ROMA - "C'è un caso della democrazia in Italia: se qualcuno pensasse di eliminare il leader del primo partito italiano, ovvero il sottoscritto, e questo venisse fatto sulla base di una sentenza allucinante e fondata sul nulla ci ritroveremmo in presenza di una ferita profonda e inaccettabile per la democrazia". Silvio Berlusconi interviene a Studio Aperto, e dopo la tregua tra le forze della maggioranza siglata con l'Imu, torna a mettere la sua "agibilità politica" al centro della scena e delle prospettive di governo.
Quella della Cassazione su Mediaset, "è una sentenza con una motivazione inesistente" e si presenta solo come "un collage delle precedenti decisioni", ripetono i legali del Cavaliere Niccolò Ghedini, Piero Longo e Franco Coppi, definendo la decisione "del tutto fuorviante e totalmente sconnessa dalla realtà dei fatti".
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La Cassazione nelle motivazioni della sentenza Mediaset, depositate questa mattina ha scritto che "Silvio Berlusconi fu "l'ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo".
Pdl all'attacco dei giudici. "Eravamo convinti che secondo la legge la corte di Cassazione non fosse giudice di merito ma di legittimità. A leggere le motivazioni viene da pensare che negli ultimi anni qualcuno abbia cambiato le norme, perché emerge una sentenza nella quale i giudici parlano di fatti e non di regole del processo", afferma in una nota Luca D'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera. "Verdetti come questo, motivazioni come questa, non solo si criticano ma - conclude - non si possono rispettare. Perché i primi a non rispettare certi comportamenti sono proprio coloro che dovrebbero essere e apparire imparziali. E che tali, alla luce dei fatti, non sono".
Una motivazione "stupefacente", sostiene Fabrizio Cicchitto. "Inaugura un nuovo modo di giudicare della Cassazione: essa non si è pronunciata sulla legittimità, ma sul merito. E anche sul merito si produce in un esercizio di alta acrobazia che si conclude con un bel tonfo. Il dottor Esposito - dichiara - non indica chi nella circostanza specifica ha operato l'evasione fiscale, ma condanna Berlusconi per avere inventato anni prima il meccanismo, cosa peraltro tutt'altro che provata. Di conseguenza - conclude Cicchitto - la motivazione della sentenza è coerente anziché con un costrutto di tipo giuridico con un teorema squisitamente politico".
Sulla stessa linea Daniela Santanché: "Giustizia record per Silvio Berlusconi. Paradossalmente, potremmo dire che se Esposito avesse aspettato qualche giorno a fare quella intervista telefonica sarebbe addirittura potuto arrivare dopo la deposizione delle motivazioni. La giustizia in Italia - continua - è un qualcosa che si piega alle esigenze politiche del momento. E' urgente una riforma, cosi come è necessario che la giunta per le elezioni non si trasformi nella mutilazione definitiva della democrazia".
Il premier non teme per il governo. Ma le ripercussioni delle vicende giudiziarie del Cavaliere non preoccupano, però, Enrico Letta. La decadenza di Berlusconi non inciderà sulla vita del governo - afferma il presidente del Consiglio in un'intervista a Radio1. "Non ho mai temuto su questo e non temo a maggior ragione adesso che il governo dipenda da sentenze giudiziarie - ha aggiunto il premier - perché gli italiani hanno bisogno di risposte e di concretezze". Un'iniezione di fiducia dopo il via libera del governo alla cancellazione dell'Imu. Un provvedimento, per il quale Letta ribadisce la propria soddisfazione, nonostante la prudenza dell'Ue.
E che restituisce ottimismo per il futuro dell'esecutivo. "A me sembra, al di là del governo più forte o più debole e del chiacchiericcio politico che non mi interessa - ha sottolineato il premier -, che il governo abbia varato misure importanti da cui l'Italia può trovare grande giovamento". Ecco perché passa in secondo piano la preoccupazione per quanto delibererà la Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, nella riunione del 9 settembre: "E' una decisione che riguarda la Giunta - precisa Letta -, ho sempre separato le due questioni e intendo continuare a farlo".
