ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano questa mattina ha ricordato il senso del suo mandato, incoraggiando le forze politiche ad "andare avanti con le riforme, anche quella del Porcellum". Intanto al Senato si continua a discutere sul modello migliore da adottare.
Il gruppo Pd riunito a Palazzo Madama ha chiesto a larga maggioranza che il doppio turno sia uno dei punti fermi della prossima riforma elettorale. "E' stata una buona discussione", ha detto la presidente della commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro: "E' uscita forte la richiesta che il tema del doppio turno, di lista o di coalizione, sia uno dei punti fermi per assicurare governabilità".
Un tema, per stessa ammissione di Finocchiaro "molto delicato visto che il Pdl ha espresso, finora, la propria contrarietà con forza". Ci potrebbe essere, dunque, questa richiesta da parte del gruppo del Pd, "non del partito, visto che una assemblea ancora non c'è stata", ha sottolineato Finocchiaro.
Rosa Maria Di Giorgi, senatrice renziana, è ancora più netta: "Se l'urgenza prevede accordi a tutti i costi, allora diciamo 'no' all'urgenza", spiega. "Se si riesce a trovare un accordo sul doppio turno è meglio, non possiamo arrivare a un compromesso che sia peggiore del punto da cui partiamo", assicura. Dal Pd non si passa se non c'è il doppio turno e, su questo, la discussione di oggi rappresenta un avanzamento. "Non possiamo farci carico di una legge elettorale che non ci piace e che i cittadini ci ascriverebbero, molto più che al Pdl", spiega.
Ma non tutti i democratici sono d'accordo con l'idea di temporeggiare. Gianni Cuperlo invita piuttosto a stringere i tempi: "La riforma della legge elettorale è una urgenza non più eludibile - dice il candidato alla segreteria Pd- E' necessario che il partito faccia una propria proposta che tenga insieme le esigenze di merito e la necessità di individuare in Parlamento la più ampia convergenza". E chiede ad Epifani di convocare i candidati "per una discussione chiara e trasparente".
Intanto il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello ammonisce: "Bisogna sgombrare il campo dall'illusione - ha detto nel corso dell'informativa alla Camera sui lavori della Commissione dei saggi sulle riforme costituzionali - che un ennesimo intervento solo sulla legge elettorale, o affidandosi alle esclusive dinamiche dei partiti, possa porre rimedio al deficit di capacità decisionale, di stabilità e di rappresentatività " di cui soffre il nostro paese.
"Serve un processo di rafforzamento dei partiti - ha proseguito Quagliariello - rendendoli capaci di parlare al loro interno e tra loro stessi, facendo prevalere le ragioni dell'unità piuttosto che quelle del conflitto e della sterile, e a volte aprioristica, contrapposizione".
Il gruppo Pd riunito a Palazzo Madama ha chiesto a larga maggioranza che il doppio turno sia uno dei punti fermi della prossima riforma elettorale. "E' stata una buona discussione", ha detto la presidente della commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro: "E' uscita forte la richiesta che il tema del doppio turno, di lista o di coalizione, sia uno dei punti fermi per assicurare governabilità".
Un tema, per stessa ammissione di Finocchiaro "molto delicato visto che il Pdl ha espresso, finora, la propria contrarietà con forza". Ci potrebbe essere, dunque, questa richiesta da parte del gruppo del Pd, "non del partito, visto che una assemblea ancora non c'è stata", ha sottolineato Finocchiaro.
Rosa Maria Di Giorgi, senatrice renziana, è ancora più netta: "Se l'urgenza prevede accordi a tutti i costi, allora diciamo 'no' all'urgenza", spiega. "Se si riesce a trovare un accordo sul doppio turno è meglio, non possiamo arrivare a un compromesso che sia peggiore del punto da cui partiamo", assicura. Dal Pd non si passa se non c'è il doppio turno e, su questo, la discussione di oggi rappresenta un avanzamento. "Non possiamo farci carico di una legge elettorale che non ci piace e che i cittadini ci ascriverebbero, molto più che al Pdl", spiega.
Ma non tutti i democratici sono d'accordo con l'idea di temporeggiare. Gianni Cuperlo invita piuttosto a stringere i tempi: "La riforma della legge elettorale è una urgenza non più eludibile - dice il candidato alla segreteria Pd- E' necessario che il partito faccia una propria proposta che tenga insieme le esigenze di merito e la necessità di individuare in Parlamento la più ampia convergenza". E chiede ad Epifani di convocare i candidati "per una discussione chiara e trasparente".
Intanto il ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello ammonisce: "Bisogna sgombrare il campo dall'illusione - ha detto nel corso dell'informativa alla Camera sui lavori della Commissione dei saggi sulle riforme costituzionali - che un ennesimo intervento solo sulla legge elettorale, o affidandosi alle esclusive dinamiche dei partiti, possa porre rimedio al deficit di capacità decisionale, di stabilità e di rappresentatività " di cui soffre il nostro paese.
"Serve un processo di rafforzamento dei partiti - ha proseguito Quagliariello - rendendoli capaci di parlare al loro interno e tra loro stessi, facendo prevalere le ragioni dell'unità piuttosto che quelle del conflitto e della sterile, e a volte aprioristica, contrapposizione".