Politica

Renzi, Pdl e Udc attaccano il sindaco:
"Da rottamatore ad asfaltatore, vuole il voto"

Durissime le reazioni al discorso del primo cittadino di Firenze, ieri sera a Milano: "Se andiamo alle elezioni li asfaltiamo". Fuoco di fila dal centrodestra. Bondi: "Più tracotante di D'Alema". Gasparri: "È un cementiere". Brunetta: "Vuole fare fuori Letta"

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ROMA - "Il prezzo che Matteo Renzi deve pagare per diventare segretario del Pd è quello di diventare più fazioso di Rosy Bindi, più aggressivo di Dario Franceschini, più tracotante di Massimo D'Alema - dice Sandro Bondi - c'è da dire che non fa alcuna fatica a indossare il nuovo abito che deve indossare per essere il portavoce di questa sinistra". Le reazioni al discorso di Matteo Renzi a Milano, ieri sera alla festa del Pd, non si sono fatte attendere. Dal Pdl un fuoco di fila al grido "se andiamo alle elezioni li asfaltiamo", lanciato alla platea democratica dal primo cittadino di Firenze. Dopo il coordinatore nazionale è stato il turno di Maurizio Gasparri: "Si è convertito ai grandi lavori, alle infrastrutture, è un cementiere - ha detto il vicepresidente del Senato a SkyTg24 - Renzi farebbe bene a essere più calmo. Ricordo che c'era già uno che doveva smacchiare il giaguaro...". Ora "siamo passati dall'attività veterinaria a quella cantieristica. Suggerirei più modestia".

Anche l'ex presidente di palazzo Madama Renato Schifani ha letto nelle parole di Renzi la conferma che "il Pd vuole il voto più di ogni altra cosa": "Avevamo ragione - ha detto il capogruppo al Senato del Pdl - al di là delle dichiarazioni di facciata del suo segretario Epifani, le parole di Renzi confermano che il Pd vuole il voto. Questo spiega i ritmi impressi alla giunta fuori da ogni prassi consolidata e la presa di posizione del Pd sulle modifiche alle regole del voto segreto. Tanto accanimento politico nei confronti del nostro leader ha un solo obiettivo per il Partito democratico: andare alle urne il prima possibile. E Renzi lo ha fatto capire chiaramente". Stessi toni per Stefania Prestigiacomo, Daniela Santanchè e Anna Maria Bernini, che ha sfoderato l'immagine della "gioiosa ruspa da guerra di Renzi" affetta "dall'inguaribile sindrome di Occhetto".

Secondo Fabrizio Cicchitto "per vincere le primarie, quale che sia la carica per la quale esse saranno convocate, Renzi ormai scavalca tutti a sinistra. Ci troviamo di fronte a una sorta di Fregoli e solo dopo che avrà conquistato una delle cariche in palio, sapremo quali sono i suoi veri programmi e la sua linea politica reale". Per il presidente dei deputati Pdl Renato Brunetta "Renzi finirà per asfaltare sé stesso e i suoi sogni di gloria, ma intanto vuole far cadere Enrico Letta, e presto. Altro che amicizia. Il linguaggio di Renzi apparentemente trasparente, è in realtà una giungla d'asfalto di messaggi interni al gruppo di capatàz del Partito Democratico". Dura anche Mara Carfagna: "Renzi più che a candidarsi alla segreteria del Pd si candida a sostituire Crozza".

Non manca, fra le reazioni al discorso milanese, il sostegno da parte di alcuni dei propri parlamentari: "Schifani guardi a casa proprio, falchi, colombe pentite e pitonesse fanno di tutto per provocare una crisi di governo - dicono i senatori renziani Claudio Moscardelli, Laura Cantini e Mario Morgoni - da Matteo Renzi nessun accanimento contro Berlusconi ma solo rispetto della legge". Man forte al sindaco anche da Ernesto Carbone (Pd): "Evidentemente la reattività del Pdl non risponde a criteri oggettivi di azione-reazione - ha detto - basta toccare Silvio Berlusconi, che immediatamente molti dirigenti del Pdl perdono in lucidità, imbracciano la mitraglietta e sparano a raffica comunicati in batteria contro Renzi.  Come se attaccarlo  servisse loro a riesumare la stella cadente Berlusconi. Si mettano l'animo in pace. Non c'è nessun problema, e nessuna rivalità Letta-Renzi".

"Mettere in contrapposizione Renzi e Letta - conclude - è un esercizio retorico di fantapolitica che prescinde dai dati di fatto reale, che deve suscitare indignazione e riprovazione nelle persone perbene. La politica è anche e soprattutto passione e non mero gioco di poltrone e di potere".

"Come se attaccare Renzi - continua - servisse loro a riesumare la stella cadente Berlusconi. Si mettano l'animo in pace. Non c'è nessun problema, e nessuna rivalità Letta-Renzi. Anzi, - spiega Carbone - Renzi ha detto più volte con estrema chiarezza che sosterrà il governo. Ha poi aggiunto che Berlusconi e il Pdl non lo faranno cadere mai visto che sanno benissimo che questa volta il Pd vincerebbe nettamente".

"Mettere in contrapposizione Renzi e Letta - conclude - è un esercizio retorico di fantapolitica che prescinde dai dati di fatto reale, che deve suscitare indignazione e riprovazione nelle persone perbene. La politica è anche e soprattutto passione e non mero gioco di poltrone e di potere"

Lo stesso sindaco di Firenze non ha mancato una controreplica, mantenendosi sul filo della metafora stradale: da rottamatore ad asfaltatore? "Continuo solo il mio lavoro - ha risposto sempre da Milano - negli ultimi quattro anni a Firenze abbiamo asfaltato 142 km di strade. Per cui è evidente che non ho cambiato lavoro ma continuo a fare quello che ho cominciato". Elezioni, quelle paventate dal sindaco, che l'Udc non sembra augurarsi: "Ma a Renzi non viene il dubbio che se si votasse asfalterebbe l'Italia oltre che il Pdl?" ha postato sul suo profilo Twitter Pier Ferdinando Casini. Anche dall'ambiente dei democratici, nonostante la presa di posizione dei senatori, si registra qualche reazione poco in sintonia: quel 'li asfaltiamo' ricorda il tanto criticato 'lo smacchiamo' di Pierluigi Bersani, ha detto il deputato Pd Dario Ginefra, "mi auguro che il dibattito congressuale possa uscire da questo puzzle di slogan".
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