Politica

Brunetta: "Governo rischia su legge di stabilità e decadenza del Cav"

Il capogruppo Pdl alla Camera avverte: "O si cambia la tassazione sulla casa o l'esecutivo rischia di andare a casa. E non accettiamo il ricatto della governabilità: dopo il 2 ottobre Letta si è montato la testa, ma il voto sulla decadenza di Berlusconi resta incompatibile con la nostra presenza nel governo"

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ROMA - Il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, mostra la graticola al governo delle larghe intese, esibendo i due fiammiferi pronti a dare fuoco alle polveri: la legge di Stabilità e il voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Brunetta detta così le condizioni nel corso della "Intervista" di Maria Latella su SkyTg24, che prende le mosse dalla vicenda del Guardasigilli Annamaria Cancellieri.

"Rischio di votare a marzo per il caso Cancellieri? Il caso Cancellieri è un segnale a sinistra pericoloso, ma non credo possa essere il colpo finale al governo Letta - afferma Brunetta, cambiando la prospettiva sulle sorti del governo -, il governo Letta rischia di più sulla legge di Stabilità".

Brunetta indica cosa non va. "La legge di Stabilità: o il governo cambia la tassazione sulla casa o non ci sarà più il governo Letta". Ed ecco il collegamento con la decadenza: "Letta si è montato la testa dopo il 2 ottobre (quando il Pdl si spaccò e alla fine costrinse Berlusconi a votare la fiducia) con una fiducia presa per i capelli. Ma ha sbagliato i suoi conti".

Come in quel 2 ottobre, le sorti del governo di larghe intese tornano, secondo Brunetta, a intrecciarsi a doppio filo con quelle del Cav. Altro che vicende giudiziarie separate da quelle giudiziarie e personali. "Non possiamo accettare il ricatto della governabilità. Il voto sulla decadenza è incompatibile con nostra presenza nel governo. E la responsabilità sarà del Pd".

Il capogruppo Pdl ribadisce che su Berlusconi "serve il voto segreto" e che quindi la questione sarà riproposta. "Cambiare regole a partita iniziata - sosteniene - non è solo un autogol ma una ferita gravissima alla democrazia parlamentare. Deve esserci il rispetto del regolamento".

E Brunetta aggiunge: "E' normale decapitare un partito che sta governando sulla base della retroattività di una legge? E' inaccettabile, ma non per Berlusconi ma per qualunque senatore. Inaccettabile per la nostra democrazia".

"Marina Berlusconi leader del Pdl? Ha dichiarato mille volte che non le interessa, perché quindi questo accanimento inutile? Non avete altro da fare voi giornalisti? La leadership si conquista sul campo, come ha fatto Berlusconi, non con le interviste o le fantasie giornalistiche" commenta ancora Brunetta, che poi rivolge lo sguardo nel campo del Pd.

"Non vincerà le elezioni perché con Renzi segretario il partito si spaccherà, ne sono sicuro. L'ultimo giovane democristiano sta conquistando ciò che resta del Partito comunista. E' una storia bellissima, ma non so cosa ne pensano i duri e puri del partito. Renzi è il segno dei tempi, della crisi di un partito che non si sa più cosa sia e che per questo può avere a buon titolo un segretario come Renzi".
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