ROMA - Separati in casa. Il ministro della Difesa, Mario Mauro, l'ex premier, Mario Monti, e il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini vivono così le ore successive alle dimissioni del senatore a vita da Scelta Civica. Lanciandosi frecciate e accuse. Questa mattina i tre si sono incontrati nello studio di Casini al Senato e si sono incrociati a Palazzo Giustiniani durante la commemorazione del presidente Ppe, Wilfried Martens, recentemente scomparso.
Ma lo strappo è tutt'altro che rientrato. Tanto che si parla di un nuovo gruppo al Senato,
formato da 12 senatori di Scelta civica, tra cui Casini e Mauro. Il primo passo verso una formazione politica dei moderati e popolari. Che potrebbe attrarre, si racconta a Palazzo Madama, anche due o tre senatori Pdl. Voci alimentate da una dichiarazione del leader Udc a Matrix: "La decadenza di Berlusconi? Non so ancora come voterò".
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L'accusa di Monti: "Tradimento". Durissime le parole di Monti nei confronti degli ex alleati: "Sono stato tradito da coloro che mi hanno chiesto di formare un partito per portarli o riportarli in parlamento", ha detto. "Mauro e Casini - ha aggiunto - ritengono che l'appoggio al governo debba essere senza se e senza ma". Ma secondo l'ex premier non è questa la linea del partito. Scelta civica - secondo il professore - doveva invece chiedere una minore dipendenza del governo da Pd e Pdl che "si muovono con interessi elettorali".
L'ira di Casini. Parole che proprio non vanno giù a Pier Ferdinando Casini: "Non voglio che si riverberino su di me problemi che non riguardano il mio partito". Ma poi attacca: "Le accuse di Monti nei miei confronti sono ridicole. Non è accettabile il suo comportamento rissoso". E su come voterà al Senato per la decadenza di Berlusconi, risponde: "Non ho ancora deciso. Non è vero che ho contrattato con Berlusconi, non ho parlato con lui e non gli parlerò. Sarà un voto che appartiene alla mia coscienza e basta. Al momento giusto lo dirò".
L'incontro in mattinata. All'incontro di questa mattina nello studio di Casini era presente, oltre al leader dell'Udc, anche il ministro per le Riforme Quagliariello. Monti rimprovera a Mauro e Casini le posizioni assunte sulla legge di stabilità. Ma soprattutto non sembra essere andato giù il pranzo del ministro della Difesa, due giorni fa, con Berlusconi e Alfano. Un incontro finalizzato alla costruzione di una nuova formazione legata al Ppe. Una falsità secondo Mauro, che ad amici e collaboratori avrebbe detto: "Chi spera di trasformare la mia lealtà al Governo e alle ragioni della Grande Coalizione in una operazione pro Berlusconi, fa un atto vile, degno della peggiore propaganda fascista".
Il partito allo sbando. L'assemblea dei gruppi di Scelta civica intanto, slitta a giovedì. La riunione era stata già convocata per martedì, ma gli avvenimenti delle ultime ore hanno imposto un rinvio. Martedì sera si terrà invece il direttivo del partito, composto da 19 componenti più il presidente Monti. Intanto i parlamentari vanno in ordine sparso.
Il deputato Gianfranco Librandi si augura il ritiro delle dimissioni dell'ex premier: "In occasione del direttivo sarà chiaro a tutti che la maggioranza del partito è con Monti. L'operazione di Mario Mauro di svendere Scelta civica a Berlusconi è fallita".
Anche Andrea Romano attacca Mauro e gli altri senatori: "Non avrei mai pensato che si arrivasse, per beghe di partito e per riti della vecchia politica, a sconfessare una persona come Mario Monti che si è messo al servizio del paese". Per l'ex Fli Di Biagio invece, è "fuori luogo" l'accusa di voler tornare da Berlusconi: "Volevamo una maggiore dialettica interna - dice - invece assistiamo a decisioni d'imperio che, di fatto, ledono l'unità del gruppo, ne danneggiano la stabilità e non ne rispecchiano l'eterogenea realtà".
