ROMA - Trattative sul voto, ipotesi di rinvio. Il Pd dice no. "Il 9 settembre inizia il percorso in giunta al Senato e noi abbiamo detto chiaramente quel che faremo, non c'è nessuna trattativa in corso". Taglia corto Paola de Micheli, vice capogruppo del Pd alla Camera, intervenendo su Rai Radio 1, in merito al voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore. Ed esclude ogni ipotesi circa un'eventuale slittamento a tempo indeterminato della decisione. "Daremo tempo a Berlusconi e ai suoi senatori di presentare le loro opinioni, ma non attenderemo mesi, sarà questione di giorni, massimo di qualche settimana". Sulla possibilità di dimissioni del premier Letta in caso Berlusconi minacciasse la crisi di governo, l'esponente del Pd afferma: "Non sarebbe una novità, sono venti giorni che Berlusconi minaccia la crisi, il tema non c'è, credo invece che il Pdl dovrebbe essere chiaro su quel che farà".
Che la sentenza sia "immediatamente esecutiva e va eseguita" lo spiega poi la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, vice presidente della Giunta per le elezioni di palazzo Madama: "Avendo studiato tutte le carte, il mese di agosto l'ho dedicato a questa grossa questione, anche i pareri che Berlusconi ha mandato sono leggeri, non cambiano la sostanza: lui è un condannato, la sentenza è immediatamente esecutiva e va eseguita", dice Pezzopane. "Le leggi sono leggi e le sentenze sono sentenze, non c'è molto da discutere. Non sarà il 9 settembre? Sarà l'11, o il 15, ma non si può andare molto oltre", chiarisce, senza negare "il diritto di difesa a Silvio Berlusconi, che è assicurato dai tre gradi di giudizio e da un esame supplementare dei pareri 'pro veritate' che lui ha mandato ed eventualmente da un'audizione. Se la chiede - continua la senatrice - si potrà fare ad horas, nei giorni successivi, non dopo 10 mesi. Si chiede di essere auditi perché è urgente e quindi lo audiamo. Fatto anche questo passaggio, la Giunta non potrà che pronunciare la decadenza".
Le strade percorribili dunque per il Cavaliere restano sempre meno. Una delle ipotesi è quella delle sue dimissioni prima del voto in Giunta, l'altra secondo uno dei suoi legali resta quella di una richiesta di clemenza al Capo dello Stato. "Fino adesso non è stata fatta nessuna scelta, né in un senso né nell'altro. Non è stata presentata alcuna domanda di grazia al Capo dello Stato, ma resta una delle ipotesi in campo - spiega l'avvocato di Berlusconi Franco Coppi - con il presidente Berlusconi non ne abbiamo parlato in questi giorni, ma non è escluso che decida in tal senso".
Una domanda è stata comunque presentata dal leader del movimento "Diritti Civili", Franco Corbelli che ha definito la sua iniziativa "pienamente legittima, ai sensi dell'articolo 681, del codice di procedura penale, comma 4, come dimostrano i diversi precedenti che vengono ricordati nella richiesta. L'iniziativa - è precisato in una nota - vuole essere solo un contributo alla pacificazione nazionale, da più parti auspicata, alla luce soprattutto della grave crisi che vive il Paese, in particolare le fasce più povere e deboli della popolazione". Poi Corbelli precisa di aver ritenuto "doveroso promuovere questa iniziativa della presentazione della domanda di grazia pur non condividendo assolutamente l'operato del senatore Berlusconi e i suoi attacchi (ingiusti e gravi) ai giudici terzi e integerrimi che lo hanno legittimamente condannato".
Intanto Daniela Santanchè è tornata a mettere in guardia su un voto per la decadenza e ha bacchettato Enrico Letta per avere definito "formiche" i critici nei confronti di Giorgio Napolitano per le nomine di quattro senatori a vita. "Grazie a Dio non siamo ancora in un regime. Forse il presidente del Consiglio presume che lo siamo, ma per fortuna ci sono ancora margini di manovra", ha detto l'esponente del Pdl. "Il regime può esserci dal 9 settembre in poi qualora la Giunta decidesse di far decadere Berlusconi da senatore. Sarebbe un vero e proprio colpo di Stato. Allora Letta potrebbe esprimersi così", ha aggiunto.
Che la sentenza sia "immediatamente esecutiva e va eseguita" lo spiega poi la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane, vice presidente della Giunta per le elezioni di palazzo Madama: "Avendo studiato tutte le carte, il mese di agosto l'ho dedicato a questa grossa questione, anche i pareri che Berlusconi ha mandato sono leggeri, non cambiano la sostanza: lui è un condannato, la sentenza è immediatamente esecutiva e va eseguita", dice Pezzopane. "Le leggi sono leggi e le sentenze sono sentenze, non c'è molto da discutere. Non sarà il 9 settembre? Sarà l'11, o il 15, ma non si può andare molto oltre", chiarisce, senza negare "il diritto di difesa a Silvio Berlusconi, che è assicurato dai tre gradi di giudizio e da un esame supplementare dei pareri 'pro veritate' che lui ha mandato ed eventualmente da un'audizione. Se la chiede - continua la senatrice - si potrà fare ad horas, nei giorni successivi, non dopo 10 mesi. Si chiede di essere auditi perché è urgente e quindi lo audiamo. Fatto anche questo passaggio, la Giunta non potrà che pronunciare la decadenza".
Le strade percorribili dunque per il Cavaliere restano sempre meno. Una delle ipotesi è quella delle sue dimissioni prima del voto in Giunta, l'altra secondo uno dei suoi legali resta quella di una richiesta di clemenza al Capo dello Stato. "Fino adesso non è stata fatta nessuna scelta, né in un senso né nell'altro. Non è stata presentata alcuna domanda di grazia al Capo dello Stato, ma resta una delle ipotesi in campo - spiega l'avvocato di Berlusconi Franco Coppi - con il presidente Berlusconi non ne abbiamo parlato in questi giorni, ma non è escluso che decida in tal senso".
Una domanda è stata comunque presentata dal leader del movimento "Diritti Civili", Franco Corbelli che ha definito la sua iniziativa "pienamente legittima, ai sensi dell'articolo 681, del codice di procedura penale, comma 4, come dimostrano i diversi precedenti che vengono ricordati nella richiesta. L'iniziativa - è precisato in una nota - vuole essere solo un contributo alla pacificazione nazionale, da più parti auspicata, alla luce soprattutto della grave crisi che vive il Paese, in particolare le fasce più povere e deboli della popolazione". Poi Corbelli precisa di aver ritenuto "doveroso promuovere questa iniziativa della presentazione della domanda di grazia pur non condividendo assolutamente l'operato del senatore Berlusconi e i suoi attacchi (ingiusti e gravi) ai giudici terzi e integerrimi che lo hanno legittimamente condannato".
Intanto Daniela Santanchè è tornata a mettere in guardia su un voto per la decadenza e ha bacchettato Enrico Letta per avere definito "formiche" i critici nei confronti di Giorgio Napolitano per le nomine di quattro senatori a vita. "Grazie a Dio non siamo ancora in un regime. Forse il presidente del Consiglio presume che lo siamo, ma per fortuna ci sono ancora margini di manovra", ha detto l'esponente del Pdl. "Il regime può esserci dal 9 settembre in poi qualora la Giunta decidesse di far decadere Berlusconi da senatore. Sarebbe un vero e proprio colpo di Stato. Allora Letta potrebbe esprimersi così", ha aggiunto.