REGGIO CALABRIA - "Sulla rivisitazione della legge Bossi-Fini ci sono diverse aperture da parte di diversi gruppi politici per andare verso una riforma". Lo ha detto il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge a margine di un'iniziativa a Reggio Calabria. "Credo che questa legge vada rivista perché noi dobbiamo avere un approccio basato sulla persona", ha aggiunto.
Le aperture di cui ha parlato il ministro sono quelle della portavoce del gruppo Pdl alla Camera Mara Carfagna, secondo la quale "è giunto il momento di avviare una seria riflessione sulla legge Bossi-Fini e, più in generale, la disciplina che regola l'immigrazione" perché "la sola repressione è un costo sociale troppo elevato da sostenere nei confronti di chi fugge dalla disperazione". Nel ragionamento di Carfagna, l'Italia deve "inviare questo segnale all'Europa, indicare la via da seguire, che di certo non è quella del rifiuto. La negazione genera sempre odio. E l'odio è il germe della violenza". Parole che hanno suscitato più di una critica di parte di altri esponenti del Pdl. E alle critiche Carfagna ha risposto con un tweet: "Chi ha paura del cambiamento vuole una società chiusa. Dobbiamo provare a dominare i cambiamenti, mai subirli a causa delle ideologie".
Tra i dirigenti del Pdl che si oppongono a qualsiasi revisione della Bossi-Fini c'è Stefania Prestigiacomo: "E' una buona legge - ha detto in un'intervista a Repubblica - ed è all'Europa che bisogna guardare per l'emergenza immigrazione. Le cose vanno cambiate ma a livello europeo. Bisognerebbe alzare la voce perché intervenga l'Europa ed attivare i contatti diplomatici. L'Italia non può essere lasciata sola anche se è un Paese molto generoso". E poi Maurizio Gasparri, che minaccia: "Cade il governo, se cambia la Bossi-Fini".
A queste obiezioni, Kyenge ha replicato sottolineando che "il percorso si fa anche con chi la pensa diversamente e quindi ci sarà la possibilità di sedersi tutti allo stesso tavolo dove ognuno di noi può dire la sua e dove, come per il percorso che è stato avviato per la cittadinanza che felicemente sta andando avanti mettendo a confronto tutte le opinioni e tutte le forze politiche".
Il ministro, a Reggio Calabria per la prima tappa di una visita di tre giorni nella regione, ha anche liquidato gli attacchi del vicesegretario della Lega Nord Matteo Salvini che ieri l'aveva "mandata" via Facebook "a fare la ministra in Egitto". "Sicuramente Salvini in questo momento non è nei miei pensieri", ha tagliato corto Kyenge.
Le aperture di cui ha parlato il ministro sono quelle della portavoce del gruppo Pdl alla Camera Mara Carfagna, secondo la quale "è giunto il momento di avviare una seria riflessione sulla legge Bossi-Fini e, più in generale, la disciplina che regola l'immigrazione" perché "la sola repressione è un costo sociale troppo elevato da sostenere nei confronti di chi fugge dalla disperazione". Nel ragionamento di Carfagna, l'Italia deve "inviare questo segnale all'Europa, indicare la via da seguire, che di certo non è quella del rifiuto. La negazione genera sempre odio. E l'odio è il germe della violenza". Parole che hanno suscitato più di una critica di parte di altri esponenti del Pdl. E alle critiche Carfagna ha risposto con un tweet: "Chi ha paura del cambiamento vuole una società chiusa. Dobbiamo provare a dominare i cambiamenti, mai subirli a causa delle ideologie".
Tra i dirigenti del Pdl che si oppongono a qualsiasi revisione della Bossi-Fini c'è Stefania Prestigiacomo: "E' una buona legge - ha detto in un'intervista a Repubblica - ed è all'Europa che bisogna guardare per l'emergenza immigrazione. Le cose vanno cambiate ma a livello europeo. Bisognerebbe alzare la voce perché intervenga l'Europa ed attivare i contatti diplomatici. L'Italia non può essere lasciata sola anche se è un Paese molto generoso". E poi Maurizio Gasparri, che minaccia: "Cade il governo, se cambia la Bossi-Fini".
A queste obiezioni, Kyenge ha replicato sottolineando che "il percorso si fa anche con chi la pensa diversamente e quindi ci sarà la possibilità di sedersi tutti allo stesso tavolo dove ognuno di noi può dire la sua e dove, come per il percorso che è stato avviato per la cittadinanza che felicemente sta andando avanti mettendo a confronto tutte le opinioni e tutte le forze politiche".
Il ministro, a Reggio Calabria per la prima tappa di una visita di tre giorni nella regione, ha anche liquidato gli attacchi del vicesegretario della Lega Nord Matteo Salvini che ieri l'aveva "mandata" via Facebook "a fare la ministra in Egitto". "Sicuramente Salvini in questo momento non è nei miei pensieri", ha tagliato corto Kyenge.