ROMA - Lo scontro sul contratto di Fabio Fazio - esploso domenica in diretta tv con l'attacco di Brunetta al conduttore - sale di tono. E coinvolge i vertici della Rai. In difesa del conduttore scende in campo il direttore generale Rai Luigi Gubitosi: "Ci sono professionalità, come quella di Fazio ma anche altre, che sono un grande valore per la Rai e per i telespettatori. Fazio peraltro non è un costo per l'azienda, ma una fonte di profitto e garantisce un'informazione trasparente, seria e di altissima qualità", ha detto. Per il direttore generale, Fazio ha dimostrato il suo equilibrio "invitando sempre tutte le componenti della società e della cultura e dando a ognuno la possibilità, col garbo che lo contraddistingue, di esprimere la propria opinione, anche a chi si è voluto e si vuole presentare al pubblico con inutile aggressività. Lo ringrazio per questo a nome dell'azienda e lo invito a proseguire quello che sta facendo, peraltro benissimo".
Parole che mandano Renato Brunetta su tutte le furie: "E' offensivo", dice commentando l'intervento del direttore generale. "Vorrei sottolineare il comportamento anomalo di Gubitosi, quando sostiene che la trasmissione 'Che tempo che fa' sia equilibrata. Trovo questa dichiarazione offensiva per l'intelligenza della commissione di Vigilanza e per il rapporto che la Rai ha con il Parlamento", ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera.
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A sollecitare un intervento di Gubitosi erano stati i due consiglieri di amministrazione vicini al centrosinistra, Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo: "Chi difende la Rai da attacchi gratuiti?", hanno detto. "Siamo sconcertati dalla passività della Rai di fronte all'ingiustificato atteggiamento dell'onorevole Brunetta nei confronti di Fabio Fazio. Il silenzio della dirigenza ci obbliga a un intervento, che avremmo volentieri evitato, per ristabilire la correttezza su alcuni fatti".
I due scrivono: "Fazio ha detto il vero sostenendo che il programma si paga con la pubblicità. Anzi, 'Che tempo che fa' addirittura guadagna. Inoltre, Brunetta accusato la Rai di violare la legge perché non pubblica i compensi dei suoi artisti e conduttori. Ma in verità non esiste un obbligo dell'azienda a tale pubblicazione".
Ma non basta. Ad alimentare le polemiche anche un'intervista in diretta su Radio 24 di Roberto Fico. Il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, intervenendo sull'occupazione di Sanremo ipotizzata da Grillo, ha detto: "Sono andato a molte manifestazioni con i miei colleghi del gruppo 5 Stelle, e continuerei ad andare. Da presidente della Vigilanza voglio che Sanremo sia totalmente trasparente. Alla fine del programma, come di altri, si devono spiegare tutti i costi ai cittadini, specificando cosa è stato finanziato dal canone. Vorrei un bilancio chiaro delle trasmissioni, una indicazione sintetica nei titoli di coda magari con un richiamo a un sito internet della Rai dove si spieghi tutto precisamente".
Per il presidente della commissione "esisterà anche, nel contratto di Fazio, una clausola di riservatezza, ma il punto fondamentale è che noi vogliamo che tutti gli stipendi Rai siano trasparenti e pubblici, dato che la Rai è un'azienda pubblica che raccoglie il canone", e comunque l'importo del cachet, in base alle indiscrezioni, "si parla di 1,8 milioni all'anno, per le persone normali è una cifra da capogiro, anche su questo si potrebbe dare un esempio forte al paese".
Più tardi Fico ha precisato: "Non esiste nessun 'Occupy Sanremo', non c'è alcuna manifestazione di questo genere e con questo nome a cui devo partecipare. Il mio lavoro continua in Vigilanza e semmai ci saranno eventi organizzati dal mio gruppo parlamentare, mi riserverò di scegliere se intervenire come ho sempre fatto nel rispetto del mio ruolo istituzionale".
Parole che mandano Renato Brunetta su tutte le furie: "E' offensivo", dice commentando l'intervento del direttore generale. "Vorrei sottolineare il comportamento anomalo di Gubitosi, quando sostiene che la trasmissione 'Che tempo che fa' sia equilibrata. Trovo questa dichiarazione offensiva per l'intelligenza della commissione di Vigilanza e per il rapporto che la Rai ha con il Parlamento", ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera.
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A sollecitare un intervento di Gubitosi erano stati i due consiglieri di amministrazione vicini al centrosinistra, Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo: "Chi difende la Rai da attacchi gratuiti?", hanno detto. "Siamo sconcertati dalla passività della Rai di fronte all'ingiustificato atteggiamento dell'onorevole Brunetta nei confronti di Fabio Fazio. Il silenzio della dirigenza ci obbliga a un intervento, che avremmo volentieri evitato, per ristabilire la correttezza su alcuni fatti".
I due scrivono: "Fazio ha detto il vero sostenendo che il programma si paga con la pubblicità. Anzi, 'Che tempo che fa' addirittura guadagna. Inoltre, Brunetta accusato la Rai di violare la legge perché non pubblica i compensi dei suoi artisti e conduttori. Ma in verità non esiste un obbligo dell'azienda a tale pubblicazione".
Ma non basta. Ad alimentare le polemiche anche un'intervista in diretta su Radio 24 di Roberto Fico. Il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, intervenendo sull'occupazione di Sanremo ipotizzata da Grillo, ha detto: "Sono andato a molte manifestazioni con i miei colleghi del gruppo 5 Stelle, e continuerei ad andare. Da presidente della Vigilanza voglio che Sanremo sia totalmente trasparente. Alla fine del programma, come di altri, si devono spiegare tutti i costi ai cittadini, specificando cosa è stato finanziato dal canone. Vorrei un bilancio chiaro delle trasmissioni, una indicazione sintetica nei titoli di coda magari con un richiamo a un sito internet della Rai dove si spieghi tutto precisamente".
Per il presidente della commissione "esisterà anche, nel contratto di Fazio, una clausola di riservatezza, ma il punto fondamentale è che noi vogliamo che tutti gli stipendi Rai siano trasparenti e pubblici, dato che la Rai è un'azienda pubblica che raccoglie il canone", e comunque l'importo del cachet, in base alle indiscrezioni, "si parla di 1,8 milioni all'anno, per le persone normali è una cifra da capogiro, anche su questo si potrebbe dare un esempio forte al paese".
Più tardi Fico ha precisato: "Non esiste nessun 'Occupy Sanremo', non c'è alcuna manifestazione di questo genere e con questo nome a cui devo partecipare. Il mio lavoro continua in Vigilanza e semmai ci saranno eventi organizzati dal mio gruppo parlamentare, mi riserverò di scegliere se intervenire come ho sempre fatto nel rispetto del mio ruolo istituzionale".