M5S, senatori divisi su governo e riforme.
Critiche a Grillo: "Basta bigottismo e post violenti"
L'assemblea di Palazzo Madama chiama in causa anche le responsabilità del leader: "Il grillismo è una rigidità che impedisce di capirsi". Sotto accusa "l'aggressività verbale e scritta" e la "difficoltà di comunicazione". Si discute anche di legge elettorale e rapporti con l'esecutivo. Sul blog del leader post contro Violante e il Pd: "Sono marci, voglio salvare Berlusconi"
ROMA - Un'analisi di gruppo che non risparmia lo stesso grillismo, "una rigidità paragonabile al bigottismo che impedisce di capirsi". E che annovera tra i punti dolenti la "distanza tra Beppe e noi", "l'aggressività verbale e scritta", le difficoltà di comunicazione interna", "i rapporti con la stampa", "la linea politica e gli obiettivi del M5S", "la mancanza di una piattaforma per il dialogo con gli elettori", "i troppi personalismi" del Movimento. A Palazzo Madama il gruppo dei senatori del M5S si ritrova per fare il punto dopo le vacanze estive. Dopo un agosto turbolento condito da scambi, tutt'altro che pacifici, tra 'aperturisti' e ortodossi e le voci, poi smentite, su senatori grillini pronti a sostenere un nuovo governo.
La riunione è l'occasione per mettere nero su bianco la lista dei problemi. Con un metodo di lavoro che "utilizza tecniche di risoluzione di problemati…
La riunione è l'occasione per mettere nero su bianco la lista dei problemi. Con un metodo di lavoro che "utilizza tecniche di risoluzione di problemati…
ROMA - Un'analisi di gruppo che non risparmia lo stesso grillismo, "una rigidità paragonabile al bigottismo che impedisce di capirsi". E che annovera tra i punti dolenti la "distanza tra Beppe e noi", "l'aggressività verbale e scritta", le difficoltà di comunicazione interna", "i rapporti con la stampa", "la linea politica e gli obiettivi del M5S", "la mancanza di una piattaforma per il dialogo con gli elettori", "i troppi personalismi" del Movimento. A Palazzo Madama il gruppo dei senatori del M5S si ritrova per fare il punto dopo le vacanze estive. Dopo un agosto turbolento condito da scambi, tutt'altro che pacifici, tra 'aperturisti' e ortodossi e le voci, poi smentite, su senatori grillini pronti a sostenere un nuovo governo.
La riunione è l'occasione per mettere nero su bianco la lista dei problemi. Con un metodo di lavoro che "utilizza tecniche di risoluzione di problematiche di gruppo". Lo spiega la senatrice Bulgarelli: sei sottocommissioni di senatori incaricate di ricostruire la crolonogia e le cause dei problemi di queste settimane. Tanti i temi sul piatto, così non bastano le circa quattro ore di lavori, che vengono aggiornati a domani.
Nel dibattito, trasmesso in diretta streaming, colpiscono le critiche che riguardano lo stesso leader. "E' il grillismo uno dei problemi del M5S, una rigidità paragonabile al bigottismo che impedisce di capirsi", dice la senatrice Enza Blundo. Mentre il collega Stefano Lucidi, ammette che "si è creata una distanza tra Beppe e noi". E sottolinea la l'esigenza di "inquadrare correttamente il rapporto con i media e con lo staff della comunicazione".
Altre difficoltà riguardano l'azione politica. "Non abbiamo deciso chi determinerà la linea politica - afferma lo stesso Lucidi -, non ci siamo chiariti sugli obiettivi che possono essere divergenti tra di noi". Mentre la collega Taverna, autrice del sonetto contro i cosiddetti 'aperturisti', rileva la necessità di "chiarimenti seri su possibili scenari futuri e su eventuali accordi, sulla legge elettorale e sulla nostra posizione all'interno dello stesso Movimento".
Un punto che mette d'accordo tutti i senatori è la necessità di fare attenzione ai giornalisti. Paola Taverna si chiede perché "rilasciare delle interviste mentre c'è uno streaming". Parla di errori in buona fede "che non ora non possono essere più tollerati" il capogruppo Nicola Morra. Secondo Paola Nugnes "il problema di chi parla con i giornali non è il personalismo: è che la stampa la consideriamo il nemico, sono al servizio del potere". Mentre per Maurizio Buccarella "i veri nemici sono a due metri da noi, fuori da queste porte". Gli fa eco l'ex capogruppo Vito Crimi: "Sentiremo parlare solo delle cose pittoresche e non delle cose serie". Elena Fattori fa notare un punto diverso: "Rendiamoci conto che quello che scriviamo su Facebook è come parlare con i media. Il problema non è solo dare interviste". Sara Paglini, invece, propone una soluzione per chiudere ogni ipotesi di sostegno al governo: "Firmiamo un comunicato tutti noi 50 senatori per dire che noi rifiutiamo di dare il nostro appoggio ad altro gruppo politico". D'accordo la collega Laura Bottici: "Diciamo no ad alleanze. Ci sono senatori che si sentono più senatori di altri, ma se stanno cercando un riscatto dalla propria vita qui a Roma, stanno sbagliando".
