ROMA - Matteo Renzi - a Roma per una passeggiata ai Fori Imperiali, insieme al sindaco Ignazio Marino - oggi ha deciso di non rispondere a nessuna domanda sul Pd. Ma le polemiche nel partito non si sono certo interrotte. Da Genova, dove ha partecipato alla festa dem, Walter Veltroni ha detto di "apprezzare i contenuti e i programmi di Renzi che si richiamano all'idea del Lingotto", ma poi ha aggiunto: "La sarabanda di adesioni non la capisco bene". Il riferimento era all'endorsement del ministro dei rapporti con il parlamento Dario Franceschini. "Sì, mi ha stupito - ha ammesso Veltroni -, spero ci sia una revisione critica, non del Franceschini del 2008 quando stava con me, ma degli anni successivi", quando cioè Franceschini ha appoggiato Bersani alle primarie. "Quello che mi interessa - ha aggiunto - è la linearità delle posizioni politiche".
Critico nei confronti di Franceschini anche Pippo Civati, candidato alla segreteria, che ha puntato il dito proprio contro il ministro. "Franceschini - ha detto Civati - qualche mese fa aveva detto congresso chiuso e non aperto agli elettori per scegliere solo il segretario e ora sta con Renzi che vuole primarie aperte e corre per fare il premier. Ma Franceschini è molto astuto, è un paraguru. E non bisogna dimenticare che Renzi lo chiamava vice-disastro. Adesso diventa il vice-disastro di Renzi?". Civati ha confermato però la propria candidatura: "Resto in corsa e non è vero che l'80 per cento del partito è con Renzi. I bagni di folla li faccio anch'io, forse sono meno noti ma queste cose non significano nulla".
La lista dei sostenitori di Renzi si allunga. C'è stato l'endorsement esplicito della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, da sempre vicina al sindaco di Firenze: "Renzi sta convincendo gli italiani a votare per il Partito Democratico. Mi sembra straordinario: vorrei vincere ogni tanto". Serracchiani ha risposto anche alla critica mossa ieri da Pierluigi Bersani ("Non so quale sia la sua idea di partito"). "L'idea di Pd che ha Renzi è del tutto chiara, - ha detto Serracchiani - probabilmente invece qualcuno dovrebbe cominciare a capire fino in fondo quello che serve al Pd. Abbiamo bisogno di vincere le elezioni e di avere un segretario che faccia una rivoluzione".
Intanto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, indirizza una frecciata a Renzi: "La concessione delle date di solito la fanno i sovrani, io non posso concedere nulla", ha detto riferendosi al pressing quasi quotidiano del sindaco di Firenze sulla data del congresso. "Lo statuto - ha sottolineato Epifani - affida ad altri la responsabilità della data. Per quello che ci riguarda, l'assemblea nazionale fissata per la seconda decade di settembre potrà decidere modalità, tempi e percorso del nostro congresso".