STRASBURGO - Cambiare le norme contro i soccorritori. Per fare in modo che non vengano più puniti coloro che prestano assistenza in mare agli immigrati. Il parlamento Ue ha approvato oggi una risoluzione bipartisan sui flussi di migranti nel Mediterraneo dopo la tragedia di Lampedusa. Il via libera è arrivato a larghissima maggioranza, e per alzata di mano in occasione del dibattito sul vertice dei capi di Stato e di Governo dei Paesi dell'Ue di domani e venerdì. Nella risoluzione si chiede di "modificare o rivedere eventuali normative che infliggono sanzioni a chi presta assistenza in mare". Il passaggio è particolarmente importante perché trattasi di un implicito riferimento alla legge Bossi-Fini del 2002.
Di fatto, con la richiesta si vuole garantire che le persone non possano essere punite per aver prestato assistenza a migranti in difficoltà in mare: la norma, infatti, punisce il reato di immigrazione clandestina con l'obbligo dell'azione penale anche nei confronti di chi "in qualsiasi modo" contribuisce a favorire l'ingresso in Italia dei migranti. Anche i soccorritori sono dunque passibili di sanzioni penali. La questione aveva scatenato un vespaio di polemiche - incentrate proprio sui soccorsi - all'indomani del terribile naufragio avvenuto il 3 ottobre scorso davanti all'isola di Lampedusa: 518 i profughi che, dall'Africa, erano saliti sul barcone poi andato a fuoco. Di loro, ben 374 sono annegati.
Nella richiesta del parlamento Ue si sottolinea che "Lampedusa deve rappresentare un punto di svolta per l'Europa" e "l'unico modo per evitare un'altra tragedia è di adottare un approccio coordinato, basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, coadiuvato da strumenti comuni". Non solo: il parlamento esorta i Paesi terzi a rispettare il diritto internazionale per salvare vite in mare.
FOCUS Naufragio a Lampedusa
Ma l'incipit della risoluzione bipartisan è dedicato a una menzione particolare. Strasburgo, infatti, plaude oggi agli "enormi sforzi profusi" dagli abitanti di Lampedusa, "come pure da Ong quali Caritas e Croce rossa" per "l'accoglienza iniziale di tutti gli immigrati e le relative operazioni di soccorso". Il merito viene dunque riconosciuto a chi, tra pescatori, operatori e cittadini, si è distinto nell'accoglienza dei migranti. Gli eurodeputati hanno espresso "profondo dolore e rammarico per la perdita di vite umane" e invitato "a fornire assistenza umanitaria ai sopravvissuti" ai naufragi di ottobre. A ruota, la richiesta a Ue e Stati membri di impegnarsi a "garantire i diritti fondamentali universali dei migranti, in particolare dei minori non accompagnati".
"L'unico modo per evitare un'altra tragedia - si legge nel documento - è di adottare un approccio coordinato, basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, coadiuvato da strumenti comuni". Vi si evidenzia, inoltre, che la ricollocazione dei richiedenti asilo "è una delle forme più concrete di solidarietà" e si sollecita il potenziamento di Frontex.
LEGGI Centomila firme contro la Bossi-Fini
Alla vigilia del Consiglio Ue di domani e dopodomani a Bruxelles, dunque, Strasburgo invia un chiaro messaggio ai capi di Stato e di governo, approvando una risoluzione sull'immigrazione e i fatti di Lampedusa. Parlando di coordinamento, gli eurodeputati sottolineano che la ricollocazione dei richiedenti asilo "è una delle forme più concrete di solidarietà e di condivisione delle responsabilità". In questo senso il parlamento raccomanda "la creazione di un meccanismo fondato su criteri oggettivi" per ridurre la pressione sugli Stati membri che "accolgono un numero più elevato, in termini assoluti o relativi, di richiedenti asilo". Strasburgo chiede inoltre di potenziare il Frontex e l'Ufficio Ue per l'asilo e sostiene la proposta della commissione Ue di "istituire una task force" sui flussi nel Mediterraneo, che costituisca "un primo passo verso un approccio più ambizioso".
In quest'ottica, i deputati chiedono a consiglio e commissione Ue di valutare la creazione di un corpo di guardia costiera europeo. Per potenziare "l'ingresso legale in Europa", preferibile a quello irregolare più pericoloso, il parlamento chiede a commissione e governi "di esaminare gli strumenti disponibili in materia di visti" e più in generale "la legislazione sulla migrazione dei lavoratori".
Un primo commento arriva da Roberta Angelilli, vicepresidente del parlamento europeo, la quale auspica che, a questo punto, il Consiglio Ue rafforzi il Frontex e accolga la risoluzione: "La mozione congiunta approvata oggi - dice - segna un passaggio importante nella gestione comune delle politiche di immigrazione e di asilo. Una buona sintesi che mira a ribadire il principio della condivisione delle responsabilità e della gestione delle emergenze a carico di tutti gli stati membri".
Proprio ieri, alla vigilia del vertice di Bruxelles dedicato all'emergenza immigrazione, il premier Enrico Letta aveva alza la voce con l'Europa e chiesto aiuti concreti - oltreché immediati - per fermare la strage di profughi, in fuga da fame e guerre, che tentano la traversata per mettere piede in Europa e alla ricerca di un futuro. "Giovedì e venerdì - aveva detto Letta parlando prima alla Camera e poi al Senato - non accetteremo compromessi al ribasso". Il premier aveva poi anticito che si recherà presto anche a Malta (dove nel corso dell'ultimo decennio sono stati tratti in salvo 13mila immigrati) per un confronto con il premier Muscat.
