Politica

Governo, Letta incontra Napolitano:
"Non ho intenzione di farmi logorare"

Il premier ha illustrato la strategia al capo dello Stato, presentandogli le idee sulla legge di stabilità: "Vado avanti sul programma, senza cedere a veti incrociati e continui ultimatum"

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ROMA - Pronto ad andare avanti. Ma giocando d'attacco. Per non far logorare il governo da veti incrociati e continui ultimatum. E' l'intenzione che il premier Enrico Letta ha ribadito a Giorgio Napolitano in un incontro al Quirinale. "Sono determinato a realizzare il programma su cui ho ricevuto la fiducia in Parlamento, con l'obiettivo di risolvere i problemi del Paese", è il ragionamento che il premier avrebbe fatto con il capo dello Stato. Uno spirito compreso e apprezzato da Napolitano.

Nell'occasione Letta ha illustrato al presidente della Repubblica le idee sul Def in vista della messa a punto della legge di stabilità. E ha parlato del prossimo viaggio negli Stati Uniti e in Canada. Ma è sopratutto il primo il punto più delicato per l'esecutivo. Nello stesso giorno in cui il premier ha dovuto ammettere pubblicamente due note negative sulla situazione economica: con il peggioramento del Pil (-1,7%) e il disavanzo che ha superato (al 3,1%) la fatidica soglia indicata dall'Europa.

L'impegno è quello di rientrare, ha detto subito Letta. Per farlo però il governo dovrà correggere la rotta, sfidando i veti incrociati dei partiti della maggioranza. La prossima battaglia sarà sull'Iva. L'ultimo richiamo è arrivato in proposito da Guglielmo Epifani: "No all'aumento",  ha detto il segretario del Pd preoccupato che il Pd diventi "il partito delle tasse". E che, come sull'Imu, si affermi una subalternità al Pdl. "Non possiamo inseguire soltanto il terreno scelto dagli altri", ha rivendicato Epifani dando un'indicazione chiara per l'esecutivo: "La caduta mi pare fuori dall'orizzonte. Ma non siamo disponibili a rivedere lo stesso film" dell'ultima parte del governo Monti.

Sul tema Iva arriva a stretto giro la risposta di Fabrizio Saccomanni:
"Si tratta, a questo punto, di un problema complessivamente più politico che di finanza pubblica - ha detto il ministro dell'Economia. Così come un problema per il governo sono diventate le continue tensioni sulla giustizia, a causa delle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Sul tema ha provato a spegnere le polemiche, oggi, lo stesso Giorgio Napolitano: "Basta allo scontro tra politica e giustizia" - è stata l'esortazione del capo dello Stato - ma i magistrati siano più equilibrati e meno difensivi sulle riforme". 

Parole condivise dal ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. Un punto di mediazione di cui spera di beneficiare l'esecutivo. Per non essere più quel punching ball di cui ha parlato ieri il premier.  
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