Politica

Letta a cena con Marchionne a New York.
L'ad Fiat: "E' forte, spero vada avanti"

L'amministratore delegato del Lingotto manifesta il suo appoggio al premier: "La sua missione qui è stata un grande successo. Abbiamo bisogno di stabilità per fare qualcosa". Orfini con una battuta polemica: "Fossi il presidente del consiglio inviterei a cena anche gli operai discriminati"

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NEW YORK - Durante la sua visita a New York il presidente del Consiglio Enrico Letta incassa l'appoggio Sergio Marchionne. "Enrico è una persona forte che trasmette sicurezza - dice l'ad di Fiat Chrysler al termine di una cena con il premier - spero continui. La sua missione qui a New York è stata un grande successo, ha fatto un'ottima impressione". Parole che mentre a Roma il Pdl torna a minacciare la crisi di governo rappresentano un incoraggiamento convinto ad andare avanti per garantire all'Italia stabilità politica, condizione necessaria per uscire dalla crisi.

Per tutta la giornata Letta ha cercato di convincere gli investitori internazionali che la strada intrapresa dal suo esecutivo è quella giusta. Di prima mattina, ha parlato a Wall Street per illustrare il piano "Destinazione Italia", mirato ad attrarre capitali esteri. Poi è intervenuto all'assemblea generale dell'Onu. In serata, cosa non prevista dal programma ufficiale, è andato a cena con una decina di pezzi grossi dell'economia americana. Attorno al tavolo dell'elegante 'Le Cirque' a Midtown, di fronte alla sede di Bloomberg, oltre all'ad di Fiat Chrysler e all'ambasciatore italiano a Washington Claudio Bisogniero, c'erano una decina di big della business community della Grande Mela, tra i quali la numero uno di Ibm, Ginni Rometty.

Al termine di una cena a base tutta "made in Italy" con risotto ai funghi, pollo e vini italiani, Letta è sgusciato via salutando Marchionne con un confidenziale "Ciao Sergio". L'ad del lingotto si è invece trattenuto con i cronisti parlando sul senso della serata: "Abbiamo bisogno di stabilità per un po' di tempo per fare qualcosa". Poi quasi sbigottito rispetto alla notizia delle fibrillazioni interne alla maggioranza che vengono da Roma, ha strabuzzato gli occhi e ha chiesto quasi incredulo: "Da quanto tempo è in carica questo governo? Sono solo quattro mesi...". Marchionne non si è invece soffermato sulla Chrysler, a poche ore di distanza dalla presentazione dei documenti per lo sbarco in Borsa della casa automobilistica americana. "Va bene", si è limitato a dire entrando in una Jeep Grand Cherokee nera.

La frecciata di Orfini Intanto sul fronte interno al Pd, Matteo Orfini ha commentato con una battuta polemica la cena tra il presidente del consiglio e l'amministratore delegato della Fiat. "Dopo la cena americana con Marchionne, fossi in Enrico Letta al mio ritorno inviterei a cena gli operai discriminati dalla Fiat" ha scritto Orfini sul canale di Twitter.
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