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Coldiretti, l'agraria "apolitica" scende in campo

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CERNOBBIO  -  Costava "lire due", il primo Bollettino della federazione dei Coltivatori diretti, uscito il 1° gennaio 1945. "La Federazione  -  c'era scritto  -  è APOLITICA. Non interessa che tu sia monarchico o repubblicano, comunista o democratico cristiano...". Queste le origini della Coldiretti. Il primo impegno fu però presto smentito. "Per la pace della tua famiglia  -  annuncia infatti il bollettino del 22 marzo 1948  -  contro il comunismo, vota Democrazia cristiana".

Vengono in mente le origini della Bonomiana, adesso che Sergio Marini, il presidente della Coldiretti  -  nome attuale dell'organizzazione dei contadini cattolici fondata da Paolo Bonomi  -  annuncia le dimissioni da presidente e la nascita di una fondazione "per portare l'esperienza della Coldiretti in politica". Annuncia il nome, Italia Spa (Spa sta per Sostenibile per azioni) e il pr…
CERNOBBIO  -  Costava "lire due", il primo Bollettino della federazione dei Coltivatori diretti, uscito il 1° gennaio 1945. "La Federazione  -  c'era scritto  -  è APOLITICA. Non interessa che tu sia monarchico o repubblicano, comunista o democratico cristiano...". Queste le origini della Coldiretti. Il primo impegno fu però presto smentito. "Per la pace della tua famiglia  -  annuncia infatti il bollettino del 22 marzo 1948  -  contro il comunismo, vota Democrazia cristiana".

Vengono in mente le origini della Bonomiana, adesso che Sergio Marini, il presidente della Coldiretti  -  nome attuale dell'organizzazione dei contadini cattolici fondata da Paolo Bonomi  -  annuncia le dimissioni da presidente e la nascita di una fondazione "per portare l'esperienza della Coldiretti in politica". Annuncia il nome, Italia Spa (Spa sta per Sostenibile per azioni) e il progetto. "Voglio ricostruire il sogno italiano. Dobbiamo smetterla di piagnucolarci addosso. La Coldiretti ha cambiato il mondo delle campagne.  Quando ero all'università ci si vergognava di essere contadino. Con le nostre proposte contro corrente  -  no Ogm, sì ai controlli dei Nas nelle campagne... - siamo riusciti a cambiare il modo di lavorare e di vivere nelle nostre terre... La Coldiretti ha fatto molto, ma le decisioni vengono prese dalla politica e allora ci vuole il coraggio di fare politica".

Chi siano i compagni di viaggio, quanta Coldiretti sia coinvolta nella nuova proposta, non è dato sapere. Si può soltanto annotare che fra gli  invitati al forum di Cernobbio ci sono ad esempio Corrado Passera, Andrea Segrè, presidente del Last Minute Market; Mario Ciaccia, estensore della legge del Buon Samaritano... Ben noti, invece, i fondatori della prima federazione dei Coltivatori diretti. Paolo Bonomi si muoveva in stretto contatto con Alcide De Gasperi. Ispiratore dei contadini di Dio fu anche l'allora pro segretario di Stato monsignor Giovanni Battista Montini, poi Paolo VI. Grande amico fu Giulio Andreotti e Aldo Moro disse che "la federazione era la proiezione della Democrazia Cristiana nelle campagne". L'obiettivo, allora, era chiaro. I lavoratori della terra non dovevano mescolarsi "agli operai delle fabbriche che guardano a Mosca".

L'obiettivo viene raggiunto. Nelle elezioni del 1948 il Fronte è battuto e la Coltivatori diretti fa eleggere 23 deputati e 3 senatori. Arrivano anche i primi risultati. Nel 1952 con la riforma agraria tre milioni di ettari passano dal latifondo ai contadini. Per la prima volta in campagna arrivano la mutua e l'assistenza malattia, gli assegni familiari, la tutela della maternità, la pensione di vecchia. Con Mani Pulite crolla la Dc e la Coldiretti sembra quasi dimenticare il suo stretto collegamento con la politica. Il presidente Marini  -  che si dimetterà ufficialmente domenica  -  annuncia la sua nuova proposta politica ma non scende nel particolare. Cita però più volte papa Francesco, ed il suo invito "ad andare contro corrente". "Bisogna ridare un sogno agli italiani, bisogna dare loro una visione". La politica è cambiata, nei decenni della Coldiretti. L'unico legame solido e indistruttibile stretto resta quello con la Chiesa: ogni federazione provinciale ha ancora oggi un sacerdote come assistente ecclesiastico.