ROMA - "Noi non abbiamo occupato proprio niente. Occupy Rai era solo il nome della manifestazione". Si difende, Roberto Fico. Sulla testa del 5 stelle presidente della Vigilanza Rai - dal Pd e dal Pdl - piovono richieste di dimissioni, cui lui ribatte sferzante: "Dovrebbero ricordarsi che il capo del Viminale Angelino Alfano, insieme ad altri ministri, è andato sulle scale del palazzo di giustizia di Milano a protestare contro una sentenza che riguardava Silvio Berlusconi. Inviterei chi chiede che me ne vada a fare poche chiacchiere".
Lei è il presidente della Vigilanza Rai ed è andato a protestarecontro l'azienda che ha ildovere di tutelare.
"La Rai è un'azienda pubblica cui chiediamo trasparenza, non il terzo potere dello Stato che cerchiamo di invadere. Io sono prima di tutto un deputato del Movimento 5 stelle: ho accompagnato alla Rai il mio gruppo e il mio capo politico. Siamo andati a chiedere che la tv di Stato non risponda mai più ai partiti, ma ai suoi veri azionisti, ai cittadini che pagano il canone".
Secondo Gubitosi anche la vostra può essere letta come l'ingerenza di un partito.
"Il direttore generale sa benissimo che sia come deputatoche come presidente della Vigilanza il mio telefono non si è mai alzato per chiedere alcunché. Non ho nessun uomo dentro la Rai, non ho fatto nessuna lottizzazione né mai la farò".
Si metta nei panni dei giornalisti Rai, che avete definito"camerieri" della politica. Come possono sentirsi tutelati dalla sua presidenza?
"Le lamentele che abbiamo riportato alla dirigenza ci arrivano da moltissimi dipendenti Rai. Abbiamo chiesto che vengano valorizzati gli interni, persone spesso capaci mobbizzate a favore di altre cui vengono appaltate regie, conduzioni, testi, riprese. Abbiamo un'azienda che costa 3 miliardi di euro l'anno e ne appalta all'esterno un milione e 400mila pur avendo 13mila dipendenti".
Quindi i giornalisti Rai non sono venduti alla causa dei partiti. Nega quello che avete detto?
"Penso che ci sia un tappo che non fa andare avanti la libera informazione. L'accusa di Grillo si rivolge alla classe dirigente di una parte dei giornalisti".
Avete detto che presidente, direttore generale, cda, devono andare tutti a casa. Non crede sia grave, da parte di chi ricopreil suo ruolo?
"Da presidente non ho chiesto nulla del genere. Da deputato - insieme agli altri - vorrei vedere il prima possibile dei risultati sul versante della libertà, della trasparenza e del pluralismo".
Lei è il presidente della Vigilanza Rai ed è andato a protestarecontro l'azienda che ha ildovere di tutelare.
"La Rai è un'azienda pubblica cui chiediamo trasparenza, non il terzo potere dello Stato che cerchiamo di invadere. Io sono prima di tutto un deputato del Movimento 5 stelle: ho accompagnato alla Rai il mio gruppo e il mio capo politico. Siamo andati a chiedere che la tv di Stato non risponda mai più ai partiti, ma ai suoi veri azionisti, ai cittadini che pagano il canone".
Secondo Gubitosi anche la vostra può essere letta come l'ingerenza di un partito.
"Il direttore generale sa benissimo che sia come deputatoche come presidente della Vigilanza il mio telefono non si è mai alzato per chiedere alcunché. Non ho nessun uomo dentro la Rai, non ho fatto nessuna lottizzazione né mai la farò".
Si metta nei panni dei giornalisti Rai, che avete definito"camerieri" della politica. Come possono sentirsi tutelati dalla sua presidenza?
"Le lamentele che abbiamo riportato alla dirigenza ci arrivano da moltissimi dipendenti Rai. Abbiamo chiesto che vengano valorizzati gli interni, persone spesso capaci mobbizzate a favore di altre cui vengono appaltate regie, conduzioni, testi, riprese. Abbiamo un'azienda che costa 3 miliardi di euro l'anno e ne appalta all'esterno un milione e 400mila pur avendo 13mila dipendenti".
Quindi i giornalisti Rai non sono venduti alla causa dei partiti. Nega quello che avete detto?
"Penso che ci sia un tappo che non fa andare avanti la libera informazione. L'accusa di Grillo si rivolge alla classe dirigente di una parte dei giornalisti".
Avete detto che presidente, direttore generale, cda, devono andare tutti a casa. Non crede sia grave, da parte di chi ricopreil suo ruolo?
"Da presidente non ho chiesto nulla del genere. Da deputato - insieme agli altri - vorrei vedere il prima possibile dei risultati sul versante della libertà, della trasparenza e del pluralismo".