Politica

Bagnasco: "Aggressione strategica a famiglia.
Indebolendola si domina meglio  la società"

Il Cardinale attacca i poteri forti: " Indeboliscono l'istituzione famigliare per colpire la società e dominarla meglio". Il porporato commenta l'apertura tedesca ai sacramenti ai divorziati: "È compito del Papa". Sui gay: "La fede non si può negare a nessuno"

1 minuti di lettura
GENOVA - Il presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, torna a difendere la famiglia, contro cui ci sarebbe "un'aggressione strategica e non casuale". A margine di un seminario sulla famiglia organizzato dal Forum delle associazioni familiari, il Cardinale ne ha sottolineato l'importanza all'interno della società, evidenziando i rischi di un suo indebolimento.

"Se la famiglia è più debole - sostiene Bagnasco - la società è più fragile e si domina meglio sul piano politico, economico e ideologico. Bagnasco spiega anche perchè secondo lui qualcuno vorrebbe indebolire l'istituzione famigliare: "La storia ce lo insegna. 'Qualcuno' più forte e avveduto e furbo c'è sempre, e per 'qualcuno' non intendo necessariamente delle persone ma anche delle lobby o istituzioni", ha detto. Secondo il Cardinale, si è ormai capito che la famiglia è il "grembo della vita" e si sta cercando di minarne le fondamenta. Un'azione mirata, che rischia di "distruggere la persona". "Viene a mancare quella maturità interiore - dice Bagnasco -, sinomino di capacità critica, di fortezza e di proposizione e quindi punto solido, per cui la società, da comunità di vita e di destino, da popolo di relazioni e di solidarietà, diventa - continua - una moltitudine di punti individuali, diventa una folla, non un popolo".

Di fronte a questo, "capite che il fronte della famiglia - ha aggiunto il porporato - è un fronte sul quale la Chiesa, la comunità critiana, gli uomini e le persone di buona volontà non possono essere assenti perchè la famiglia è l'ultima e la prima frontiera dell'umano e quindi - ha concluso - distruggendo quella in realtà si va alla radice".

Il presidente della Cei smentisce poi l'apertura della chiesa tedesca ai sacramenti ai divorziati, precisando che "si tratta di una dichiarazione di una commissione pastorale, non dei vescovi tedeschi". "Un'apertura del genere in ogni caso - dice - sarebbe compito del Papa". Parlando degli omosessuali ha poi aggiunto: "la fede non è negata a nessuno evidentemente. Questo è dentro la coscienza di ciascuno ed è di fronte a Dio. Questo vale per tutti".
I commenti dei lettori