La 'squadra' di Passera. Corrado Passera commenta l'implosione di Scelta civica: "Temevo che finisse così, per cui con grande sofferenza, ai tempi, dissi no". Ma già annuncia nuovi movimenti al Centro. Con la nascita di una sua "squadra" al lavoro per il Paese. E intanto attacca duramente la legge di stabilità: "La manovra è gravemente insufficiente".
Ma lo strappo è tutt'altro che rientrato. Tanto che si parla di un nuovo gruppo al Senato,
formato da 12 senatori di Scelta civica, tra cui Casini e Mauro. Il primo passo verso una formazione politica dei moderati e popolari. Che potrebbe attrarre, si racconta a Palazzo Madama, anche due o tre senatori Pdl. Voci alimentate da una dichiarazione del leader Udc a Matrix: "La decadenza di Berlusconi? Non so ancora come voterò".
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L'accusa di Monti: "Tradimento". Durissime le parole di Monti nei confronti degli ex alleati: "Sono stato tradito da coloro che mi hanno chiesto di formare un partito per portarli o riportarli in parlamento", ha detto. "Mauro e Casini - ha aggiunto - ritengono che l'appoggio al governo debba essere senza se e senza ma". Ma secondo l'ex premier non è questa la linea del partito. Scelta civica - secondo il professore - doveva invece chiedere una minore dipendenza del governo da Pd e Pdl che "si muovono con interessi elettorali".
L'ira di Casini. Parole che proprio non vanno giù a Pier Ferdinando Casini: "Non voglio che si riverberino su di me problemi che non riguardano il mio partito". Ma poi attacca: "Le accuse di Monti nei miei confronti sono ridicole. Non è accettabile il suo comportamento rissoso". E su come voterà al Senato per la decadenza di Berlusconi, risponde: "Non ho ancora deciso. Non è vero che ho contrattato con Berlusconi, non ho parlato con lui e non gli parlerò. Sarà un voto che appartiene alla mia coscienza e basta. Al momento giusto lo dirò".
L'incontro in mattinata. All'incontro di questa mattina nello studio di Casini era presente, oltre al leader dell'Udc, anche il ministro per le Riforme Quagliariello. Monti rimprovera a Mauro e Casini le posizioni assunte sulla legge di stabilità. Ma soprattutto non sembra essere andato giù il pranzo del ministro della Difesa, due giorni fa, con Berlusconi e Alfano. Un incontro finalizzato alla costruzione di una nuova formazione legata al Ppe. Una falsità secondo Mauro, che ad amici e collaboratori avrebbe detto: "Chi spera di trasformare la mia lealtà al Governo e alle ragioni della Grande Coalizione in una operazione pro Berlusconi, fa un atto vile, degno della peggiore propaganda fascista".
Il partito allo sbando. L'assemblea dei gruppi di Scelta civica intanto, slitta a giovedì. La riunione era stata già convocata per martedì, ma gli avvenimenti delle ultime ore hanno imposto un rinvio. Martedì sera si terrà invece il direttivo del partito, composto da 19 componenti più il presidente Monti. Intanto i parlamentari vanno in ordine sparso.
Il deputato Gianfranco Librandi si augura il ritiro delle dimissioni dell'ex premier: "In occasione del direttivo sarà chiaro a tutti che la maggioranza del partito è con Monti. L'operazione di Mario Mauro di svendere Scelta civica a Berlusconi è fallita".
Anche Andrea Romano attacca Mauro e gli altri senatori: "Non avrei mai pensato che si arrivasse, per beghe di partito e per riti della vecchia politica, a sconfessare una persona come Mario Monti che si è messo al servizio del paese". Per l'ex Fli Di Biagio invece, è "fuori luogo" l'accusa di voler tornare da Berlusconi: "Volevamo una maggiore dialettica interna - dice - invece assistiamo a decisioni d'imperio che, di fatto, ledono l'unità del gruppo, ne danneggiano la stabilità e non ne rispecchiano l'eterogenea realtà".
La 'squadra' di Passera. Corrado Passera commenta l'implosione di Scelta civica: "Temevo che finisse così, per cui con grande sofferenza, ai tempi, dissi no". Ma già annuncia nuovi movimenti al Centro. Con la nascita di una sua "squadra" al lavoro per il Paese. E intanto attacca duramente la legge di stabilità: "La manovra è gravemente insufficiente".