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Pdl, 22 senatori a Grasso: "Voto segreto". Berlusconi: "Autogol della Sinistra". E accelera su Fi

Tensione alle stelle dopo la decisione del voto palese per la decadenza del Cavaliere. Epifani: "Non si può tenere in ostaggio il governo". Brunetta: "E' il Pd che lo tiene in ostaggio". E intanto la maggioranza dei membri del Consiglio Nazionale del Pdl sottoscrive il documento per il ritorno a Forza Italia. Il Cavaliere: "Ora svolta subito". In corso incontro con Alfano a Palazzo Grazioli

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ROMA - La scelta del voto palese per la decadenza di Silvio Berlusconi crea nuove fibrillazioni nella maggioranza. E soprattutto riaccende lo scontro interno al Pdl. Come dimostra il faccia a faccia serale, a palazzo Grazioli, tra Alfano e il Cavaliere. Il giorno dopo la decisione della giunta sul regolamento, 22 senatori pidiellini, che si autodefiniscono 'innovatori', hanno firmato un appello rivolto al presidente del Senato, Piero Grasso, affinché la preferenza si svolga a scrutinio segreto.

I senatori, che si ritrovano nelle posizioni dei cosiddetti 'governativi', chiedono a Grasso di ''assumere le decisioni che il regolamento le assegna per garantire il rispetto delle regole di votazione - e dunque la legalità dei nostri lavori - disattendendo il parere non vincolante della Giunta così come il comma 5 dell'articolo 113 le consente di fare''.

Il parere della Giunta, si legge nell'appello, "oltreché tecnicamente infondato, contravviene alle regole della correttezza istituzionale. Non vi può essere infatti alcun dubbio sul fatto che il tipo di votazione in esame riguardi una persona e che dunque...debba avvenire a scrutinio segreto".

Silvio Berlusconi, che giudica quella di ieri una decisione 'contra personam', comunque, non ha intenzione di abbandonare il campo: "La partita è ben lontana dal fischio finale perché la sentenza che mi ha condannato è fondata su delle falsità e sarà ribaltata molto presto", ha detto in un'intervista a Bruno Vespa per il nuovo libro. E attacca gli avversari: "L'atteggiamento della sinistra, e non solo, è ormai sotto gli occhi di chiunque abbia anche soltanto un minimo di onestà intellettuale. Ma hanno commesso un autogol; gli italiani hanno capito che vogliono eliminarmi per sempre dalla vita politica perché mi considerano l'ultimo ostacolo alla loro definitiva presa del potere".

Il Cavaliere, che cita Francesco De Gregori, per fotografare l'amarezza del momento ('Non c'è niente da capire...'), sostiene però di non essere arrabbiato: "Troppi giornali hanno titolato 'L'ira di Berlusconi'. Io posso essere preoccupato, deluso, amareggiato, ma l'ira proprio non mi ha mai posseduto".

I firmatari dell'appello. Tra i firmatari dell'appello, lanciato da Luigi Compagna, ci sono Piero Aiello, Andrea Augello, Roberto Formigoni, Carlo Giovanardi e Maurizio Sacconi. Il ministro Quagliariello non ha formalmente sottoscritto il documento per rispetto dell'autonomia parlamentare, ma si è detto d'accordo. La sottoscrizione, comunque, è aperta all'adesione di tutti i colleghi senatori che ne condividano i contenuti.

Tensione alle stelle. Intanto prosegue lo scontro tra Pdl e Pd. Per il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, "non si può tenere in ostaggio il governo" sulla questione della decadenza di Berlusconi. A Epifani risponde a distanza il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, che si scaglia contro il Pd: "Ha proprio ragione il segretario pro-tempore del Pd, Guglielmo Epifani: basta tenere in ostaggio il governo con l'atteggiamento violento, infame, assatanato, irresponsabile, odioso, del Partito cosiddetto democratico nei confronti del presidente Silvio Berlusconi".

Più cauto Fabrizio Cicchitto, convinto che, nonostante il 'bombardamento giudiziario' subito dal Cavaliere, bisogna continuare a dare sostegno al governo. Stoccata bipartisan di Matteo Renzi, che richiama la politica a occuparsi dei problemi del paese, come la disoccupazione. Ma lo fa difendendo la scelta del voto palese: "I senatori sono ben pagati, ci mettano la faccia e votino".

Verso il ritorno a Forza Italia. Intanto - nello scontro tra falchi e colombe all'interno del Pdl - arriva la notizia che la maggioranza dei membri del Consiglio Nazionale del Popolo della libertà ha sottoscritto il documento per il ritorno a Forza Italia. Un via libera che Berlusconi accoglie con soddisfazione: 'Mi auguro che, nell'interesse dell'unità del nostro movimento politico, si possa raggiungere un'ancora più ampia condivisione di tale documento, permettendo una rapida e positiva conclusione della dialettica che si è avviata in questi giorni verso il rilancio di Forza Italia e che ci consentirà di poter convocare il Consiglio Nazionale nel più breve tempo possibile".
 
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