Intanto, oggi in Italia, a insistere di nuovo sulla necessità di rimettere mano a una legge che nelle ultime settimane ha infiammato il dibattito politico è stata il ministro all'Integrazione, Cècile Kyenge, nel corso del programma "Pane quotidiano" su Rai3: "Vanno riviste - ha detto - le norme sull'immigrazione. Abbiamo un governo di responsabilità, ed esistono altre vie" per la modifica della legge, in particolare "in parlamento, vie che non riguardano necessariamente il governo".
Di fatto, con la richiesta si vuole garantire che le persone non possano essere punite per aver prestato assistenza a migranti in difficoltà in mare: la norma, infatti, punisce il reato di immigrazione clandestina con l'obbligo dell'azione penale anche nei confronti di chi "in qualsiasi modo" contribuisce a favorire l'ingresso in Italia dei migranti. Anche i soccorritori sono dunque passibili di sanzioni penali. La questione aveva scatenato un vespaio di polemiche - incentrate proprio sui soccorsi - all'indomani del terribile naufragio avvenuto il 3 ottobre scorso davanti all'isola di Lampedusa: 518 i profughi che, dall'Africa, erano saliti sul barcone poi andato a fuoco. Di loro, ben 374 sono annegati.
Nella richiesta del parlamento Ue si sottolinea che "Lampedusa deve rappresentare un punto di svolta per l'Europa" e "l'unico modo per evitare un'altra tragedia è di adottare un approccio coordinato, basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, coadiuvato da strumenti comuni". Non solo: il parlamento esorta i Paesi terzi a rispettare il diritto internazionale per salvare vite in mare.
FOCUS Naufragio a Lampedusa
Ma l'incipit della risoluzione bipartisan è dedicato a una menzione particolare. Strasburgo, infatti, plaude oggi agli "enormi sforzi profusi" dagli abitanti di Lampedusa, "come pure da Ong quali Caritas e Croce rossa" per "l'accoglienza iniziale di tutti gli immigrati e le relative operazioni di soccorso". Il merito viene dunque riconosciuto a chi, tra pescatori, operatori e cittadini, si è distinto nell'accoglienza dei migranti. Gli eurodeputati hanno espresso "profondo dolore e rammarico per la perdita di vite umane" e invitato "a fornire assistenza umanitaria ai sopravvissuti" ai naufragi di ottobre. A ruota, la richiesta a Ue e Stati membri di impegnarsi a "garantire i diritti fondamentali universali dei migranti, in particolare dei minori non accompagnati".
"L'unico modo per evitare un'altra tragedia - si legge nel documento - è di adottare un approccio coordinato, basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, coadiuvato da strumenti comuni". Vi si evidenzia, inoltre, che la ricollocazione dei richiedenti asilo "è una delle forme più concrete di solidarietà" e si sollecita il potenziamento di Frontex.
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Alla vigilia del Consiglio Ue di domani e dopodomani a Bruxelles, dunque, Strasburgo invia un chiaro messaggio ai capi di Stato e di governo, approvando una risoluzione sull'immigrazione e i fatti di Lampedusa. Parlando di coordinamento, gli eurodeputati sottolineano che la ricollocazione dei richiedenti asilo "è una delle forme più concrete di solidarietà e di condivisione delle responsabilità". In questo senso il parlamento raccomanda "la creazione di un meccanismo fondato su criteri oggettivi" per ridurre la pressione sugli Stati membri che "accolgono un numero più elevato, in termini assoluti o relativi, di richiedenti asilo". Strasburgo chiede inoltre di potenziare il Frontex e l'Ufficio Ue per l'asilo e sostiene la proposta della commissione Ue di "istituire una task force" sui flussi nel Mediterraneo, che costituisca "un primo passo verso un approccio più ambizioso".
In quest'ottica, i deputati chiedono a consiglio e commissione Ue di valutare la creazione di un corpo di guardia costiera europeo. Per potenziare "l'ingresso legale in Europa", preferibile a quello irregolare più pericoloso, il parlamento chiede a commissione e governi "di esaminare gli strumenti disponibili in materia di visti" e più in generale "la legislazione sulla migrazione dei lavoratori".
Un primo commento arriva da Roberta Angelilli, vicepresidente del parlamento europeo, la quale auspica che, a questo punto, il Consiglio Ue rafforzi il Frontex e accolga la risoluzione: "La mozione congiunta approvata oggi - dice - segna un passaggio importante nella gestione comune delle politiche di immigrazione e di asilo. Una buona sintesi che mira a ribadire il principio della condivisione delle responsabilità e della gestione delle emergenze a carico di tutti gli stati membri".
Proprio ieri, alla vigilia del vertice di Bruxelles dedicato all'emergenza immigrazione, il premier Enrico Letta aveva alza la voce con l'Europa e chiesto aiuti concreti - oltreché immediati - per fermare la strage di profughi, in fuga da fame e guerre, che tentano la traversata per mettere piede in Europa e alla ricerca di un futuro. "Giovedì e venerdì - aveva detto Letta parlando prima alla Camera e poi al Senato - non accetteremo compromessi al ribasso". Il premier aveva poi anticito che si recherà presto anche a Malta (dove nel corso dell'ultimo decennio sono stati tratti in salvo 13mila immigrati) per un confronto con il premier Muscat.
Intanto, oggi in Italia, a insistere di nuovo sulla necessità di rimettere mano a una legge che nelle ultime settimane ha infiammato il dibattito politico è stata il ministro all'Integrazione, Cècile Kyenge, nel corso del programma "Pane quotidiano" su Rai3: "Vanno riviste - ha detto - le norme sull'immigrazione. Abbiamo un governo di responsabilità, ed esistono altre vie" per la modifica della legge, in particolare "in parlamento, vie che non riguardano necessariamente il governo".