Politica

Berlusconi, Pd frena su ipotesi Violante
Zoggia: "Contano le parole di Epifani"

Anche Zanda ridimensiona l'opinione dell'ex presidente della Camera: "Solo una riflessione. Segretario è stato chiaro". Reazione di Gasparri: "Ecco la decodifica della guardia rossa". Nota della Sir: "No a campagna elettorale pro-contro Berlusconi"

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ROMA - "Mi sembra una riflessione, aperture non ne vedo". Luigi Zanda gela il Pdl sull'ipotesi evocata da Luciano Violante. Ovvero la possibilità per la Giunta delle elezioni del Senato di sollevare l'eccezione di costituzionalità sulla legge Severino, di fronte alla Consulta, nel procedimento sull'incandidabilità di Silvio Berlusconi. Parole che in casa Pdl erano state recepite come un'apertura alle ragioni del Cavaliere. E sulle quali pone il freno il presidente dei senatori democratici.

Gli fa eco Davide Zoggia: "Tutte le opinioni sono autorevoli, ma in questo caso siamo una forza politica - chiarisce il responsabile organizzazione dei democratici - ed è evidente che le parole pronunciate dal nostro segretario sono parole a cui dobbiamo non solo attenerci, ma riconoscerle come nostre". Un richiamo all'orientamento di Epifani, che ha più volte ribadito che le sentenze vanno rispettate.
Il segretario interviene, invece, direttamente sulle voci di una possibile campagna acquisti per sostenere il governo. "Non stiamo valutando nessuna nuova maggioranza", taglia corto Epifani. "Il governo non rischia se fa le cose fatte bene per il Paese e se tutti usano la testa. Stiamo cercando di fare le cose che il paese chiede", ha aggunto, riferendosi alla questione Imu su cui il Pd ha fatto sapere che non accetterà ultimatum.

La chiusura dei democratici suscita la reazione di Maurizio Gasparri. "Zanda nel ruolo di guardia rossa della rivoluzione si erge a interprete autentico del pensiero di Violante - attacca il vicepresidente del Senato -, che non credo avverta il bisogno di cotanto decodificatore. La verità è che i veri fautori dello scontro totale sono alcuni gruppi editoriali che danno ordini a larghi settori del Pd che, privi di autonomia intellettuale, eseguono puntuali gli ordini".

Vescovi: no a campagna pro-contro Berlusconi.
"Una campagna elettorale vissuta come un'ordalia su Berlusconi sarebbe insopportabile per il Paese e ci metterebbe in un angolo nell'Europa democratica". E' l'allarme lanciato in una nota della Sir, l'agenzia di stampa promossa dalla Cei. "Il solo pensiero di poter vedere il proprio singolo voto libero piegato in un senso o nell'altro, colpevole-innocente, fa rabbrividire. Anzi, ci inorridisce e ci indigna", scrive il direttore Domenico Delle Foglie.
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