Politica

Urbani: "Forza Italia era un'altra cosa. Ora vedo solo manichei"

Intervista a RSera del professore che fu l'ideologo del movimento nel '94: "Gli elettori scelgono Berlusconi ma ormai è ingombrante e non favorisce lo sviluppo della politica. Ma se facesse un passo indietro i suoi avversari sarebbero all'altezza?" di MATTEO PUCCIARELLI

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Giuliano Urbani Forza Italia la conosce bene. Quella vecchia però. Contribuì a fondarla, da ideologo, lui che pure fu allievo di Norberto Bobbio. Nonché ministro del primo governo Berlusconi. Adesso, invece, questa nuova Fi la riconosce poco.
Perché non la convince questo revival?
"Perché nel 1994 aveva senso che noi nascessimo. Di là c'erano i comunisti, anche se si chiamavano Pds. Adesso non ci sono più. Anche il mio amico Nichi Vendola (ride, ndr) ormai è un liberale, anche se un è po' più libertario che liberale. I problemi di adesso sono altri: il debito pubblico e lo sviluppo del Paese. E la litigiosità di questa classe politica".
Non crede più a Berlusconi?
"Ho il dovere personale e morale di dare credito a tanti vecchi amici ma in effetti sono assai titubante".
Il Cavaliere politicamente è finito?
"Ha ancora molto da dare, parliamoci chiaramente. Alfano e Fitto sono due degnissime persone, ma i voti a destra chi li porta?".
Quindi non vede un centrodestra senza Berlusconi?
"Gli elettori scelgono Berlusconi, non tanto la collocazione politica. E guardi, questo è un problema in primis proprio per lui".
In che senso?
"Perché è ingombrante, non si risolve mai il problema del come utilizzare la sua rappresentanza. È in grado di fare un passo indietro e favorire una politica che cominci a trovare dei punti in comune sulle cose da fare? E i suoi avversari sono in grado di accettare questo? Lo dico soprattutto in vista delle condanne...".
Quelle future?
"Eh, io non gliele auguro, ma il rischio che ne arrivino delle altre c'è...".
Ma lei è un fautore delle larghe intese?
"Quelle attuali sono una delusione enorme. Non si riesce a fare niente. Hanno senso solo se si smette di litigare".
Se non succede non è anche colpa di Berlusconi e del suo tira e molla?
"Anche lui ci mette del suo, certo. E così pure la sinistra, che gli fornisce da anni assist in continuazione con la propria debolezza".
La classe dirigente del Pdl-Fi attuale non le sembra troppo appiattita sul leader?
"Guardi, io lasciai la politica perché era impermeata da un bipolarismo suicida. I tuoi avevano sempre ragione, gli altri sempre torto. Solo Renzi sta provando a rompere questo gioco perverso. Al bipolarismo credo molto, ne scrivevo ai tempi sul Giornale di Montanelli. Ma non un bipolarismo di questo tipo. Va ricostruito in prospettiva, con un liberalismo serio e non manicheo".
E quindi gli attuali dirigenti non le sembrano all'altezza....
"Questo lo ha detto lei, ehehehe".
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