Politica

Crisi Pdl, i falchi adesso frenano.
Nuovo incontro Alfano-Berlusconi

Girandola di incontri a Palazzo Grazioli con il vicepremier e i ministri. Appello di Sandro Bondi, a cui si accodano Gelmini, Carfagna e Gasparri: "Lavoriamo a unità del partito. No a divisioni senza ritorno". Cicchitto: "Pdl va defalchizzato, non deberlusconizzato". Giovanardi a Buttiglione: "Non faremo fine Udc"

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ROMA - Lavorare per l'unità del partito, evitando divisioni senza ritorno. Si rincorrono nel Pdl gli appelli a ricucire lo strappo tra i fedelissimi di Silvio Berlusconi e i cosiddetti "alfaniani". E sembra lavorare in questa direzione anche lo stesso Cavaliere in una serie di incontri a Palazzo Grazioli. Prima, nel pomeriggio, con Angelino Alfano, i capigruppo, Renato Schifani e Renato Brunetta e Fabrizio Cicchitto. E poi, in serata, con i ministri Lupi, Quagliariello e De Girolamo. Al centro dei colloqui il futuro del partito e la possibilità di trovare una mediazione tra le due anime del Pdl per evitare spaccature.

L'appello di Bondi. Toni più concilianti si registrano anche da Sandro Bondi, uno dei più duri contro i dissidenti, durante la votazione della fiducia al governo Letta al Senato. Un'apparente frenata dopo il documento sottoscritto ieri da cento 'falchi' tra deputati e senatori.  "Abbiamo il dovere di lavorare per una ricomposizione e una rinnovata unità del nostro partito - dice oggi il coordinatore del Pdl -. Lo dobbiamo in primo luogo al Presidente Silvio Berlusconi, nel quale tutti ci riconosciamo e al quale dobbiamo dimostrare soprattutto in questo momento la massima solidarietà e vicinanza politica e personale".

"No a divisioni senza ritorno". Si accoda alle parole di Bondi, Mariastella Gelmini. "Le giornate che abbiamo attraversato hanno segnato il rischio concreto di una divisione senza ritorno - ammette l'ex ministro - che, dobbiamo impegnarci ad evitare". "Questa unità dei moderati - continua Gelmini -, che dobbiamo a Berlusconi, rappresenta per noi e per l'Italia la vera prospettiva. Sulla stessa linea, Mara Carfagna che ritiene sia "politicamente miope frammentare l'offerta politica che il popolo di centrodestra giustamente pretende e che non è riuscito ad ottenere spesso per manovre di palazzo e operazioni spregiudicate". Spinge per la tregua anche Maurizio Gasparri. "Continueremo con lealtà - aggiunge - a sostenere le tesi della concordia e dell'unitarietà, invitando i colleghi e gli amici del Pdl a confrontarsi in maniera aperta e senza paure. In gioco non c'è il futuro dei singoli ma quello centrodestra italiano".

Cicchitto: defalchizzare il partito. Sull'altro fronte si registra l'intervento di Fabrizio Cicchitto. La "questione va trattata con grande senso di responsabilItà" e "il Pdl va defalchizzato e non deberlusconizzato", dice il deputato. Che poi replica anche a Rocco Buttiglione - che aveva auspicato un cartello centrista con i dissidenti alle prossime europee - "Con tutto il rispetto non è il Presidente Buttiglione che ha il potere di fare le liste per le elezioni del prossimo parlamento europeo". A Buttiglione è diretta anche la replica di Carlo Giovanardi. "Non permetteremo di far fare alla nostra iniziativa la stessa fine dell'UDC".
 
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