolo Romani
"Nessuna trattativa sull'Imu
Letta trovi i soldi per l'abolizione"

L'ex ministro dello Sviluppo attacca: "L'accordo era quello e va rispettato. Ora Saccomanni smetta di fare il centro studi ed esamini le nostre proposte"

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ROMA  -  Il presidente del Consiglio dice che se cade il governo, gli italiani pagheranno l'Imu a settembre. Cosa ne pensa senatore Romani?
"Penso che queste stesse cose dovrebbe ripeterle al suo ministro del Tesoro, così impegnato a fare il centro studi e preparare dossier di oltre cento pagine, anziché abolire l'Imu sulla prima casa per tutti, così come era negli accordi di programma. Ma su questo punto per noi non ci sono opzioni secondarie".

Sta dicendo che escludete margini di accordo possibili?
"Esatto. Sull'Imu non esistono spiragli di trattativa. D'altronde il presidente Letta aveva promesso l'eliminazione dell'imposta in Parlamento, non ci siamo inventati nulla. Ecco, anziché dire che se cade il governo gli italiani verseranno l'Imu, trovi le risorse per cancellarla".

In realtà, Letta nel suo discorso inaugurale alla Camera del 29 aprile scorso parlava di "superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa", non di eliminare.
"È solo un'allocuzione simile all'abolizione. Altrimenti non avremmo rimandato la prima rata. Non possiamo prendere in giro gli italiani".

La prima rata è stata rimandata "per dare tempo a governo e Parlamento di elaborare insieme una riforma complessiva", diceva Letta. Non state ai patti?

"Il patto era di abolire l'Imu. La frase non può essere interpretata in nessun un altro modo. Per noi è un punto dirimente".

Ne fate una questione di bandiera...

"Avevamo un programma elettorale chiaro: eliminare l'-I-mu. Abbiamo accettato che ci fossero verifiche su questo punto. Ma sono passati più di centogiorni. E intanto abbiamo registrato 6 miliardi in più di entrate fiscali. La prima casa ne vale 4".

Ma gran parte di quel tesoretto si deve proprio all'Imu...

"Certo. Ma esistono anche altre coperture. Le nostre proposte a Saccomanni non sempre hanno trovato orecchie attente. Il ministro del Tesoro non può limitarsi a fare il centro studi".

Lo trova inadeguato?

"Non esprimo giudizi sulla persona. So cosa significa fare il ministro. E dietro Saccomanni c'è una struttura gigantesca, non opera da solo".

Colpa della Ragioneria che lo condiziona?
"Della burocrazia, direi. Il Tesoro salvaguarda i conti pubblici, ma a volte privilegia gli aspetti fiscali e non la crescita".

Non le piace nessuna delle ipotesi del dossier Saccomanni?

"Non ci piace l'esenzione selettiva. Non ci piace agganciare
l'Imu ai redditi. Non ci piace darla ai Comuni".

Neanche ai Comuni? Un tempo eravate per il federalismo fiscale.

"Non è una risposta per la prima abitazione. Prima aboliamo l'Imu sulle prime case, quest'anno e per sempre. E poi ragioniamo sul resto. E cioè su tutte le tasse che gravano sul mattone".

Dove si trovano i soldi per eliminare per sempre l'Imu?
"Attaccando il debito pubblico. Facendo una spending review seria. Sfoltendo i 34 miliardi di incentivi alle imprese. Ho l'impressione che su questi temi ci siano ritardi. I ministri economici non hanno la volontà o la forza di occuparsene. E sostituiscono tasse con altre tasse".

Saccomanni sostiene che la cancellazione per tutti favorisce i redditi alti e impedisce di tagliare le tasse sul lavoro. Cosa ne pensa?
"Andiamo a vedere la disoccupazione nel mercato immobiliare. Una botta drammatica! E invece quand le bâtiment va, tous va, se risolleviamo il settore edile, tutto riparte".
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