Pd, nessun rinvio sulla Giunta. "Non è fondata sul nulla, ma parla di un reato particolarmente pesante e particolarmente grave se fatto da un esponente politico" dichiara il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, che aggiunge "confermo quello che ho detto, per noi la giustizia deve essere uguale per tutti, le sentenze si rispettano e si applicano. La giunta si riunirà e deciderà, la legge Severino non mi sembra in nulla e per nulla incostituzionale".
Le motivazioni sulla sentenza Mediaset "sono chiarissime e non lasciano spazio ad alcuna libera interpretazione, giustificando in pieno la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale di Silvio Berlusconi": così Danilo Leva responsabile Giustizia Pd. Ora - aggiunge - la Giunta deve "applicare la legge, non sono previsti tempi supplementari". Sul punto però il botta e risposta tra Pd e Pdl non si ferma. "Continuo a leggere dichiarazioni di esponenti del Pdl che minacciano rotture nel caso la Giunta arrivasse al voto sulla decadenza di Berlusconi in tempi brevi - dice Luigi Zanda -. Io penso che sia ora di smettere di lanciare ultimatum e di fare pressioni sull'organismo del Senato e sui suoi membri". "Quello che so è che come Pd non forzeremo sulla scadenza del voto con accelerazioni artificiali ma non consentiremo nemmeno una dilatazione immotivata o strumentale dei tempi",aggiunge il presidente dei senatori del Pd.
"Rifletteremo senza pregiudizi. A nostro avviso le condizioni" per un ricorso alla Consulta "non ci sono, riteniamo che la legge Severino possa essere applicata e debba essere applicata", ha ribadito il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina.
M5S, governo sotto ricatto. Il Movimento 5 stelle "non solo non ha dubbi ma dice che Berlusconi va assicurato alla giustizia", però "questo governo è sotto ricatto. Altro che Imu e rilancio dell'economia. La vera partita è sull'incandidabilità di Berlusconi", ha detto la deputata Carla Ruocco. "Come può un cittadino comune vedere che il Paese è fermo davanti a un singolo? Il governo è alla frutta - ha concluso - è interessato a tutt'altro, di certo non al rilancio dell'economia". Per quel che riguarda il voto in Giunta si esprime il senatore Mario Giarrusso, "No a qualsiasi dilazione e sì alla dichiarazione immediata di decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare".
Quella della Cassazione su Mediaset, "è una sentenza con una motivazione inesistente" e si presenta solo come "un collage delle precedenti decisioni", ripetono i legali del Cavaliere Niccolò Ghedini, Piero Longo e Franco Coppi, definendo la decisione "del tutto fuorviante e totalmente sconnessa dalla realtà dei fatti".
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La Cassazione nelle motivazioni della sentenza Mediaset, depositate questa mattina ha scritto che "Silvio Berlusconi fu "l'ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo".
Pdl all'attacco dei giudici. "Eravamo convinti che secondo la legge la corte di Cassazione non fosse giudice di merito ma di legittimità. A leggere le motivazioni viene da pensare che negli ultimi anni qualcuno abbia cambiato le norme, perché emerge una sentenza nella quale i giudici parlano di fatti e non di regole del processo", afferma in una nota Luca D'Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera. "Verdetti come questo, motivazioni come questa, non solo si criticano ma - conclude - non si possono rispettare. Perché i primi a non rispettare certi comportamenti sono proprio coloro che dovrebbero essere e apparire imparziali. E che tali, alla luce dei fatti, non sono".
Una motivazione "stupefacente", sostiene Fabrizio Cicchitto. "Inaugura un nuovo modo di giudicare della Cassazione: essa non si è pronunciata sulla legittimità, ma sul merito. E anche sul merito si produce in un esercizio di alta acrobazia che si conclude con un bel tonfo. Il dottor Esposito - dichiara - non indica chi nella circostanza specifica ha operato l'evasione fiscale, ma condanna Berlusconi per avere inventato anni prima il meccanismo, cosa peraltro tutt'altro che provata. Di conseguenza - conclude Cicchitto - la motivazione della sentenza è coerente anziché con un costrutto di tipo giuridico con un teorema squisitamente politico".