Attacco a Violante e al Pd. Intanto Luciano Violante e il Pd finiscono nel mirino del blog di Beppe Grillo. Sotto accusa le parole dell'ex presidente della Camera sul procedimento di decadenza a carico di Silvio Berlusconi. "Arriva Violante e dice che un pregiudicato, riconosciuto tale fino al terzo grado di giudizio, ha il diritto di difendersi - scrive Maurizio Ferrara in un post pubblicato sul blog del leader del M5S -. E in che modo deve farlo, dopo il terzo grado di giudizio, come, "signor" Violante?'. Un atto d'accusa rivolto a tutto il Partito democratico. "V(i)olante, e tutto il cocuzzaio del PD (menoelle, ndr) - continua Ferrara - è solo capace di fare conteggi astrusi su chi è renziano e chi non lo è. Voi del PD (menoelle, ndr) siete solo poveri e piccoli ominidi, marci fino al midollo. Morti di burocratica politicità, insulsi e venduti; visionari".
La riunione è l'occasione per mettere nero su bianco la lista dei problemi. Con un metodo di lavoro che "utilizza tecniche di risoluzione di problematiche di gruppo". Lo spiega la senatrice Bulgarelli: sei sottocommissioni di senatori incaricate di ricostruire la crolonogia e le cause dei problemi di queste settimane. Tanti i temi sul piatto, così non bastano le circa quattro ore di lavori, che vengono aggiornati a domani.
Nel dibattito, trasmesso in diretta streaming, colpiscono le critiche che riguardano lo stesso leader. "E' il grillismo uno dei problemi del M5S, una rigidità paragonabile al bigottismo che impedisce di capirsi", dice la senatrice Enza Blundo. Mentre il collega Stefano Lucidi, ammette che "si è creata una distanza tra Beppe e noi". E sottolinea la l'esigenza di "inquadrare correttamente il rapporto con i media e con lo staff della comunicazione".
Altre difficoltà riguardano l'azione politica. "Non abbiamo deciso chi determinerà la linea politica - afferma lo stesso Lucidi -, non ci siamo chiariti sugli obiettivi che possono essere divergenti tra di noi". Mentre la collega Taverna, autrice del sonetto contro i cosiddetti 'aperturisti', rileva la necessità di "chiarimenti seri su possibili scenari futuri e su eventuali accordi, sulla legge elettorale e sulla nostra posizione all'interno dello stesso Movimento".
Un punto che mette d'accordo tutti i senatori è la necessità di fare attenzione ai giornalisti. Paola Taverna si chiede perché "rilasciare delle interviste mentre c'è uno streaming". Parla di errori in buona fede "che non ora non possono essere più tollerati" il capogruppo Nicola Morra. Secondo Paola Nugnes "il problema di chi parla con i giornali non è il personalismo: è che la stampa la consideriamo il nemico, sono al servizio del potere". Mentre per Maurizio Buccarella "i veri nemici sono a due metri da noi, fuori da queste porte". Gli fa eco l'ex capogruppo Vito Crimi: "Sentiremo parlare solo delle cose pittoresche e non delle cose serie". Elena Fattori fa notare un punto diverso: "Rendiamoci conto che quello che scriviamo su Facebook è come parlare con i media. Il problema non è solo dare interviste". Sara Paglini, invece, propone una soluzione per chiudere ogni ipotesi di sostegno al governo: "Firmiamo un comunicato tutti noi 50 senatori per dire che noi rifiutiamo di dare il nostro appoggio ad altro gruppo politico". D'accordo la collega Laura Bottici: "Diciamo no ad alleanze. Ci sono senatori che si sentono più senatori di altri, ma se stanno cercando un riscatto dalla propria vita qui a Roma, stanno sbagliando".
Attacco a Violante e al Pd. Intanto Luciano Violante e il Pd finiscono nel mirino del blog di Beppe Grillo. Sotto accusa le parole dell'ex presidente della Camera sul procedimento di decadenza a carico di Silvio Berlusconi. "Arriva Violante e dice che un pregiudicato, riconosciuto tale fino al terzo grado di giudizio, ha il diritto di difendersi - scrive Maurizio Ferrara in un post pubblicato sul blog del leader del M5S -. E in che modo deve farlo, dopo il terzo grado di giudizio, come, "signor" Violante?'. Un atto d'accusa rivolto a tutto il Partito democratico. "V(i)olante, e tutto il cocuzzaio del PD (menoelle, ndr) - continua Ferrara - è solo capace di fare conteggi astrusi su chi è renziano e chi non lo è. Voi del PD (menoelle, ndr) siete solo poveri e piccoli ominidi, marci fino al midollo. Morti di burocratica politicità, insulsi e venduti; visionari".