ROMA - "Nessuno può lanciare ultimatum o ricatti, nessuno può pensare di dettare l'agenda del governo da fuori né di tenere questo esecutivo in una campagna elettorale permanente". Più chiaro di così il ministro Graziano Delrio non può essere. Nemmeno lui, come il premier Letta, vuol fare la parte di Giò Condor.
Ministro, la conforta sapere che Berlusconi ha definito la stabilità del governo "un bene "? Allarme rientrato?
"Direi di no. Il tema è un altro. Noi abbiamo bisogno di atti di responsabilità, abbiamo bisogno che questo Paese non viva le tensioni di una campagna elettorale continua".
Berlusconi dice: se fate le cose che ci interessano non ci saranno problemi...
"Non esistono le priorità decise da un partito e imposte agli altri. Un governo di coalizione può lavorare serenamente solo se si fa squadra, tutti rinunciano a qualcosa e nessuno impone agli altri il suo punto di vista".
Ma come! Il Cavaliere giura di essere stato un agnellino, ha accettato di avere solo 5 ministri su 23. Massimo senso di responsabilità...
"Anche il Pd ha un grande, grandissimo senso di responsabilità. Le parole sulla sinistra e i magistrati che Berlusconi ha pronunciato nel video sono totalmente inaccettabili. È stato fatto un enorme passo indietro nel clima del Paese. In questi mesi il Pd ha accettato un compromesso estremo sulla questione delicata dell'Imu. Ma non ha intenzione di passare per il partito delle tasse, quello che scassa i conti, mentre il Pdl fa la parte della forza che non mette le mani nelle tasche dei cittadini".
Avete due visioni del mondo.
"Sicuramente io non considero la spesa sociale e pubblica una spesa inutile soprattutto in un contesto di forte diseguaglianza. Non va ridotta ma resa più efficiente. Il ministro Giovannini sta lavorando ad una misura presente in tutta Europa, il reddito di inclusione sociale. Non sono temi da liquidare con le battute come fa Brunetta".
Loro hanno altre priorità.
"Come membro del governo non sono disposto a vedermi dettare l'agenda da fuori. La mia agenda è quella elencata nel discorso della fiducia: riforme istituzionali, riforma elettorale, lavoro per i giovani, riduzione delle disuguaglianze. E ancora: rispetto del 3 per cento del rapporto tra deficit e pil. Non è un problema di Saccomanni ma di tutta la squadra di governo. Non va bene che, se l'Iva aumenta, è colpa sua, e se non aumenta è merito del Pdl. Io, Saccomanni, non lo lascio solo. Se altri hanno idee buone per evitare l'aumento dell'Iva li ascolteremo".
Siamo in campagna elettorale, ministro.
"Ho anch'io questa sgradevole sensazione. Ma non possiamo tenere il governo in questa condizione di fibrillazione. O il giochino finisce subito o sarà complicato continuare un percorso comune".
Come si fa a coabitare con un alleato che non riconosce un potere dello Stato?
"Sia chiaro: sulla magistratura non accettiamo compromessi. Quel che dice Berlusconi non aiuta il Paese. Dopo le sue parole, un imprenditore, che abbia ricevuto una sentenza sfavorevole, potrebbe sentirsi autorizzato a non tenerne conto e questo è inaccettabile. Come si fa a coabitare? Non è da oggi che conosciamo Berlusconi. Non siamo al governo insieme al Pdl perché ci vogliamo bene ma perché vogliamo bene al Paese. Nemmeno i calciatori di una stessa squadra si vogliono bene ma lavorano insieme e non può esistere un centravanti che fa tutto da solo e poi dice che ha vinto lui".
Ministro, la conforta sapere che Berlusconi ha definito la stabilità del governo "un bene "? Allarme rientrato?
"Direi di no. Il tema è un altro. Noi abbiamo bisogno di atti di responsabilità, abbiamo bisogno che questo Paese non viva le tensioni di una campagna elettorale continua".
Berlusconi dice: se fate le cose che ci interessano non ci saranno problemi...
"Non esistono le priorità decise da un partito e imposte agli altri. Un governo di coalizione può lavorare serenamente solo se si fa squadra, tutti rinunciano a qualcosa e nessuno impone agli altri il suo punto di vista".
Ma come! Il Cavaliere giura di essere stato un agnellino, ha accettato di avere solo 5 ministri su 23. Massimo senso di responsabilità...
"Anche il Pd ha un grande, grandissimo senso di responsabilità. Le parole sulla sinistra e i magistrati che Berlusconi ha pronunciato nel video sono totalmente inaccettabili. È stato fatto un enorme passo indietro nel clima del Paese. In questi mesi il Pd ha accettato un compromesso estremo sulla questione delicata dell'Imu. Ma non ha intenzione di passare per il partito delle tasse, quello che scassa i conti, mentre il Pdl fa la parte della forza che non mette le mani nelle tasche dei cittadini".
Avete due visioni del mondo.
"Sicuramente io non considero la spesa sociale e pubblica una spesa inutile soprattutto in un contesto di forte diseguaglianza. Non va ridotta ma resa più efficiente. Il ministro Giovannini sta lavorando ad una misura presente in tutta Europa, il reddito di inclusione sociale. Non sono temi da liquidare con le battute come fa Brunetta".
Loro hanno altre priorità.
"Come membro del governo non sono disposto a vedermi dettare l'agenda da fuori. La mia agenda è quella elencata nel discorso della fiducia: riforme istituzionali, riforma elettorale, lavoro per i giovani, riduzione delle disuguaglianze. E ancora: rispetto del 3 per cento del rapporto tra deficit e pil. Non è un problema di Saccomanni ma di tutta la squadra di governo. Non va bene che, se l'Iva aumenta, è colpa sua, e se non aumenta è merito del Pdl. Io, Saccomanni, non lo lascio solo. Se altri hanno idee buone per evitare l'aumento dell'Iva li ascolteremo".
Siamo in campagna elettorale, ministro.
"Ho anch'io questa sgradevole sensazione. Ma non possiamo tenere il governo in questa condizione di fibrillazione. O il giochino finisce subito o sarà complicato continuare un percorso comune".
Come si fa a coabitare con un alleato che non riconosce un potere dello Stato?
"Sia chiaro: sulla magistratura non accettiamo compromessi. Quel che dice Berlusconi non aiuta il Paese. Dopo le sue parole, un imprenditore, che abbia ricevuto una sentenza sfavorevole, potrebbe sentirsi autorizzato a non tenerne conto e questo è inaccettabile. Come si fa a coabitare? Non è da oggi che conosciamo Berlusconi. Non siamo al governo insieme al Pdl perché ci vogliamo bene ma perché vogliamo bene al Paese. Nemmeno i calciatori di una stessa squadra si vogliono bene ma lavorano insieme e non può esistere un centravanti che fa tutto da solo e poi dice che ha vinto lui".