Politica

Pdl, Alfano: "Bene incontro con Berlusconi.
Chiuderò in gabbia falchi e colombe"

Da Prato, il segretario del partito: "Con Silvio ci si chiarisce sempre. Abbiamo parlato della legge di stabilità: vogliamo che non aumenti le tasse e che si vendano asset pubblici per diminuire il debito". "Nel Pdl primarie a tutti i livelli". Lo sfidante Fitto però insiste: "Azzerare le cariche e consegnare tutto al Cav"

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PRATO - Il segretario del Pdl e vicepremier, Angelino Alfano, parla dell'incontro avuto in nottata con Silvio Berlusconi e da Artimino (Prato), dove interviene al meeting "La forza dei Comuni", davanti a telecamere e giornalisti, usa toni rassicuranti. Il Cavaliere - che pure negli ultimi giorni era stato "sedotto" dai falchi - deve averlo tranquillizzato: "E' andato bene, sono molto soddisfatto - dice Alfano - quando ci vediamo con il presidente Berlusconi ci si chiarisce sempre, le decisioni le prenderemo nei prossimi giorni". Alfano mette in chiaro il suo obiettivo: compattare il centrodestra chiudendo "in gabbia falchi e colombe". E su questo, garantisce il segretario Pdl, "c'è un grandissimo impegno di Berlusconi".

Durante il confronto con Berlusconi, spiega ancora il vicepremier, "abbiamo molto parlato della legge di stabilità. Il nostro movimento politico si batterà per diminuire il debito pubblico. Vogliamo che la legge di stabilità non aumenti le tasse e anzi venda un po' di asset pubblici per la diminuzione del debito pubblico".
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Primarie a tutti i livelli. "La legge elettorale va cambiata, in Parlamento deve andare chi ha i voti. A livello di partito ci devono essere primarie a tutti i livelli e ovunque chi vince governa e chi perde resta nel partito", ha detto Alfano.

I ministri.
Quanto alle critiche rivolte ai ministri Pdl da Berlusconi durante un pranzo con gli europarlamentari - in particolare l'espressione "ministri traditori" - Alfano minimizza: "Mi pare che sia stato già smentito tutto. Noi siamo dentro questo governo come sentinelle anti-tasse". In effetti quelle dichiarazioni, riportate sia dalle agenzie di stampa, hanno costretto il Cavaliere - già di prima mattina - a una rettifica. "Mai fatte certe affermazioni, i nostri avversari vogliono contrasti e divisioni nel movimento. Io lavoro per la coesione e l'unità".

Il Cavaliere e Fitto.
Ma alle orecchie dei 'lealisti' le parole di Alfano suonano tutt'altro che rassicuranti. "Non può come niente fosse parlare di unità lui che fino a ieri minacciava la scissione", si adirano. A intervenire ancora una volta è Raffaele Fitto, diventato il leader dello schieramento antialfaniano: "C'è una sola via, sostiene, per ritrovare l'unità del partito senza se e senza ma. E' azzerare tutti gli incarichi e riconsegnarli nelle mani di Berlusconi, unico leader riconosciuto dai nostri elettori". Per poi indire congresso o primarie. Non si può "tergiversare", afferma, né su questo né sulla linea politica, con posizioni "di comodo" come quelle di chi non ha agito sulla riforma della giustizia e ha "consentito l'aumento di un punto dell'Iva". Il riferimento ai ministri è chiaro.

La spaccatura si approfondisce. Dal fronte dei governisti interviene Maurizio Sacconi: "Fitto - dice - sembra volere una resa dei conti interna e il voto anticipato". "Ci sono molte cose da chiarire prima di passare a Forza Italia", aggiunge Fabrizio Cicchitto, il primo a sostenere la necessità di gruppi parlamentari autonomi. Mentre per i falchi parla Mariastella Gelmini: "Bene Fitto, si riparta dal Cavaliere". La scissione, insomma, resta sempre all'orizzonte.
 
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