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Scandalo regali Rai, insorgono Pd e M5s: "Vergogna, i colpevoli paghino"

Dopo le rivelazioni di "Repubblica" sulle spese folli dell'ufficio omaggi di Viale Mazzini, interviene il presidente della Vigilanza Fico: "Incredibile, doni anche ai parlamentari". E Margiotta, suo vice in commissione: "Cifre assurde nell'Italia in crisi"

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ROMA - "Vergognoso, l'azienda faccia assoluta chiarezza. La cosa incredibile è che ci sono persone che hanno accettato questi regali. E, da quello che leggiamo, ci sono anche parlamentari o comunque gente della politica. E' incredibile che un parlamentare possa ricevere regali anche da un'azienda pubblica". Così il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, ha commentato la vicenda dell'ufficio omaggi dell'azienda Rai , svelata da Repubblica: spesi oltre 500 mila euro in quattro anni e mezzo. Secondo il presidente, le risorse pubbliche devono avere percorsi certi e la Rai riceve 1 miliardo e 750 milioni all'anno di canone: "I cittadini devono sapere dove vanno questi soldi".

Fico, che ha annunciato su Twitter il suo intervento su Radio 24 con l'hashtag "regalopoli", ha puntato il dito contro "la modalità di spendere i soldi pubblici come se fossero i propri". "Qua parliamo di mezzo milione di euro in quattro anni - ha detto - noi sappiamo che la Rai dà in esterno, in appalti, un miliardo e 300 milioni di euro. Dobbiamo avere chiarezza su tutti questi appalti e dati certi su come vengono gestiti e assegnati". Quanto alle ipotesi di privatizzazione dell'azienda circolate nelle scorse settimane, Fico ha ribadito che a suo giudizio "non si può mai in questo Paese parlare della privatizzazione Rai se non si mettono sul piatto una legge sul conflitto d'interessi e una sull'antitrust, serie. Fatte queste normative, potremo parlare anche di privatizzare una parte dell'azienda".

Salvatore Margiotta, vice presidente della commissione di vigilanza Rai per il Pd, ha commentato la risposta ricevuta in parlamento all'interrogazione che ha presentato sul caso "regalopoli", spiegando di essere d'accordo con Gubitosi quando chiede di non far pesare sull'azienda le colpe di un singolo e quando afferma che bisogna prendersela soltanto con chi sbaglia. "Mi auguro, però, che il colpevole non coincida di default con l'anello debole del sistema e che le indagini interne siano dirette, sempre, a tutti i livelli e piani di viale Mazzini". Riguardo all'interrogazione, Margiotta ha spiegato che si è trattato di "un atto dovuto nei confronti degli abbonati, che un giorno, sfogliando un quotidiano, apprendono che la Rai ha speso in pochi anni 500 mila in regali, targhe e cravatte. Doni, tra l'altro, di cui non resta traccia. Cifre assurde in anni di così grave difficoltà per le famiglie italiane, che, loro malgrado, hanno finanziato l'acquisto di preziosi, finiti chissà in quale cassetto".

Nella risposta all'interrogazione di Margiotta, immediatamente twittata da Renato Brunetta sul sito di Rai Watch, viale Mazzini riconosce "criticità relative alla gestione degli omaggi e dei beni promozionali in ordine alla loro movimentazione e tracciabilità" e per questo, continua, adotterà "opportune azioni correttive", ammettendo di aver già preso, verso il responsabile di processo, adeguati provvedimenti". "Attendiamo di conoscere quali - conclude Margiotta - chissà che non si stimi un risparmio considerevole. Più dei compensi degli artisti, legati a logiche di mercato e di pura concorrenza, i parlamentari in commissione dovrebbero preoccuparsi di vigilare su questo (illogico) tipo di spese, fatte nell'interesse di pochi".
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