ROMA - Enrico Letta non pensa ancora al peggio. E' convinto che alla fine Berlusconi non arriverà a far cadere il governo. Ma si prepara comunque all'eventualità di uno strappo del Cavaliere. In realtà è tutto il Partito democratico a risentire dei venti di crisi. Con le correnti che prendono posizione in vista di un possibile duello per la premiership tra Renzi e lo stesso Letta. Una sfida che avrebbe, tra le conseguenze, anche il congelamento del congresso Pd. La battaglia per la segreteria sarebbe sostituita da quella per guida di Palazzo Chigi. In tal caso, Guglielmo Epifani resterebbe al suo posto fino a dopo il voto.
Il clima, tra esponenti della segreteria e renziani, si è già fatto più caldo. Davide Zoggia, bersaniano e responsabile organizzazione del partito, dice che - se il governo dovesse cadere - il pd potrebbe schierare come premier anche Enrico Letta. Ecco le parole di Zoggia: "Le primarie? Si faranno, se i tempi lo consentiranno. Noi fino adesso abbiamo lavorato affinchè si elegga principalmente un segretario del partito, perchè c'è bisogno di ricostruire, ma se dovesse precipitare la situazione la scelta più che verso un segretario sarà verso un candidato premier. Personalmente mi pare che Enrico Letta abbia davvero presentato una statura anche internazionale che va tenuta in grandissima considerazione. Credo che, per quella data, la situazione politica sarà molto più chiara e lì si valuterà cosa è più opportuno fare". Un'ipotesi che fa insorgere i renziani. Il numero due del sindaco, Dario Nardella, è categorico. "E' una visione autoritaria del pd. Per il bene di tutti Zoggia smentisca". E ancora: "Un'idea cosi autoritaria e autoreferenziale che, se non smentita, potrebbe innescare una spirale suicida per il Partito democratico".
A surriscaldare il clima contribuisce anche quanto detto da Massimo D'Alema durante una festa dell'Unità in Umbria. "Letta è solo un leader di transizione, per il futuro immagino Renzi a palazzo Chigi e Cuperlo alla segreteria". Parole che certo non saranno piaciute all'attuale premier. Insomma, la compattezza mostrata dal Pd sulla decadenza di Berlusconi potrebbe lasciare presto il posto a nuove guerre interne.
Il clima, tra esponenti della segreteria e renziani, si è già fatto più caldo. Davide Zoggia, bersaniano e responsabile organizzazione del partito, dice che - se il governo dovesse cadere - il pd potrebbe schierare come premier anche Enrico Letta. Ecco le parole di Zoggia: "Le primarie? Si faranno, se i tempi lo consentiranno. Noi fino adesso abbiamo lavorato affinchè si elegga principalmente un segretario del partito, perchè c'è bisogno di ricostruire, ma se dovesse precipitare la situazione la scelta più che verso un segretario sarà verso un candidato premier. Personalmente mi pare che Enrico Letta abbia davvero presentato una statura anche internazionale che va tenuta in grandissima considerazione. Credo che, per quella data, la situazione politica sarà molto più chiara e lì si valuterà cosa è più opportuno fare". Un'ipotesi che fa insorgere i renziani. Il numero due del sindaco, Dario Nardella, è categorico. "E' una visione autoritaria del pd. Per il bene di tutti Zoggia smentisca". E ancora: "Un'idea cosi autoritaria e autoreferenziale che, se non smentita, potrebbe innescare una spirale suicida per il Partito democratico".
A surriscaldare il clima contribuisce anche quanto detto da Massimo D'Alema durante una festa dell'Unità in Umbria. "Letta è solo un leader di transizione, per il futuro immagino Renzi a palazzo Chigi e Cuperlo alla segreteria". Parole che certo non saranno piaciute all'attuale premier. Insomma, la compattezza mostrata dal Pd sulla decadenza di Berlusconi potrebbe lasciare presto il posto a nuove guerre interne.