Politica

Casini: "Mai con chi farà cadere Letta.
Nuovo partito con SC e 'popolari' Pdl"

Il leader centrista annuncia la formazione di un nuovo partito, per il superamento del "primitivo bipolarismo", pronto a cogliere l'occasione: sostenere l'esecutivo messo a rischio dalla vicenda della decadenza di Berlusconi. Cesa: "Si potrà chiamare Partito popolare o Popolari per l'Europa". Cicchitto: "Casini non giochi d'azzardo"

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CHIANCIANO TERME - Pier Ferdinando Casini annuncia la nascita di una nuova formazione centrista, assieme a Scelta Civica e con chi vorrà esserci dal Pdl, inviando il suo messaggio a Pd, Pdl e a quanti duellano sul filo del destino politico di Silvio Berlusconi tenendo sulla graticola il governo di larghe intese.

"Con chi farà cadere Letta - dichiara il leader centrista durante il suo intervento, conclusivo, alla festa dell'Udc di Chianciano - non avremo nessuna alleanza politica o solidarietà". Piuttosto, proprio dal sostegno del nuovo partito, che secondo Lorenzo Cesa potrebbe chiamarsi Partito popolare o Popolari per l'Europa, potrebbe giungere la salvezza dell'esecutivo Letta, in pericolo sulla decadenza del Cav. Casini, in definitiva, si candida a riempire il "vuoto" dietro Letta che l'uscita di scena di Berlusconi potrebbe determinare.

Scagliandosi contro il "bipolarismo sbracato" italiano, Pier Ferdinando si rivolge a Schifani, "grande amico e persona colta, che ieri denunciava questo bipolarismo che ha diviso l'Italia. Però vorrei dirgli: oggi dici che c'è un bipolarismo primitivo, fino a ieri facevi l'apoteosi per questo bipolarismo primitivo". Come superare il "primitivo bipolarismo? "Bisogna organizzare un meccanismo di alternanza tra popolarismo e socialdemocrazia - la ricetta di Casini -, come per i grandi Paesi Europei e gli Usa a modo loro".

Per dare fiato al popolarismo, Pier Ferdinando ha in mente uno scenario ben preciso. "Non c'è dubbio che questa situazione (l'alternanza tra popolarismo e socialdemocrazia, ndr) si può creare con il superamento reale di questi 20 anni" di contrapposizioni dall'estremo, avendo come stella polare "il Ppe, che non è una sigla, ma l'insieme di valori e politiche. Che noi dobbiamo organizzare in Italia".

Ed ecco l'annuncio: il superamento passa per l'avvento di un nuovo Partito Popolare, da fondare assieme a Scelta Civica e ai settori "popolaristi" trasversali al Pdl, annuncia Casini, che guarda anche alla "realtà nelle regioni, dove ci sono tanti movimenti non allineati che devono essere parte di questo grande discorso".

"Non c'è confusione sulla prospettiva - garantisce Casini -, abbiamo le idee chiare, grande la sfida e grande il destino. Non c'è tempo da perdere, mettiamo in marcia e in azione, l'Italia merita una politica migliore, voglio che la prossima legge elettorale consenta di scegliere chi votare".

Sembra che la tela sia già tessuta, il lavoro tra Montecitorio e Palazzo Madama già molto ben avviato da alcune settimane, puntando a creare un nuovo gruppo autonomo 'd'emergenza' in tempi rapidi, se il governo dovesse trovarsi in difficoltà numerica per la decadenza di Berlusconi.

Perché Letta, sottolinea Casini, il nemico ce l'ha anche in casa. "Nel Pd vogliono così
bene a Letta che vorrebbero che andasse subito a casa per tornare a fare i loro giochetti" le accuse del leader centrista, che mette in guardia i Dem anche dalla deriva personalistica che può prendere il partito: "Il dibattito nel Pd è tutto imperniato sul personalismo. Prendiamo Renzi ad esempio: è partito dall'esaltazione di Marchionne ed è finito con la sinistra no global di Vendola".

Cicchitto: "Casini vuole sostituirsi a Berlusconi, gioca d'azzardo". Dal Pdl, all'indirizzo di Casini giunge una corrosiva nota di Fabrizio Cicchitto. "Fermo restando che l'idea di costruire una casa dei moderati riformatori e liberali non è di oggi ma rientra nella vocazione iniziale di Forza Italia, fingere come ha fatto oggi dalla Festa Nazionale di Chiancinano di 'scoprire' che in Italia c'è lo spazio per quel partito solo perché si hanno tentazioni di leadership sostitutive di un Berlusconi, che invece è e resta in campo a tutti gli effetti, è un poco un gioco d'azzardo. Pertanto, se Casini, Cesa e l'Udc hanno maturato una riflessione politica che riguarda per davvero il futuro dei moderati in Italia sono i benevenuti al tavolo della discussione, se pensano invece ad operazioni chirurgiche in vista delle europee per infilare più candidati di altri, o per stabilire l'egemonia di questo su quello, cadono nel consueto errore di un eccesso di tatticismo".
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