Politica

LE SCELTE DEI PARTITI

Filippo Andreatta
"Non sfiderò Renzi
Letta rimanga fuori"

Smentita la candidatura alla guida del partito: tenere il governo al riparo della battaglia interna, gli uomini più vicini al premier votino senza vincoli

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ROMA  -  Filippo Andreatta lo chiarisce all'istante. "Questa candidatura non è nei miei piani di vita personale". Il professore di Scienza politica dell'università di Bologna, consigliere di Enrico Letta e amico di una vita, non sfiderà Matteo Renzi e gli altri alle primarie del Partito Democratico. Anzi, il suo consiglio al premier è di tenersi fuori dalla mischia del congresso: per salvare un governo "fragile per sua natura" e un "Paese che vive una crisi istituzionale ed economica senza precedenti".

Il presidente del Consiglio deve fare un passo indietro?
"La mia vicinanza con Letta mi induce a ritenere che non ci saranno "suoi" candidati alla segreteria. Il consiglio che gli do è di sterilizzare la partecipazione al congresso lasciando i suoi amici che fanno politica dentro il partito liberi di sparpagliarsi. Votino secondo coscienza la mozione cui si sentono più vicini".

Significa annullare il proprio potere di corrente.
"Uno dei peggiori vizi della storia politica italiana, già nella prima Repubblica, è stato permettere che gli equilibri interni dei partiti si ripercuotessero sui governi. Come quando Forlani vinse il Congresso Dc, portando alla successiva e rapidacaduta del governo De Mita".

Succede ancora?
"Ai tempi del governo Prodi, Marini vinse il congresso del Partito Popolare, gli equilibri e la strategia cambiarono e quell'esecutivo crollò. In forma diversa, ma con lo stesso effetto, le primarie per l'elezione di Veltroni hanno contribuito a indebolire il Prodi due. Temo che questo possa avvenire ancora ".

Letta è stato vicesegretario del Pd fino a pochi mesi fa. Come può starne fuori?
"Il Pd ha uno statuto sciagurato che avrebbe senso in un sistema bipolare. Bisogna incoronare un segretario che diventa automaticamente il candidato premier delle prossime elezioni, quando in carica c'è già un premier del Pd. È un cortocircuito, che si unisce a un problema di equilibri parlamentari ".

Quale?
"Si fanno primarie di coalizione con Sel e altri partiti di centrosinistra, ma poi al governo ci si ritrovasempre con forze di centro, e con Sel dall'altra parte. Il film che si è costruito nel Pd - il percorso che ha seguito Bersani - crea due potenziali problemi sull'assetto istituzionale".

Renzi segretario e Letta premier potrebbero convivere?
"Se i tempi del governo sono brevi lo scontro sarà inevitabile. Se invece quest'esecutivo avrà il tempo di cambiare la legge elettorale, che adesso impedisce di avere una maggioranza, sono certo che potranno collaborare. Non è facile, ma Letta e Renzi potrebbero essere complementari, e un Pd forte farebbe bene al governo. E al Paese".
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