Sulla stessa linea Daniela Santanché: "Giustizia record per Silvio Berlusconi. Paradossalmente, potremmo dire che se Esposito avesse aspettato qualche giorno a fare quella intervista telefonica sarebbe addirittura potuto arrivare dopo la deposizione delle motivazioni. La giustizia in Italia - continua - è un qualcosa che si piega alle esigenze politiche del momento. E' urgente una riforma, cosi come è necessario che la giunta per le elezioni non si trasformi nella mutilazione definitiva della democrazia".
Il premier non teme per il governo. Ma le ripercussioni delle vicende giudiziarie del Cavaliere non preoccupano, però, Enrico Letta. La decadenza di Berlusconi non inciderà sulla vita del governo - afferma il presidente del Consiglio in un'intervista a Radio1. "Non ho mai temuto su questo e non temo a maggior ragione adesso che il governo dipenda da sentenze giudiziarie - ha aggiunto il premier - perché gli italiani hanno bisogno di risposte e di concretezze". Un'iniezione di fiducia dopo il via libera del governo alla cancellazione dell'Imu. Un provvedimento, per il quale Letta ribadisce la propria soddisfazione, nonostante la prudenza dell'Ue.
E che restituisce ottimismo per il futuro dell'esecutivo. "A me sembra, al di là del governo più forte o più debole e del chiacchiericcio politico che non mi interessa - ha sottolineato il premier -, che il governo abbia varato misure importanti da cui l'Italia può trovare grande giovamento". Ecco perché passa in secondo piano la preoccupazione per quanto delibererà la Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, nella riunione del 9 settembre: "E' una decisione che riguarda la Giunta - precisa Letta -, ho sempre separato le due questioni e intendo continuare a farlo".
Pd, nessun rinvio sulla Giunta. "Non è fondata sul nulla, ma parla di un reato particolarmente pesante e particolarmente grave se fatto da un esponente politico" dichiara il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, che aggiunge "confermo quello che ho detto, per noi la giustizia deve essere uguale per tutti, le sentenze si rispettano e si applicano. La giunta si riunirà e deciderà, la legge Severino non mi sembra in nulla e per nulla incostituzionale".
Le motivazioni sulla sentenza Mediaset "sono chiarissime e non lasciano spazio ad alcuna libera interpretazione, giustificando in pieno la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale di Silvio Berlusconi": così Danilo Leva responsabile Giustizia Pd. Ora - aggiunge - la Giunta deve "applicare la legge, non sono previsti tempi supplementari". Sul punto però il botta e risposta tra Pd e Pdl non si ferma. "Continuo a leggere dichiarazioni di esponenti del Pdl che minacciano rotture nel caso la Giunta arrivasse al voto sulla decadenza di Berlusconi in tempi brevi - dice Luigi Zanda -. Io penso che sia ora di smettere di lanciare ultimatum e di fare pressioni sull'organismo del Senato e sui suoi membri". "Quello che so è che come Pd non forzeremo sulla scadenza del voto con accelerazioni artificiali ma non consentiremo nemmeno una dilatazione immotivata o strumentale dei tempi",aggiunge il presidente dei senatori del Pd.
"Rifletteremo senza pregiudizi. A nostro avviso le condizioni" per un ricorso alla Consulta "non ci sono, riteniamo che la legge Severino possa essere applicata e debba essere applicata", ha ribadito il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina.
M5S, governo sotto ricatto. Il Movimento 5 stelle "non solo non ha dubbi ma dice che Berlusconi va assicurato alla giustizia", però "questo governo è sotto ricatto. Altro che Imu e rilancio dell'economia. La vera partita è sull'incandidabilità di Berlusconi", ha detto la deputata Carla Ruocco. "Come può un cittadino comune vedere che il Paese è fermo davanti a un singolo? Il governo è alla frutta - ha concluso - è interessato a tutt'altro, di certo non al rilancio dell'economia". Per quel che riguarda il voto in Giunta si esprime il senatore Mario Giarrusso, "No a qualsiasi dilazione e sì alla dichiarazione immediata di decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare".